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Iodio: come e dove assumerlo

A cura di
Elisa
Verrua

 

Quali sono le fonti principali di iodio? 


L'acqua del mare è ricca di iodio, da cui evapora per ricadere sul suolo terrestre e ritornare al mare dopo essere stato utilizzato da vegetali, animali e dall'uomo: tuttavia, lo iodio presente nell'aria però è scarsamente disponibile ed influisce solo minimamente sul nostro fabbisogno quotidiano, perché infatti la fonte principale di iodio è rappresentata dall'alimentazione (lo iodio non si respira, si mangia). 


Qual è il fabbisogno giornaliero di iodio in una persona sana e come si può assimilare meglio?


Il fabbisogno medio giornaliero di iodio di un adulto è pari a circa 150 mcg. Tale fabbisogno aumenta durante la gravidanza e l'allattamento, arrivando a 250 mcg/die: in gravidanza, infatti, non solo la sintesi di ormone tiroideo aumenta per far fronte all'aumentate richieste da parte del feto e all'aumentato metabolismo materno, ma a questo si aggiunge anche un'aumentata perdita urinaria di iodio. 


Quali sono gli alimenti più ricchi di iodio?


Gli alimenti più naturalmente ricchi di questo prezioso costituente sono rappresentati da pesce (soprattutto i crostacei e molluschi di mare), alghe, latte e uova, mentre è presente negli altri cibi solo in minima parte e il contenuto in essi è altamente variabile in funzione di molti fattori. Lo iodio assunto con l'alimentazione, tuttavia, non sempre garantisce il fabbisogno quotidiano,  visto che una dieta equilibrata - che preveda 2 porzioni di pesce alla settimana, latte tutti i giorni e 2-3 porzioni di formaggio alla settimana - garantisce in media solo il 50-60% dell'apporto iodico raccomandato. Si può integrare con il sale, alimento utilizzato da gran parte della popolazione in modo stabile a costi piuttosto contenuti rispetto ad altri alimenti.  La raccomandazione è di usare il sale iodato a crudo per non disperdere con il calore lo iodio. 


Il sale iodato può essere utilizzato da tutti o ci sono controindicazioni?


Il sale iodato può essere usato da tutti in piccole quantità, perché l'impiego domestico di quantità controllate (corrispondenti a 3-5 g/die) per evitare effetti nocivi al cuore, reni e circolazione. 
In tutti i soggetti normali, e quindi nella grande maggioranza degli individui, dosi di iodio anche largamente superiori a quelle assunte con l'uso di sale arricchito con iodio sono tendenzialmente prive di rischi. La tiroide possiede infatti un meccanismo naturale di adattamento, ma in ogni caso, particolare cautela si deve avere nell'utilizzo di alcuni integratori alimentari contenenti quantità elevate di iodio (solitamente a base di alghe), così come creme per il corpo, perché l'esposizione cronica ad eccessive quantità di iodio potrebbe essere mal tollerata dall'organismo.  


Quali sono i disturbi e le malattie provocate da una carenza di iodio? 


Lo iodio è concentrato quasi esclusivamente nella tiroide, una ghiandola endocrina responsabile della produzione di due ormoni (tiroxina o T4 e triiodotironina o T3) che contengono iodio nella loro struttura chimica. Questi ormoni regolano numerosi processi metabolici nella maggior parte delle cellule e svolgono un ruolo importantissimo nelle prime fasi della crescita e nello sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello.  La conseguenza forse più conosciuta della carenza di iodio durante l'accrescimento e l'età adulta è rappresentata dal gozzo, ovvero la tiroide che si ingrandisce, con o senza noduli.
Questo fenomeno rappresenta inizialmente un adattamento della ghiandola che diventa più attiva nel tentativo di soddisfare le necessità dell'organismo, ma quando la carenza persiste si traduce in una ridotta sintesi di ormone tiroideo.