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Acufeni

Gli acufeni sono suoni uditi dal paziente, rumore nelle orecchie, ma non provengono dall'ambiente esterno. Sono più frequenti nel sesso maschile che nel sesso femminile e con l'avanzare dell'età.


CHE COSA SONO GLI ACUFENI?

Gli acufeni sono suoni semplici uditi dal paziente (rumore nelle orecchie) e non provenienti dall'ambiente esterno. Possono presentarsi sin dall'età pediatrica, sebbene sia difficile che vengano riportati dal bambino, oppure insorgere in età adulta. Sono più frequenti nel sesso maschile che nel sesso femminile e con l'avanzare dell'età. 

È un segno spesso associato a una progressiva perdita dell'udito.
Si classificano in acufeni soggettivi e acufeni oggettivi. I primi sono uditi dal paziente in assenza di veri stimoli sonori provenienti dall'interno del corpo. I secondi sono suoni uditi in conseguenza a suoni emessi realmente all'interno del corpo: turbolenze nel passaggio di sangue in un vaso ematico limitrofo all'orecchio, azione di muscoli accessori dell'orecchio o del palato molle, suoni provenienti dall'articolazione temporo-mandibolare.

QUALI SONO I SINTOMI DEGLI ACUFENI?

Il sintomo dell'acufene è un suono che si avverte in modo costante e imprevedibile. Gli acufeni possono manifestarsi come provenienti da un solo lato o da ambo i lati, non necessariamente in contemporanea. Possono avere un'intensità sonora molto variabile, così come può essere molto differente la frequenza del suono udito sia tra differenti pazienti che tra diversi episodi lamentati dal singolo individuo. Generalmente hanno una durata di secondi o minuti.  

I termini usati più spesso per descrivere il suono degli acufeni sono: squilli, ronzii, fischi, sibili, fruscii.

A QUALI PATOLOGIE POSSONO ASSOCIARSI GLI ACUFENI?

Gli acufeni possono essere associati a depressione, ansia e insonnia oltre a patologie mediche come: malattia di Lyme, otiti medie, tumori dell'angolo ponto-cerebellare, malattia di Menière (specialmente acufeni di bassa frequenza sonora), ipoacusia da rumore, traumi cranici ed altre patologie cardiovascolari o neurologiche. Infine, possono essere dovute all'effetto collaterale di alcuni farmaci. 

QUAL È LA DIAGNOSI? 

L'obiettivo delle indagini diagnostiche da eseguirsi sul paziente che lamenta acufeni è quello di individuare la causa determinante. Lo scopo si raggiunge solo in una minoranza di casi. Va però detto che questo non necessariamente influenza negativamente la prognosi del paziente con cause del tutto benigne sottese alla presenza di acufeni.

QUAL È LA TERAPIA?

La terapia è mirata, quando essa viene riconosciuta, alla causa degli acufeni. In ogni caso, ha come scopo quello di evitare un peggioramento della funzione uditiva. Data la frequenza della patologia uditiva da rumore e assodato che in fase iniziale essa possa manifestarsi con acufeni, è sempre consigliato mettersi al riparo dai danni che l'esposizione lavorativa o voluttuaria al rumore può arrecare. 

Nel caso di acufeni secondari all'effetto di farmaci, la sospensione del farmaco incriminato rappresenta spesso la cura della patologia. I soggetti che hanno manifestato tali problemi, dovrebbero sempre richiedere al medico che modifica la loro abituale terapia, spiegazioni riguardo la possibile ototossicità dei nuovi farmaci da assumere. Nel caso di acufeni idiopatici (di cui non si è individuata la causa sebbene siano state eseguite tutte le indagini necessarie), la gestione può essere estremamente complicata vista l'assenza di farmaci che si siano dimostrati realmente efficaci in trial clinici. 

ALTRI RIMEDI CONTRO GLI ACUFENI?

Antiaritmici (lidocaina, mexiletina, flecainide), antidepressivi a basso dosaggio con lo scopo di aumentare la soglia di eccitabilità del sistema nervoso implicato nella conduzione e percezione dei suoni, ginkgo biloba e agopuntura hanno mostrato risultati discordanti. Tuttavia, possono impedire un deterioramento della funzione uditiva e pertanto non dovrebbero far perdere la fiducia che il paziente ripone nel medico.