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La terapia intensiva o rianimazione

La terapia intensiva o rianimazione è un reparto ospedaliero riservato a pazienti critici, cioè con una o più funzioni vitali compromesse. In caso di insufficienza respiratoria il paziente può avere supporto con caschi e maschere a ossigeno o essere intubato
A cura di
Giuseppe
Ambrosino

La terapia intensia o rianimazione

La terapia intensiva o rianimazione è un reparto particolare riservato ai momenti difficili, tuttavia non deve spaventare perché oggi molti pazienti possono transitare in rianimazione anche solo poche ore, lo stretto necessario perchè le condizioni allarmanti rientrino nella normalità.


Che cos’è il reparto di terapia intensiva

La terapia intensiva o rianimazione è un reparto ospedaliero riservato a pazienti critici. 

Con il termine pazienti critici ci si riferisce a persone che presentano la compromissione di una o più funzioni vitali (respirazione, circolazione del sangue, attività neurologica…) e, di conseguenza, è in pericolo la vita stessa.

In questo reparto vengono utilizzati strumenti e macchinari altamente sofisticati che permettono il sostegno delle funzioni vitali compromesse; questo prevede l'impiego di personale medico ed infermieristico altamente specializzato.


Quando si va in terapia intensiva

La necessità di un ricovero in terapia intensiva può interessare pazienti di tutte le età, per la gestione post-operatoria a seguito di interventi chirurgici difficili ed impegnativi, per persone sane che hanno subito un trauma o per l’aggravamento di una patologia preesistente. Una volta recuperate e stabilizzate le funzioni vitali, il paziente viene trasferito nei reparti di degenza ordinaria o di riabilitazione per il proseguo delle cure necessarie


Cosa accade in terapia intensiva

Il primo obiettivo della rianimazione è ristabilire il riequilibrio delle funzioni d’organo alterate. All’ingresso di un paziente in rianimazione si procede al monitoraggio di base delle funzioni vitali (ritmo cardiaco, pressione arteriosa, diuresi, ossigenazione del sangue). 

Mediante l’inserimento di un agocannula in un accesso venoso periferico si provvede alla somministrazione dei farmaci necessari a contrastare le alterazioni rilevate.

Nel caso di una insufficienza respiratoria possono essere utilizzati presidi come maschere per ossigeno o caschi appositi per garantire un'adeguata ossigenazione. 

Se ciò non fosse sufficiente si procede all’intubazione (inserimento di un tubo dalla bocca o dal naso in trachea) e collegamento ad una macchina molto sofisticata (ventilatore polmonare) che garantisce adeguati scambi respiratori e una valida ossigenazione del sangue e dei tessuti.

Il controllo continuo delle funzioni vitali avviene tramite posizionamento di cateteri che sono collegati a diversi monitor, che consentono di visualizzare e registrare l’andamento di tutte le principali funzioni degli organi. 

Oltre ai monitoraggi di base è molto spesso necessario procedere al monitoraggio invasivo dei diversi parametri vitali. Ciò avviene mediante il posizionamento di sonde particolari direttamente nelle vene più vicine al cuore o nelle arterie per monitorare i diversi parametri in continuo, per intervenire rapidamente in caso di squilibrio, per somministrare rapidamente farmaci o effettuare prelievi ematici per esami.  

Il paziente in tali condizioni viene sedato (addormentato) per permettere un miglior adattamenti ai presidi e all’ambiente. La sedazione è fondamentale perché la rianimazione è un ambiente impegnativo, il paziente si trova a letto con tubi, fili, sonde e con l'impossibilità di comunicare. 


Le visite dei parenti sono limitate

Per le specifiche caratteristiche la rianimazione presenta regole diverse rispetto agli altri reparti ospedalieri. L'ingresso ai parenti è molto limitato e stabilito in base alle necessità di ogni reparto. Recentemente si è cercato di rendere più “umano” il percorso in rianimazione, creando le cosiddette rianimazioni aperte, con meno restrizioni per i familiari. 

Ma ove coesista la necessità di isolamento, questo non è possibile.