Di cosa si tratta?

I linfonodi ingrossati si presentano come dei rigonfiamenti più o meno dolenti e arrossati che possono comparire sotto le ascelle, al livello inguinale o sul collo. Un sintomo spesso innocuo e causato da un’infezione, ma da non sottovalutare.

Quali sono le cause?

  • Punture d’insetto: spesso una ferita o una puntura d’insetto su braccia o gambe possono provocare un rigonfiamento a livello del collo o delle ascelle. SI tratta infatti di una reazione allergica alla puntura, che regredisce spontaneamente con la guarigione

  • Ceretta: un pelo incarnito, uno strappo troppo troppo energico o la cera troppo calda possono provocare un’irritazione a livello inguinale con conseguente rigonfiamento. Se si prova fastidio è possibile applicare una crema lenitiva, ma anche in questo caso il rigonfiamento tenderà a diminuire spontaneamente

  • Infezioni della gola: in questo caso il rigonfiamento dei linfonodi ai lati del collo si accompagna sintomi tipici come mal di gola, dolore alla deglutizione, tosse o febbre. Se l’infezione è di origine virale non sono necessarie cure specifiche, se è di origine batterica invece è necessario l’antibiotico (su prescrizione medica). Il rigonfiamento regredisce con il passare dell’infezione.

  • Mononucleosi: i linfonodi ingrossati sono uno dei sintomi tipici dell’infezione da citomegalovirus o da virus Epstein-Barr, che causa la mononucleosi. In questo caso al rigonfiamento si associa febbre, stanchezza, dolori muscolari e mal di gola. È importante rivolgersi a un medico in presenza di questi sintomi.

  • Toxoplasmosi: un’infezione che tende a regredire spontaneamente ma che in gravidanza può essere pericolosa per il feto. Ecco perché, se si è incinta, è importante recarsi subito dal medico di famiglia o dal ginecologo in presenza di un linfonodo ingrossato

  • Linfoma: un tumore maligno che si origina dal sistema linfatico. È importante consultare un medico nel caso in cui il linfonodo non si sgonfi entro una settimana, soprattutto se è duro e “fissi” (non scivola sulla pelle). A maggior ragione se all’ingrossamento corrispondono anche altri sintomi come una perdita di peso, stanchezza, prurito e sudorazione notturna.

Come avviene la diagnosi?

La palpazione di linfoadenopatie porterà alla esecuzione di una ecografia che metterà in evidenza la morfologia del linfonodo con orientamento verso la reattività o la patologia. Importante è che la valutazione ecografica non interessi solo la regione in questione,ma che sia estesa anche alle regioni linfonodali vicine. Verranno poi eseguiti esami del sangue intesi a definire la natura flogistica, batterica o virale.

Come avviene il trattamento?

Il trattamento dei linfonodi è direttamente collegato alla causa che lo ha scatenato. Nel caso in cui il rigondiamento sia stato provocato da una puntura d’insetto o da un’infezione il sintomo tende a regredire spontaneamente. Se il rigonfiamento tende ad essere dolente o fastidioso è possibile applicare una crema lenitiva sulla cute. Nel caso in cui il rigonfiamento avesse un'origine maligna (linfoma) è importante seguire le indicazioni dello specialista.