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I disturbi della memoria

I disturbi della memoria nella persona anziana:Qui trovi alcune indicazioni utili per capirlo.

UN FENOMENO NATURALE

Con l'aumentare dell'età le difficoltà di memoria diventano sempre più frequenti. Classicamente queste difficoltà si manifestano quando dobbiamo ricordare informazioni acquisite di recente, oppure trovare i nomi di cose o persone.
Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni del tutto benigni, compatibili con il normale processo di invecchiamento; questo almeno fino a quando non interferiscono in modo significativo con le normali attività della vita quotidiana.


QUANDO SI PARLA DI MALATTIA VERA E PROPRIA?

Quando le difficoltà sono tali da incidere negativamente sulla qualità della vita di una persona è essenziale una valutazione del medico per escludere possibili cause legate a condizioni patologiche reversibili (ansia, depressione, disturbi metabolici o endocrini, alcune malattie croniche, deficit sensoriali) e per valutare i fattori di rischio – in particolare vascolare – che, oltre a essere possibili cause del disturbo, possono portare a un ulteriore peggioramento (ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipidemia, fumo, stile di vita non corretto...)    


CHE COS'È LA DEMENZA?      

Una malattia, o meglio un insieme di sintomi e segni clinici, che può avere molteplici cause. È caratterizzata da disturbi della memoria e di almeno un'altra funzione cognitiva (linguaggio, orientamento, coordinamento, ragionamento astratto, capacità di analisi) tali da portare alla compromissione dello svolgimento delle attività della vita quotidiana. Si associano spesso, e in maniera variabile da persona a persona, disturbi del comportamento come irrequietezza, agitazione, insonnia, allucinazioni, deliri, apatia, depressione.

LA MALATTIA DI ALZHEIMER   

È la causa principale di demenza (circa il 60% dei casi). Può colpire persone relativamente giovani (malattia a esordio precoce, cioè prima dei 65 anni), ma nella maggior parte dei casi ne sono affette persone anziane (circa il 6% degli ultrasessantacinquenni, fino a raggiungere il 20-30% degli ultraottantenni).

CHE COSA FA LO SPECIALISTA?       

Il geriatra valuta la persona anziana nella sua interezza, non limitandosi al solo disturbo di memoria: valuta i dati clinici e le terapie in atto, raccoglie informazioni dai famigliari, visita il paziente e lo sottopone a test cognitivi di screening, nonché a test di valutazione dello stato funzionale.     
Se lo ritiene necessario, propone una valutazione più approfondita delle sue capacità cognitive con il neuropsicologo, e imposta un percorso diagnostico e terapeutico in accordo con il suo medico di medicina generale con lo scopo di rallentare il più possibile il processo di deterioramento cognitivo e assicurare la migliore qualità di vita possibile.