Diversi studi scientifici confermano ogni giorno l’importanza e la validità dell’allattamento al seno, consigliandola come migliore pratica per fornire ai neonati tutti i nutrienti di cui necessitano nel modo più naturale e completo possibile.

Perché è consigliabile l’allattamento al seno?

Questo tipo di allattamento presenta molteplici vantaggi, sia per la mamma che per il bimbo, non riscontrabili utilizzando il latte artificiale.

Per quanto riguarda il neonato si nota una riduzione nell’insorgenza di asma, otite, eczema, diarrea, deficit nutrizionali, mala occlusione, problemi alla vista e all'intestino nei prematuri, sepsi neonatale, alcune forme di cancro, linfoma o leucemia, celiachia, obesità, malattie croniche (come il diabete di tipo 1, l'ipertensione arteriosa e l’ipocolesterolemia), e patologie infiammatorie intestinali (come il morbo di Crohn, o la colite ulcerosa).

Anche la mamma sembra beneficiare di questa pratica, presentando un minor rischio di emorragie e depressione post partum, migliore facilità nel recupero del peso, minor incidenza di anemia, cancro alla mammella, all’ovaio, diabete di tipo 2 e osteoporosi. L’allattamento al seno, infine, oltre a facilitare la relazione madre-figlio, migliora l’autostima.

Il latte materno è un alimento “vivo”, che non presenta una composizione costante, ma che varia con il passare dei giorni, dei mesi, della giornata e addirittura della singola poppata.

Che cos’è il colostro?

Il liquido dei primi 4 giorni prende il nome di “colostro”, è ricco in proteine e molto concentrato, motivo per cui la madre ne produce inizialmente solo 75 ml. Con il passare dei giorni il quantitativo in proteine diminuisce mentre aumenta quello dei grassi e degli zuccheri, così come il quantitativo del fluido secreto, che al quarto giorno puó ammontare a 600 ml.

Per quanto riguarda i macronutrienti, nel colostro sono abbondanti soprattutto le proteine, importanti per svolgere un ruolo nella protezione e nella difesa immunitaria del neonato. Particolarmente utili in tal proposito sono le immunoglobuline (soprattutto le Ig A che nel neonato non sono ancora secrete), il lisozima con la sua attività battericida, e la lactoferrina, capace di trasportare il ferro e indirettamente di agire come difesa e barriera da infezioni.

Qual è la composizione del latte materno?

Al contrario delle proteine, i grassi  sono invece più scarsi nel liquido iniziale e la loro concentrazione aumenta con il passare dei giorni dal parto. Allo stesso modo anche durante una stessa poppata il loro quantitativo va in crescendo, di pari passo con la sazietà del bebè, garantendo l’acquisizione di tutti i nutrienti di cui necessita per la sua crescita. Anche quest’ultima categoria racchiude sostanze interessanti: il latte umano e quello del gorilla sono infatti gli unici due liquidi contenenti la lipasi, un enzima importante per facilitare fasi quali l’assorbimento e la digestione del neonato. I grassi del latte si dividono in acidi grassi essenziali (meglio noti come omega 3 e omega 6), fosfolipidi e trigliceridi. Questi ultimi nell’intestino vengono scissi in acidi grassi semplici e monogliceridi (sempre dalla lipasi), e hanno l’ulteriore compito di contribuire allo sviluppo del sistema nervoso centrale e della vista, permettendo la formazione di mielina che agisce come isolante delle cellule del sistema nervoso.

Ultimi, ma non meno importanti, sono i carboidrati, di cui i principali rappresentanti sono il lattosio e gli oligosaccaridi: hanno la caratteristica di fornire quasi la totalità del restante fabbisogno energetico del neonato, facilitare l’assorbimento di Ferro e promuovere quella del Calcio. Grazie alla loro azione probiotica inoltre, favoriscono la colonizzazione dell’intestino da parte dei lactobacilli e dei bifidobatteri, fondamentali per ostacolare la crescita di microrganismi patogeni e per la formazione del microbiota intestinale del neonato.

Parlando infine di micronutrienti, il latte contiene un’ampia varietà di minerali biodisponibili, tra cui Ferro, Calcio, Potassio, Magnesio, Zinco, Fluoro e Fosforo, e di vitamine che risultano abbondanti e variegate: troviamo infatti la vitamina A, la C, la D, la E e la K.