La fisioterapia per il menisco

QUANDO È CONSIGLIATA LA FISIOTERAPIA PER LA LESIONE DEL MENISCO?

In caso di lesione del menisco in pazienti sopra i 50 anni, l'operazione chirurgica non è consigliabile.

Un risultato migliore si può ottenere con un’accurata riabilitazione e fisioterapia su suggerimento e supervisione del fisiatra, con riduzione del fastidio articolare tramite terapie fisiche e stabilizzazione del ginocchio con il potenziamento della massa muscolare.

Questo orientamento ha trovato conferma in un recente studio pubblicato sull’autorevole British Medical Journal.

Una riduzione del numero degli interventi porta ad un minor rischio operatorio, ad un notevole risparmio per la collettività e ad un minor impegno per il paziente, considerando che avrebbe comunque dovuto effettuare una riabilitazione post chirurgica.

La ricerca è stata effettuata su pazienti cinquantenni che presentavano esclusivamente una degenerazione meniscale in assenza di importanti segni di degenerazione (artrosi) o di infiammazione cronica (artrite). Questo perché un ginocchio gravemente ed irrimediabilmente danneggiato in tutte le sue componenti è invece un candidato alla sostituzione con protesi.

QUANDO È CONSIGLIATA LA CHIRURGIA?

Generalmenente si può affermare che l’intervento chirurgico è consigliato in presenza di rottura traumatica del menisco con blocco articolare irreversibile causato da un frammento che si “incastra” tra le ossa o quando il frammento “naviga” nell’articolazione producendo dei problemi ciclici di mobilità e di dolore severo. In questi casi il paziente tipico è un adulto con meno di 50 anni che non rinuncia a limitazioni come abbandonare uno sport ad alto impatto.

L’asportazione totale di un menisco porta ad un elevatissimo rischio di consumo della cartilagine articolare. Più frequenti sono gli interventi che regolarizzano la zona lesionata, se questa ha interessato una porzione vascolarizzata, oppure che rimuovono solo una parte del menisco (meniscectomia selettiva). Recentemente la ricerca tende alla sostituzione del menisco con uno sintetico oppure prelevato da donatore, ma attualmente è possibile effettuarla solo nel paziente giovane che ha subito un trauma.

CHE COS’È IL MENISCO?

Il menisco è un lembo di cartilagine che fa da ammortizzatore tra l’osso della coscia (femore) e l’osso della gamba (tibia).

Il ginocchio ha due menischi di forma semicircolare, uno mediale ed uno laterale. I menischi hanno varie funzioni: aumentano la congruenza tra il femore che termina con sporgenze convesse e la tibia che è piana, distribuiscono il peso del corpo in modo uniforme su tutta la superficie dell’articolazione, stabilizzano il ginocchio insieme ai legamenti e facilitano la distribuzione del liquido che riempie e nutre le cartilagini articolari.

I menischi sono formati da tessuto fibro-cartilagineo. Poiché sono poco vascolarizzati e solo nella loro porzione più periferica, difficilmente una lesione al menisco potrà guarire spontaneamente.

QUALI SONO LE CAUSE DELLE LESIONI?

I problemi possono insorgere per due cause, una traumatica ed una degenerativa.

I traumi, tipicamente sportivi, stradali o professionali, danneggiano i menischi quando il ginocchio subisce una distorsione o una brusca flessione, mentre ci si accovaccia velocemente o mentre ci si rialza dopo un accovacciamento prolungato. Si vengono a formare delle “fratture” meniscali che possono assumere varie forme o gravità. Generalmente il dolore è acuto, ben localizzabile e si evidenzia difficoltà nel muovere l’articolazione.

Le degenerazioni dei menischi (meniscosi) sono invece conseguenti all’usura e quindi risultano più frequenti con l’aumentare dell’età del paziente. Possono iniziare a mostrare sintomi dai 40 anni in avanti. Sono frequenti in alcune professioni (elettricisti, idraulici, muratori) nelle le quali sono frequenti posture con le ginocchia flesse. I sintomi sono più sfumati delle forme traumatiche e il dolore è meno localizzato, soprattutto nel paziente con più di 60 anni dove può essere in corso un processo degenerativo a carico di tutta l’articolazione.