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La pubalgia

A cura di
Andrea
Genta

La pubalgia è una manifestazione dolorosa a carico della regione pubica, dovuta a un’infiammazione che colpisce le inserzioni dei muscoli adduttori e addominali sul pube. Scopri le cause, come prevenirla e come curarla

Cos'è la pubalgia?

La pubalgia, o “sindrome retto-adduttoria”, è una patologia molto diffusa in particolare tra gli sportivi, sia a livello professionistico sia amatoriale. Si tratta di una disfunzione dolorosa che interessa la regione pubica provocata da un'entesopatia, cioè un'infiammazione che interessa le inserzioni dei muscoli adduttori e addominali sull'osso pubico.

Si parla di pubalgia cronica nei casi in cui la sintomatologia permane oltre i tre mesi, con un dolore intenso e duraturo.

Quali sono le cause della pubalgia?

Vi sono molteplici cause che possono portare a queste manifestazioni: la debolezza dei muscoli addominali oppure patologie urogenitali, ernie inguinali occulte, dismetrie, artrosi dell’anca, degli arti inferiori e della sinfisi pubica (la giunzione tra le due ossa pubiche).

Un sovraccarico meccanico moderato delle strutture citate altera gli equilibri muscolari e tendinei e questo può portare, con il passare del tempo, ad una situazione di infiammazione acuta. Scoliosi, iperlordosi, varismo marcato delle ginocchia ed eterometrie agli arti inferiori (asimmetrie della lunghezza delle gambe) sono fattori facilitanti all'insorgere della patologia.

La pubalgia è generalmente classificata in tre tipologie principali:

  • Tendinopatia inserzionale, causata da microtraumi al livello dei muscoli adduttori della coscia e dei muscoli addominali, che scaricano la propria forza sulla sinfisi pubica
  • Sindrome sifisiaria, generata dall’azione sbilanciata degli adduttori dei due arti che provocano un cedimento della sinfisi pubica, portando al disequilibrio e all’instabilità del bacino. Si tratta di una condizione diffusa nell’età dello sviluppo, durante la quale la sinfisi risulta più debole, e talvolta tra le donne in gravidanza, in cui la lassità della sinfisi pubica è dovuta al massiccio rilascio dell’ormone relaxina
  • Sindrome della guaina del retto addominale o del nervo perforante del retto addominale del calciatore, in cui la forte tensione dei muscoli addominali innescata dall’azione del calciare provoca uno stiramento e una compressione del nervo perforante, provocando dolore

Quali sono i sintomi della pubalgia?

I due principali sintomi della pubalgia sono:

  • Dolore in zona pubica
  • Impotenza funzionale, cioè l'impossibilità di eseguire un movimento da parte di un'articolazione

L'intensità del sintomo varia e può insorgere sollecitando le zone anatomiche interessate, aumentando fino al dolore acuto che compromette i movimenti della vita quotidiana e l’attività fisica. Il dolore può anche comparire dopo uno sforzo o scomparire dopo il riscaldamento. A volte può essere continuo, altre volte si presenta solo durante la stazione eretta, il cammino o la corsa.

Il dolore nell’area inguinale può inoltre irradiarsi lungo muscolatura adduttoria e/o gli addominali fino agli organi genitali e al perineo. Nell'uomo, per esempio, alla pubalgia si associa in alcuni casi il dolore al testicolo.

Nella sintomatologia, infine, rientra spesso anche la sensazione persistente di dover urinare, sebbene la vescica sia totalmente vuota.

Come si diagnostica?

Il medico specialista valuta le sedi, le tipologie e le modalità di insorgenza del dolore ed eventualmente prende visione di un esame diagnostico (ecografia, risonanza magnetica, TAC) per effettuare la diagnosi. La raccolta dei dati anamnestici e un esame obiettivo approfondito sono fondamentali per completare il quadro.

È altresì importante escludere altre sindromi dolorose locali tramite un riscontro neurologico, urologico o ginecologico.

Quali sono i rimedi per la pubalgia?

Le modalità di insorgenza, l'età e lo stato dei tendini interessati sono tre fattori per effettuare una prognosi adeguata.

Il progetto riabilitativo per la pubalgia prevede la correzione delle cause meccaniche responsabili dell'infiammazione attraverso l'utilizzo di rialzi o plantari per le eterometrie o per altri disturbi plantari e la correzione di posture scorrette. A questo viene associato un periodo di riposo e riduzione del carico.

L'intervento dal punto di vista farmacologico con FANS e/o steroidi è indispensabile qualora vi sia necessità di svolgere un'attività riabilitativa. A livello fisioterapico, il percorso riabilitativo prevede in questi casi una distinzione tra la fase acuta e la fase post-acuta e funzionale. 

Nella prima, ci si avvale dell'utilizzo di terapie fisiche (Tecarterapia, Ultrasuonoterapia) per diminuire la sintomatologia dolorosa e infiammatoria, unito a dolci manovre specifiche per allungare la muscolatura, normalizzando il tono. 

Una volta passata la fase acuta, è necessario recuperare il massimo grado di mobilità possibile e successivamente stabilire un piano di lavoro per rinforzare la muscolatura.

Come curare la pubalgia in modo naturale?

La pubalgia può essere trattata naturalmente applicando impacchi di ghiaccio sulla parte dolente per una durata di quindici minuti per almeno tre volte al giorno. Tra i rimedi naturali vi sono inoltre preparati a base di zenzero e curcuma e l’arnica, noti per le loro proprietà antinfiammatorie.

Si può prevenire la pubalgia?

Nei casi in cui vi siano problematiche preesistenti come un'eterometria agli arti inferiori o disturbi plantari (piede cavo/piatto), è bene risolvere e correggere il difetto, poiché verosimilmente causa della pubalgia.

Al contrario, in assenza di problematiche posturali, il sovraccarico meccanico è il principale responsabile. Prevenirlo è possibile ed è per questo che si consiglia sempre un programma di rinforzo e stretching adeguato e mirato (soprattutto ai muscoli addominali, glutei, paravertebrali, ileopsoas), principalmente nei soggetti sportivi più inclini a sviluppare la patologia.