FINO A CHE PUNTO OCCORRE RIDURRE IL PROPRIO TASSO DI COLESTEROLO?

Abbassare e mantenere il proprio livello di colesterolo a un valore “ideale” consente di ridurre in misura significativa il rischio di gravi malattie cardiovascolari.
Ma questo valore non è uguale per tutti, ed è tanto più basso quanto più esistono altri fattori di rischio.
Un’alimentazione adeguata e un’attività fisica regolare rimangono in ogni caso indispensabili. Se ciò non consente di raggiungere il tasso di colesterolo desiderato definito per ogni singolo paziente – cosa frequente in presenza di svariati altri fattori di rischio – il medico aggiungerà una terapia farmacologica.

CHE COS’È L’IPERCOLESTEROLEMIA?

L’ipercolesterolemia (colesterolo alto) è definita come la presenza di un eccesso di colesterolo nel sangue.
Il prelievo di sangue, che consente di dosare i lipidi (o grassi) in circolazione, deve essere compiuto dopo 12 ore di digiuno. Il bilancio di base, effettuato in ambito diagnostico o di controllo, comprende il dosaggio del colesterolo totale, dei trigliceridi, del colesterolo HDL (il colesterolo “buono”) e del colesterolo LDL (il colesterolo “cattivo”).

PERCHÈ AUMENTA IL COLESTEROLO?

L'aumento del colesterolo potrebbe avere diverse cause: 

  • Malattie del fegato, reni e tiroide;
  • Un disturbo ereditario del metabolismo, alla base di quello che si chiama ipercolesterolemia familiare
  • Uno stile di vita non corretto, basata su un’eccessiva alimentazione di grassi animali contenenti elevate concentrazioni di colesterolo;
  • Età avanzata: l’età superiore ai 50 anni comporta una diminuzione della produzione degli ormoni steroidei, con conseguente riflesso sulla quantità di colesterolo circolante libero.

I VALORI DEL COLESTEROLO

In un paziente che non presenti nessun altro fattore di rischio vascolare, il bilancio è considerato normale se:

  • il colesterolo LDL è inferiore a 160 mg/dl;
  • i trigliceridi sono inferiori a 150 mg/dl;
  • il colesterolo HDL è superiore a 40 mg/dl.

Se il primo esame è normale, è sufficiente ripetere il controllo ogni 5 anni, salvo in caso di eventi particolari.
Se si rileva un’anomalia, occorre invece procedere a un nuovo dosaggio. Se l’ipercolesterolemia è  confermata, il livello fino al quale è auspicabile ridurre il colesterolo sarà determinato in funzione della presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare.

PERCHÉ È NECESSARIO EVITARE GLI ECCESSI DI COLESTEROLO?

L’eccesso di colesterolo in circolazione favorisce la formazione di accumuli di grasso (o placche) sulle pareti delle arterie.
Questa malattia arteriosa (aterosclerosi) è all’origine di gravi complicazioni, quali:

  • le affezioni coronariche, responsabili dell’angina pectoris e dell’infarto del miocardio;

  • gli ictus, con conseguenze di tipo emiplegico;

  • l’arteriopatia cronica degli arti inferiori, che può provocare ulcere cutanee o una notevole limitazione della attività.

Lottare contro l’aterosclerosi permette di prevenire o di ritardare la comparsa di queste malattie cardiovascolari, principale causa di mortalità nei paesi industrializzati.

COME SI RIDUCE IL COLESTEROLO?

  • diminuendone soprattutto i livelli di quelli assunti con la dieta, ad esempio, rappresentati dai grassi animali come burro, strutto, salumi, derivati del latte quali i formaggi ad alto contenuto di grassi saturi, preferendo alimenti dotati di cosiddetti “grassi buoni” o polinsaturi come l’olio extravergine d’oliva con spremitura a freddo e aumentando l’apporto di fibre vegetali (verdure, cereali integrali, ad es), uso di pesce ricco di omega 3 e 6 (pesce azzurro ad esempio) e uso oculato di “frutta secca (ad es noci, mandorle, anacardi) contenenti grassi polinsaturi come l’acido linoleico.
  • Cercando di modificare il metabolismo interno con l’esercizio fisico per migliorare la produzione della parte cosiddetta “buona” del colesterolo ematico circolante, cioè l’HDL.
  • Effettuare attività fisica aerobica, soprattutto, che stimolando la muscolatura fa, appunto, convertire il colesterolo ematico nella formulazione HDL diminuendo invece la versione LDL
  • Utilizzare, quando i precedenti interventi da soli non danno risultati, “integratori” quali i cosiddetti Nutraceutici: riso rosso fermentato che contiene una statina naturale chiamata “monocolina K”; assumere il Crisantello e/o il Cardo Mariano e/o i Chitosani
  • In ultima istanza, se niente riesce ad abbassare il colesterolo ematico, e soprattutto il colesterolo LDL, allora si può ricorrere all’uso dei farmaci (statine, fenofibrati, etc etc), ma sempre dietro diretta prescrizione del medico e corretto monitoraggio dei valori ematici e sempre associato a quanto descritto di sopra e NON in sostituzione.

 

IN CHE MODO IL MEDICO STABILISCE L’OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE?

Il rischio cardiovascolare complessivo di ciascun paziente determina l’obiettivo prefissato: più il rischio è elevato, più il livello di colesterolo LDL da raggiungere sarà basso.
I fattori di rischio di cui il medico deve tenere conto per stabilire un obiettivo in termini di colesterolo LDL sono i seguenti:

  • l’età (più di 50 anni per l’uomo e più di 60 anni per la donna);
  • antecedenti famigliari di malattia coronarica precoce: infarto miocardico o morte improvvisa prima dei 55 anni del padre o di un parente di 1° grado, prima dei 65 anni della madre o di una parente di 1° grado;
  • il fumo, praticato o interrotto da meno di 3 anni;
  • l’ipertensione arteriosa permanente;
  • il diabete di tipo 2;
  • un tasso di colesterolo HDL < 40 mg/dl.

Il rischio cardiovascolare è considerato basso in assenza di fattori di rischio e le concentrazioni di colesterolo LDL devono semplicemente scendere al di sotto di 220 mg/dl.

Il rischio cardiovascolare è detto intermedio se esiste almeno un altro fattore di rischio.
Più questi fattori sono numerosi, più il valore del colesterolo LDL dovrà essere basso:

  • inferiore a 190 mg/dl in presenza di uno di questi fattori;
  • inferiore a 160 mg/dl se esistono due fattori associati;
  • inferiore a 130 mg/dl in presenza di più di due o molteplici fattori di rischio.

Il rischio elevato riguarda coloro che hanno un antecedente di malattia cardiovascolare conclamata (sindrome coronarica o ictus) o che presentano rischi equivalenti (in particolare, il diabete di tipo 2 è considerato ad alto rischio quando è associato ad una microalbuminuria o ad altri due fattori di rischio). In tal caso, l’obiettivo deve essere quello di abbassare il colesterolo LDL al di sotto di 100 mg/dl.