CHE COS'È L'OSTEOPOROSI?

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da un deterioramento della quantità e della qualità dell’osso. Chi soffre di osteoporosi ha quindi uno scheletro più fragile e suscettibile a fratture, che possono avvenire anche spontaneamente, in assenza di un vero e proprio trauma.

Fra tutte le malattie che possono colpire le ossa, l’osteoporosi è quella più diffusa, e colpisce sia gli uomini che le donne.
Le donne, dopo la menopausa, hanno un rischio 4 volte maggiore.

L’osteoporosi è una malattia subdola che non si manifesta con sintomi specifici, e spesso la sua prima manifestazione è proprio la frattura, che generalmente è a carico della colonna vertebrale. La frattura vertebrale, tuttavia, in più della metà dei casi non dà sintomi e quindi non viene riconosciuta, quindi la diagnosi di osteoporosi è spesso tardiva.

COME SI DIAGNOSTICA?

La diagnosi si basa sulla densitometria o mineralometria ossea computerizzata, la MOC. La MOC si avvale di una tecnica a raggi X che consente di misurare la quantità di minerale presente in determinate parti dello scheletro (colonna lombare, parte alta del femore, polso), che sono particolarmente indicativi per la presenza di osteoporosi.
La MOC è importante perché fornisce una valutazione della massa ossea, che a sua volta è correlata al rischio di frattura. Al diminuire della massa ossea, infatti, segue un incremento del rischio di frattura.

Inoltre, è indicato eseguire una radiografia della colonna vertebrale per mettere in evidenza la presenza di eventuali fratture vertebrali (crolli o schiacciamenti), che nella metà dei casi avvengono senza provocare sintomi evidenti.

Infine, è anche importante eseguire comuni esami di laboratorio (analisi del sangue e delle urine) per eseguire una corretta diagnosi di osteoporosi ed escludere la presenza di una osteoporosi secondaria.

OSTEOPOROSI PRIMARIA E SECONDARIA

L’osteoporosi postmenopausale-senile (primaria) va sempre distinta dalle forme di osteoporosi secondaria. Sono definite secondarie quelle forme di osteoporosi dovute alla presenza di determinate patologie o all’assunzione di alcuni farmaci (cortisonici, antiepilettici, eparina, anticoagulanti orali, diuretici dell'ansa).

In alcuni casi, tuttavia, una corretta raccolta della storia clinica del paziente e un esame obiettivo completo possono non essere sufficienti a identificare una forma di osteoporosi secondaria. Alcune malattie (endocrine, reumatiche, ematologiche, renali o gastroenterologi) possono infatti dare, come prima e/o unica manifestazione di sé, la presenza di osteoporosi o frattura.

La diagnosi densitometrica (mediante MOC) di osteoporosi deve quindi essere seguita da una valutazione adeguata, mediante esami di laboratorio, soprattutto nei pazienti con diminuzione della massa ossea maggiore di quanto ci si possa aspettare per l’età del paziente.

Gli esami di laboratorio sono un elemento imprescindibile perché:

  • consentono la diagnosi differenziale con altre malattie che possono determinare un quadro clinico o densitometrico simile a quello dell’osteoporosi;
  • consentono la diagnosi forme di osteoporosi secondarie per le quali può essere impostato un trattamento direttamente mirato sulla malattia che ha condotto all’osteoporosi.

Per contro, il mancato riconoscimento di queste patologie, oltre che essere potenzialmente dannoso, può determinare una mancata risposta alle terapie tradizionali.

PREVENZIONE E TERAPIA

L’obiettivo di qualsiasi terapia per l’osteoporosi è la prevenzione delle fratture.

Nella maggior parte dei pazienti, se la MOC evidenzia una riduzione modesta della massa ossea, è sufficiente una semplice integrazione di calcio e vitamina D, anche con una dieta mirata per l'osteoporosi, e una buona attività fisica, sempre da decidere con il medico sulla base dell’età e della situazione clinica.

Se invece il paziente ha già avuto una frattura da osteoporosi o presenta altri fattori di rischio (per esempio utilizza cortisone) è necessario associare una terapia farmacologica, ovviamente dopo aver escluso le cause di osteoporosi secondaria che richiedono una terapia mirata.

Fortunatamente, oggi abbiamo a disposizione diversi farmaci molto efficaci nel ridurre il rischio di frattura, farmaci che devono sempre essere stabiliti dal medico in base alle condizioni cliniche del paziente, all’assunzione di altri farmaci e ai possibili effetti collaterali.