CHE COS'È L'ECOGRAFIA GINECOLOGICA DI SECONDO LIVELLO?

Quando nel corso di una ecografia di routine il ginecologo, che utilizza questa metodica come supporto alla visita clinica (Office ecografia), ha un dubbio diagnostico o riscontra una patologia dell’apparato genitale, richiede un esame più approfondito che è appunto l'ecografia ginecologica di secondo livello
Solo ecografisti molto esperti sono in grado di eseguirla, utilizzando ecografi di alta qualità; è importante la collaborazione con altri medici che si occupano di patologie più complesse come, ad esempio, le malformazioni uterine o le masse dell'apparato genitale interno.

IL RUOLO DELL'ECOGRAFIA TRIDIMENSIONALE

L’ecografia ginecologica di secondo livello sfrutta l'ecografia tridimensionale e il color doppler per lo studio della vascolarizzazione delle masse pelviche.
L’ecografia 3D unisce il principio dell'ecografia bidimensionale con la ricostruzione tridimensionale computerizzata dell'organo da studiare. 

L’ECOGRAFIA TRANSVAGINALE

La via principale di accesso per l’ecografia di secondo livello in ginecologia è quella transvaginale poiché, ponendo la sonda in prossimità della cervice, si vedono meglio le strutture da studiare. La sonda, tenuta ferma in vagina, acquisisce automaticamente le immagini del distretto che deve essere studiato.
Il medico deve solo scegliere il migliore piano di partenza. Dopo pochi secondi il sistema fornisce un volume all’interno del quale è possibile navigare contemporaneamente su tre piani, mentre l’ecografia tradizionale bidimensionale consente lo studio di un solo piano alla volta.
Il ginecologo esegue le scansioni in modo ottimale per ogni distretto dell’apparato genitale interno, dedicando tutto il tempo necessario. Subito dopo, l’esame dev'essere completato con un’ecografia esterna transaddominale. Questa fase può essere eseguita anche prima, ma è necessario e non va mai omessa.

COME SI SVOLGE L'ESAME?

L’esame si svolge come nel caso dell’ecografia di routine. La mattina dell’esame bisogna fare un clistere o prendere un purgante per la pulizia intestinale. 
La vescica dev'esser piena durante l'ecografia esterna. La vescica, se molto distesa, può essere svuotata prima di iniziare l'ecografia interna (transvaginale). L’esame dura circa 25-30 minuti. Alla fine c'è un colloquio informativo della durata di 5 minuti circa. 

QUANDO SI PUÒ FARE?

Meglio dopo l’ovulazione, cioè tra il 15esimo e il 28esimo giorno dopo la comparsa del flusso mestruale, non durante. 

PERCHÉ VA FATTA?

In uno di questi casi:

  • per uno studio della cavità uterina e dell’endometrio;
  • nei programmi di procreazione medico assistita;
  • in caso di inusuale perdita di sangue dell’utero;
  • per uno studio delle malformazioni uterine;
  • per uno studio dei fibromi uterini intracavitari e polipi endometriali;
  • per valutare la posizione della spirale contraccettiva (IUD);
  • per uno studio morfologico e biometrico delle tumefazioni annessiali;
  • per uno studio della vascolarizzazione delle tumefazioni con color doppler;
  • per studiare la vescica.

 

TECNICHE DI ECOGRAFIA TRIDIMENSIONALE

Sono tre le principali tecniche di ecografia tridimensionale.
La volume mode dà una specie di calco e fornisce una vera immagine tridimensionale (con rendering di superficie); è molto utilizzata nell’ambito della diagnosi prenatale, mentre non ha  un’ampia applicazione in ginecologia se non per lo studio della parete delle masse liquide.

La modalità Multi Planare è molto più utile, dal punto di vista clinico, soprattutto in ginecologia. Partendo dal volume acquisito con la sonda tridimensionale endovaginale,  questa modalità consente di visualizzare contemporaneamente tre piani. È possibile ruotare nel volume acquisito o sezionarlo secondo sezioni parallele che si  ottengono “navigando” all’interno dell’organo o della massa che si sta studiando.

La modalità X­ray, in alcuni casi, è di grande aiuto alla diagnosi perché offre la visione della struttura degli organi interni, attraverso la superficie corporea con una modalità simile alle radiografie standard. Ad esempio, consente la visualizzazione dello IUD (o spirale) all’interno dell'utero.

SITUAZIONI PARTICOLARI

L’istero­sonografia è un esame diagnostico che introduce nell'utero, con l’aiuto di un catetere flessibile molto sottile, di una piccola quantità di soluzione  fisiologica sterile. Serve soprattutto per verificare che le tube siano libere e pervalutare la forma dell'utero, anche se quest’ultima può essere studiata meglio con l’ecografia tridimensionale.

In caso di ipertrofia dell’endometrio o di masse cistiche dell’ovaio può essere necessario ripetere l’esame in fase post-mestruale perché, se benigne, spesso si risolvono spontaneamente con l’arrivo del flusso.

L’ecografista, quando necessario, si fa carico di mantenere i contatti con il ginecologo curante per concordare terapia e monitoraggio nel tempo o per conoscere l’esito degli interventi chirurgici.