CONSIGLI DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO

Dott.ssa Ornella Perego, pediatra del Centro Medico Santagostino

 

Qui di seguito presentiamo alcune indicazioni di primo soccorso per far fronte alle principali emergenze che possono occorrere con i bambini piccoli.

 

USTIONI    

Sono lesioni provocate da agenti termici (generalmente, nella vita domestica, fuoco o liquidi caldi) dotati di un’energia termica superiore alla capacità omeostatica dell’organismo. La valutazione di gravità si basa:

- sull’estensione: se è superiore al 10% della superficie corporea, è indispensabile il ricovero del bambino;

- sulla profondità, in base alla quale vengono classificate in: primo grado (arrossamento cutaneo e dolore), secondo grado (arrossamento con formazione di vescicole, flittene e dolore), terzo grado (sono interessati tutti gli strati cutanei e gli annessi, se il fondo dell’ustione è biancastro o grigio nerastro e vi è perdita della sensibilità dolorosa);

- sulla localizzazione: il volto, le mani, le mani, i piedi, i genitali sono zone a maggior rischio di complicazioni.

COSA FARE    

Se l’ustione è di primo o secondo grado e interessa una superficie inferiore al 10%, oppure di terzo grado ma interessa una superficie inferiore al 3%, se non sono interessate le parti del corpo più a rischio di complicanze e se non coesistono fattori aggravanti, può essere instaurata una terapia a domicilio:    

- allontanare gli indumenti venuti a contatto con l’agente ustionante;    

- raffreddare la cute ustionata per circa 10 minuti con ghiaccio e acqua fredda;    

- detergere con soluzione fisiologica o amuchina al 5% in acqua distillata;    

- non svuotare le vescicole integre (per evitare ulteriore perdita di liquidi)!    

- applicare localmente garze medicate (fitostamoline garze) e rivedere la medicazione dopo circa 24 ore.


TRAUMA CRANICO    

È un’evenienza molto frequente in età pediatrica. È sufficiente l’osservazione domiciliare se:    

- la dinamica del trauma non è preoccupante;    

- il bambino piange ed è facilmente consolabile;    

- vi è un episodio di vomito dopo il pianto intenso con successivo ritorno al comportamento normale e alle attività normali del bambino.    

COSA FARE

Applicare temporaneamente del giacchio sulla zona interessata, far giocare il bambino cercando di non farlo dormire fino a dopo avere valutato il ritorno alla normalità. In tutte le altre situazioni è utile una valutazione medica.


INGESTIONE ACCIDENTALE DI FARMACI

È fondamentale la prevenzione, tenendo conto dell’abilità del bambino a raggiungere tutto ciò che lo incuriosisce e a ingerire ciò che ha visto ingerire dalla mamma, dal papà o dai nonni. Nel caso di un’avvenuta ingestione sospetta:    

- non prendere nessuna iniziativa (non farlo vomitare, non farlo bere né altro);    

- telefonare immediatamente al Centro Antiveleni al 02/66101029 (emergenza) oppure al 02/64447053.

È importante, se possibile, avere a disposizione la confezione del farmaco ingerito. In caso di difficoltà a contattare al Centro Antiveleni, recarsi al più vicino Pronto Soccorso.    


SOFFOCAMENTO

Se il bambino ha introdotto in bocca un oggetto che gli impedisce di respirare, chiamate subito il 118 o andate in Pronto Soccorso. Nel frattempo, se vedete l’oggetto quando apre la bocca provate a rimuoverlo, se non riuscite al primo tentativo non insistete perché potreste spingerlo ancora piú in basso.

Se é un bambino piccolo: mettetelo a testa in basso poggiatelo sulla vostra mano (se siete seduti sulle vostre cosce) e battete vigorosamente la schiena.

Se il bambino é più grande: ponetevi dietro di lui, mettete le mani aperte subito sopra l’ombelico e fate 4-5 brevi e vigorose compressioni: questo provocherà tosse e la fuoriuscita dell’oggetto dalla bocca.


TAGLI E FERITE    

Ferite piccole e superficiali (non interessano il viso e smettono subito di sanguinare):    

-lavatevi subito le mani e asciugatele con un fazzoletto di carta;    

-lavate con acqua la parte ferita eliminando eventuali materiali estranei (terra,schegge di legno ecc.). Se avete dubbi che siano rimasti conficcati pezzi di vetro o altri materiali, portatelo al pronto soccorso;    

-disinfettate con acqua ossigenata o amuchina senza cotone (non usare alcool o disinfettante colorato); non soffiate sulla ferita e mantenete il bimbo sdraiato;    

-se la ferita sanguina, premete con una garza sterile per 5-10 min;    

-valutare se fare la vaccinazione antitetanica.    

Ferite profonde (l’emorragia non si ferma con la semplice compressione):    

Chiamare il 118. Nell’attesa dell’ambulanza o prima dell’l’arrivo in ospedale:    

-se interessa un braccio o una gamba, tenetelo sollevato;

se il sangue esce zampillando (rottura di un’arteria) legate un laccio alla radice dell’arto interessato (toglietelo ogni 15 min per almeno 30 sec);

- sul torace o sulla schiena comprimete la ferita con garze (stracci puliti) fino all’intervento del medico;

-mantenete il bambino sdraiato, con la testa piegata da un lato e le gambe lievemente sollevate.


FEBBRE

Un rialzo termico superiore a 38°/38,5°di temperatura interna è febbre. Se il bambino febbrile ha un’età inferiore ai 3 mesi di vita è sempre necessaria una valutazione ospedaliera. Se il bambino è più grandicello gli si deve somministrare innanzitutto l’antipiretico (paracetamolo o ibuprofene) per limitare un’eventuale ulteriore salita della temperatura; successivamente o contemporaneamente si consulta il medico curante.


CONVULSIONI FEBBRILI  
 

Si tratta di crisi convulsive che insorgono in corso di febbre (in genere nella fase di risalita rapida della temperatura) nel bambino tra i 6 mesi e i 5 anni che non ha alcuna problematica neurologica concomitante e che non ha già presentato in precedenza episodi convulsivi in assenza di febbre.

L’evento è causato dal fatto che il rialzo termico accentua l’attività neuronale e abbassa la soglia di eccitabilità. Le cause scatenanti più frequenti sono:     

-le infezioni delle vie aeree superiori e la fase altamente febbrile pre-esantematica della sesta malattia.

-una predisposizione genetica accertata.

Sono eventi all’apparenza drammatici: le convulsioni cosiddette benigne (le più frequenti) sono sempre generalizzate (perdita di coscienza, ipertono con scosse toniche-cloniche agli arti, bava alla bocca ecc.) e si risolvono spontaneamente nell’arco di pochi minuti (sempre meno di 15 minuti). Non sono seguite da deficit post critici (ossia il bambino a crisi risolta è assolutamente normale dal punto di vista neurologico) e non presentano alcun esito a distanza.     

COSA FARE: non perdere la calma, tenere il bambino adagiato sul fianco per facilitare la respirazione evitando la caduta della lingua all’indietro, e organizzare il trasporto in ospedale. Se ancora non è stato fatto, somministrare un antipiretico per via rettale. Nella maggior parte dei casi la crisi si risolverà prima dell’arrivo in ospedale o ancora prima di uscire di casa. Comunque una valutazione medica è indispensabile.


EPISTASSI

Si tratta di un’emorragia nasale del bambino, più spesso anteriore (parte antero-inferiore del setto nasale). Cause locali: rinite allergica, infezioni nasali, traumi, corpi estranei, manovre digitali di pulizia del naso. Non sono necessarie indagini nelle epistassi occasionali o di modeste entità.     

COSA FARE

-tenere il bambino in posizione eretta, con il capo leggermente reclinato in avanti per evitare che il sangue scenda nella faringe;

-comprimere tra pollice e indice le ali del naso, sul setto, per circa 10 minuti;

-se l’emorragia persiste, recarsi in ospedale perché venga effettuato un tamponamento nasale anteriore che andrà mantenuto per almeno 2 giorni.

Anche le epistassi ricorrenti, in pediatria, in genere si fermano da sole e solo raramente indicano una patologia sottostante. Uno specialista otorinolaringoiatra consiglierà il trattamento più idoneo.

Pagina aggiornata al 24 gennaio 2012