Cerca nel sito
Chiudi

Lo svezzamento

Dopo i primi sei mesi di vita il latte non basta più. Introduci i nuovi cibi nella dieta del tuo bambino seguendo i consigli della nostra pediatra.
A cura di
Daniela
Callegari

CHE COSA SIGNIFICA SVEZZARE?

Svezzare significa abbandonare, e nel caso del cibo lasciare il latte per proporre altri alimenti al neonato.

PERCHÉ È NECESSARIO SVEZZARE?

Il latte, tanto più il latte materno, è un alimento completo che garantisce un'alta e ottima crescita nei primi 6 mesi. Il latte però è carente di un minerale indispensabile che è il ferro, di cui il neonato ha fatto scorte durante la vita fetale, scorte che si esauriscono appunto nel primo semestre di vita.

È quindi lo stesso lattante a manifestare a quest'età una “curiosità-bisogno” verso altri alimenti, quelli cosiddetti degli adulti.

QUANDO SI SVEZZA?

Tra i 5-6 mesi, ogni bambino fa capire con il suo comportamento di curiosità, con sguardi e gesti, l'interesse e la sua disponibilità a questo importante cambiamento; il genitore a quest'età deve cominciare a proporre assaggi.

COME SI SVEZZA?

È una tappa molto importante e significativa non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche da quello psicologico: viene considerata come la prima vera esperienza del principio di realtà (dal controllo sul seno della mamma, alla delusione di dovere cessare la suzione per potere continuare a crescere bene).

Il bambino ha bisogno quindi di calma e di tempo. Ogni bambino ha i suoi tempi per imparare i nuovi movimenti della lingua per deglutire, per conoscere e accettare il movimento del cucchiaino che arriva e poi se ne va, per provare sapori e consistenze di cibo diversi.

CON CHE ALIMENTI SI SVEZZA?

Su questo argomento la puericultura degli ultimi cinquant'anni ha dato molte indicazioni diverse e con base scientifica talvolta povera. Molti suggerimenti erano dettati da scarse conoscenze o da spinte commerciali o dal timore di suscitare allergie.

Su questo tema oggi possiamo fare affermazioni molto chiare e documentate da studi basati sull'evidenza, ovvero su osservazione di centinaia di lattanti.
Secondo l'articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine 2015,372: 803-13, la ritardata introduzione e/o la prolungata esclusione di un alimento aumenta in modo significativo il rischio di sviluppare un'allergia alimentare specifica per quel cibo; quindi più tardi s'introducono i vari alimenti, più il lattante può sviluppare intolleranza.

E ALLORA QUALE GRADUALITÀ?

La gradualità dovrebbe quindi rispettare più di tutto i tempi e i gusti del bambino. Il genitore deve proporre assaggi di tutte le verdure di stagione, di tutti i cereali (creme, semolini, fiocchi), di carni bianche e pesce, di legumi, yogurt, uova e formaggi freschi.

All'inizio la quantità di cibo nuovo che mangerà non sarà sufficiente e si dovrà completare il pasto con l'aggiunta di latte. Per molti lattanti i cibi più graditi sono quelli con sapori più delicati, meglio quindi iniziare da questi.

Anche l'intestino si trova a dover svolgere un lavoro nuovo, quindi è meglio introdurre gradualmente i cibi ricchi di fibre.

La forma papposa è importante perché il lattante non sa masticare e l'anatomia del suo retro-gola (imbuto largo che si restringe bruscamente) lo espone al rischio di soffocamento. Anche fino ai 2 anni i cibi devono essere molli e schiacciati e i genitori, fin dai primi assaggi di cibi asciutti, devono insegnare ai piccoli a masticare (vedi articolo sul soffocamento).

COME SI PREPARA UNA PAPPA?

Mangiare è un atto umano, non una prescrizione medica! Abbiamo la fortuna di avere una cultura di cucina tra le più sane, gustose e varie, questo è quello che dobbiamo e possiamo proporre ai nostri bambini fin da subito.

Privilegiamo quindi tutte le verdure fresche di stagione, facendo abbinamenti di gusto e colore differenti (non va bene proporre sempre e solo il minestrone misto), tutti i cereali oltre al solito frumento (orzo, avena ,farro, miglio, riso, semola di cous cous, pane come il pancotto dei nostri nonni!), pesci differenti, zuppe di legumi miste, ma anche mono gusto (ceci, piselli, lenticchie, fagioli di tutti i tipi).

I primi tempi i cibi vanno frullati o passati, più in là può bastare la schiacciatura, eliminando con cura i grumi consistenti.

Si può congelare il brodo vegetale, il passato di verdure (anche in monoporzioni), le porzioni di carne e pesce fresco e tutto si può trasportare per preparare la pappa fuori casa.

SVEZZAMENTO, AUTO SVEZZAMENTO, CIBI DEI GRANDI

In questo importante e delicato passaggio di vita del bambino, rassicurati da quanto ci dice la medicina basata sulle evidenze, lasciamo che a guidarci sia soprattutto il rispetto dei bisogni e dei tempi del nostro bambino, dal buon senso tipico dei genitori attenti e pazienti, rispettando l'equilibrio tra nuove tendenze e vecchie abitudini.