IL DIGIUNO SERVE?

Oggi si tende non solo a mangiare troppo, ma anche troppo spesso senza grande variabilità nella scelta dei cibi, e senza mai smettere.   
Il problema non è tanto che alla fine ci si ritrovi sovrappeso (con tutto ciò che questo comporta) quanto che il nostro organismo non è fatto, dal punto di vista fisiologico, per vivere in questo modo.  
Ci si adatta benissimo, ben intesi, ma solo se non ci si sofferma a considerarne le conseguenze a lungo termine, che possono essere disastrose. Ci dev’essere un motivo per cui il digiuno rituale fa ancora parte di tutte le grandi religioni e culture mondiali. I nostri antenati, per migliaia di generazioni, non avevano scelta; il cibo bisognava procurarselo tutti i giorni, era difficile conservarlo e di tanto in tanto mancava del tutto.  
Noi, che siamo gli eredi di quelli che sono sopravvissuti a questo stato di cose millenario, dal punto di vista genetico siamo fatti per nutrirci in modo diseguale, molto vario nelle componenti e, soprattutto, senza gli eccessi che caratterizzano il modo di nutrirsi contemporaneo.  

QUANDO E COME DIGIUNARE?

Due sono gli eccessi a cui si cerca di ovviare tramite il digiuno: il troppo zucchero e l’eccesso proteico. Ogni tanto, rinunciare allo zucchero, non solo quello nel caffè, ma anche dolci, gelati, e farine raffinate, e alla bistecca, aiuta l’organismo a ritornare a sfruttare la fonte energetica che dovrebbe essere quella primaria per noi esseri umani: il grasso.   
Tre o quattro volte all’anno, cinque giorni senza zuccheri semplici e senza proteine animali, costringono il nostro corpo a ritornare all’origine.

La buona notizia è che non è assolutamente necessario digiunare completamente. Basta alimentarsi in un modo che “imiti” il digiuno: questo è il motivo per cui si parla di "mima diguno" (il protocollo ideato e brevettato dal prof. Valter Longo)  o semi digiuno. Secondo questo modello ci si continua a sedere a tavola tre volte al giorno; basterà solo eliminare gli zuccheri semplici, le farine raffinate, l’alcol e le proteine animali e mangiare tutto il resto, sempre ben condito con olio extravergine d'oliva: una grande varietà di verdure di stagione cotte e crude, cereali integrali, un uovo di tanto in tanto, un quarto di avocado, mandorle e noci tutti i giorni e tanti liquidi (tisane e/o acqua).

QUALI SONO I RISULTATI?

I risultati si vedono anche in tempi brevi. Prima ovviamente ci si deve confrontare con il fatto che bisogna rassegnarsi per qualche tempo a mangiare poco, immersi come siamo in un mondo di mangiatori di pizze, brioches, pasta, dolci e cotolette.  
Se si resiste, che non è affatto difficile, al quinto giorno non si sentirà affatto la fame, ci si sentirà in forze e si sarà anche perso qualche chilo. Ne avrà tratto vantaggio soprattutto il nostro cervello che dovendosi nutrire di grassi e non di zucchero (glucosio) ne avrà approfittato per liberarsi di un bel po’ di scorie e per creare nuove connessioni.  
L’ideale per la salute sarebbe di ripetere l’esperienza almeno tre volte all’anno, o per chi sia sovrappeso o diabetico, anche più spesso ma sempre sotto controllo medico.