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Microbiota intestinale

Conosciamo meglio il microbiota intestinale con l'aiuto del nostro gastroenterologo
A cura di
Maria
Sofia

CHE COS'È IL MICROBIOTA?

Il microbiota è l'insieme degli organismi presenti nell'organismo umano (batteri, virus ed eucarioti). Il microbioma invece è l'insieme dei differenti microbi con i loro geni e funzioni presenti in un determinato ambiente. Differenti parti del corpo come il cavo orale, l'intestino e i polmoni hanno quindi differenti microbiomi. 

Ad oggi le nuove tecniche  di sequenziamento (analisi del profilo genetico e metabolico partendo da un campione di feci) hanno permesso di sviluppare ricerche scientifiche specifiche sulla composizione batterica del microbiota intestinale. I risultati sono equivalenti alla scoperta di un nuovo organo nel corpo umano: il microbiota intestinale contiene infatti un numero di geni 100 volte superiore rispetto all'ospite, ha al suo interno componenti ereditabili e può essere modificato dalla dieta, dalla chirurgia o attraverso una terapia antibiotica.

COME LAVORA IL MICROBIOTA INTESTINALE?

Il microbiota intestinale lavora all'unisono con l'ospite, promuovendone la salute. Può essere però anche causa di malattie dell'apparato gastroenterico (come le malattie infiammatorie intestinali o le neoplasie del colon-retto), e di malattie metaboliche come l'obesità o le epatopatie, cioè le patologie a carico del fegato.

Si parla di disbiosi quando si ha uno sbilanciamento nel sistema biologico del microbiota, cioè quando il tipo e il numero dei microrganismi intestinali si riduce nella sua  diversità e si impoverisce dei suoi microbi benefici. Esiste inoltre un microrganismo commensale (cioè che vive nel nostro intestino ma senza danneggiarlo) chiamato pathobionte, che può essere potenzialmente patogeno in presenza di specifiche modificazioni genetiche o ambientali dell'ospite (cioè l'uomo).

QUALI SONO LE TERAPIE IN GRADO DI MODIFICARE IL MICROBIOTA?

Le terapie che possono modificare il microbiota intestinale sono:

  • i probiotici, microrganismi vivi che somministrati in adeguate quantità danno benefici alla salute dell'ospite, grazie all'inibizione competitiva con gli altri microrganismi intestinali;
  • i prebiotici, molecole selezionate capaci di modificare la composizione e l'attività del microbiota intestinale;
  • il trapianto fecale, cioè l'introduzione di batteri intestinali da donatore.

Una migliore conoscenza dei meccanismi e del contributo del microbiota alle malattie dentro e fuori l'apparato gastroenterico permetterà quindi di sviluppare nuove terapie, per trattare e prevenire le patologie ad esso collegate. Per alcune malattie dell'apparato gastroenterico è possibile usare il microbiota intestinale per rilevare malattie prima della diagnostica tradizionale. In futuro, si potrà quindi pensare di stratificare più accuratamente i pazienti tramite il microbiota, così da arrivare a trattamenti più efficaci e personalizzati.