LA CRIOTERAPIA

A cura dell'équipe di dermatologia del Centro Medico Santagostino

 

DI COSA SI TRATTA

La crioterapia è un’opzione terapeutica riservata esclusivamente al dermatologo per il trattamento di piccole neoformazioni cutanee. La crioterapia consiste nell’applicazione sulla cute di azoto allo stato liquido (-190 C°) tramite tampone o apposito spray.

L’abbassamento rapido della temperatura della lesione cutanea, oltre la soglia del congelamento, produce la distruzione  selettiva delle lesioni, risparmiando invece sensibilmente le cellule sane, che sono abitualmente più resistenti agli shock termici.

Ne risulta la graduale ma completa e poco aggressiva guarigione della lesione; la pelle sana non traumatizzata conduce a una cicatrice rispettosa delle strutture anatomiche con ottimi risultati cosmetici, e le strutture profonde vengono integralmente risparmiate dall’azione dell’azoto liquido. Generalmente è necessaria un’unica applicazione, che può però essere ripetuta in base alla natura, alla dimensione e allo spessore della lesione da trattare.

 

COME  SI SVOLGE

Le applicazioni di azoto durano pochi secondi e provocano una sensazione di bruciore, mitigata dall’azione anestetica del freddo; questo bruciore potrà aumentare nei minuti successivi, per poi decrescere progressivamente nel giro di un’ora. Le altre terapie farmacologiche eventualmente in corso non devono essere interrotte poiché non vi è nessuna interferenza con i farmaci e non esistono  controindicazioni rilevanti. Se la sensazione dovesse essere fastidiosa è possibile assumere un antinfiammatorio.

A casa è necessario mantenere una scrupolosa igiene secondo le norme e le modalità consigliate dal Medico, nei diversi casi. La ferita non deve essere mai esposta al sole per almeno un mese.

 

QUALI POSSONO ESSERE LE  COMPLICAZIONI PIÙ FREQUENTI

Nella zona trattata potrà comparire, dopo qualche ora, un leggero gonfiore (edema) sul quale potrà formarsi una bolla a contenuto sieroso. A volte il liquido presente nella bolla può contenere del sangue, e in tal caso il suo colore sarà rosso violaceo. Questa evenienza, tuttavia, non costituisce una complicanza di cui preoccuparsi. Se dolorosa, la bolla dovrà essere prima disinfettata e poi forata con un ago sterile; questa procedura può essere ripetuta nel corso della giornata. Si formerà successivamente una crosticina che cadrà spontaneamente dopo 1-2 settimane circa.    

COSA PUÒ VERIFICARSI DOPO LA PROCEDURA

-  Riduzione della sensibilità nell’area trattata;

-  Possibili sovrainfezioni nella zona di applicazione dell’azoto;

-  In alcune aree corporee il trattamento può lasciare cicatrici;

-  Comparsa di ulcerazioni a lenta guarigione con possibilità di cicatrici:

- Possono comparire discromie (cambiamenti del colore della pelle).

In particolare le ipopigmentazioni possono essere permanenti, mentre le iperpigmentazioni  possono derivare da un’esposizione al sole troppo precoce, oppure dal tipo di pelle.

 

QUALI SONO LE ALTERNATIVE TERAPEUTICHE

- Trattamento chirurgico della lesione;

- applicazioni con il laser;

- elettrocoagulazione.

Sito aggiornato al 18 maggio 2012