SE LO SMARTPHONE DIVENTA UNA DROGA

Più del 60% delle persone non spegne lo smartphone in contesti come il cinema, una conferenza, la scuola. 
Dimenticarlo a casa rende nervose circa il 50% delle persone, mentre un 6% sostiene di non avere idea di cosa farebbe senza di esso, e il 10% dichiara di ridurre le ore di sonno per stare connesso. Ben il 25% degli interpellati ha provato a ridurre la quantità di tempo in cui stanno connessi a Internet.

Sono alcuni dei dati che emergono da un'indagine effettuata dal Centro Medico Santagostino tra i suoi pazienti, su un campione di 298 soggetti per indagare il fenomeno delle dipendenze di "nuova generazione", vale a dire quelle che non hanno una sostanza come protagonista, bensì un comportamento: new technology, shopping, gioco, sesso, love addiction, lavoro, sport addiction...

« C’è un rischio di sovraccarico cognitivo, che può avere ricadute sul benessere psico-fisico, sulle capacità di concentrazione e sulla produttività, sulla dimensione emotiva e cognitiva, sui comportamenti e sulla motivazione», spiega la Dott.ssa Francesca Biondini, psicoterepeuta del Centro Medico Santagostino, specializzata nelle nuove dipendenze. Esistono dei metodi quotidiani per ridurre la nostra dipendenza da tecnologie cercando di arginare l'influenza ed evitare che si trasformi in una vera e propria patologia. «Usare un timer», spiega Biondini, «disabilitare le notifiche provenienti dai social network, abbassare la suoneria del telefono, spegnere gli apparati in momenti specifici della giornata o della settimana. Per liberarsi dal l'urgenza e riappropriarsi del proprio Tempo».

Se tutto questo non basta, il Centro Medico Santagostino mette a disposizione un servizio appositamente studiato per le nuove dipendenze, con un' équipe specializzata del Centro Medico Santagostino che dopo una prima valutazione propone un trattamenti di terapia individuale e gruppi terapeutici.

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