CHE COS’E’ LA CEFALEA? 

La cefalea è il termine medico che indica il mal di testa. In Italia si stima che il mal di testa colpisca circa 6 milioni di persone, in prevalenza donne, ed è una delle principali cause di accesso al pronto soccorso e all’ambulatorio del medico di famiglia.    

Le cefalee si dividono in due grandi gruppi: le cefalee primarie (emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo), scatenate da fattori di natura chimica oppure ambientale (come ansia, carenza di sonno, alimentazione ecc.), e le cefalee secondarie, che sono sintomo di altri disturbi o di malattie potenzialmente pericolose, quali il trauma cranico, l’ipertensione, l’abuso di sostanze alcoliche od oppiacee, la sinusite, la meningite ecc. 

ATTENZIONE AL FAI DA TE 

Quando il mal di testa è lieve e occasionale gli attacchi si possono curare con farmaci da banco, meglio se prescritti dal medico di famiglia. Infatti i farmaci auto prescritti o consigliati da persone che soffrono di disturbi che appaiono simili  ai nostri possono non essere quelli adeguati: oltre a non essere efficaci nel combattere il mal di testa, con il tempo possono anche risultare dannosi per la tendenza a prenderne più del dovuto, con il rischio di sviluppare la cosiddetta “cefalea da abuso farmaci”, curabile solo con il ricovero ospedaliero.


QUANDO RIVOLGERSI A UNO SPECIALISTA

Se il dolore è insistente e si presenta con una regolarità e un’intensità tale da rendere difficile lo svolgimento delle attività quotidiane, quando cioè il mal di testa incide sulla qualità della vita, è indispensabile rivolgersi ad uno specialista neurologo, che sarà in grado di diagnosticare correttamente la cefalea del paziente e di individuarne le cause, impostando così un programma di prevenzione e di terapia.   

CHE COSA PUÒ FARE LO SPECIALISTA?

Lo specialista effettua la diagnosi che permette di inquadrare la malattia e le sue cause scatenanti. Questo è essenziale per prescrivere un’adeguata terapia farmacologica, ma anche per avviare un programma di prevenzione che riduca il numero e l’intensità degli attacchi. Oltre ai farmaci, può essere d’aiuto anche cambiare alcune abitudini di vita (per esempio, alimentarsi e dormire regolarmente, evitare le situazioni stressanti ecc.) o di alimentazione (individuando ed eliminando alimenti che possono scatenare gli attacchi come i formaggi stagionati, gli insaccati, il cioccolato, gli alcolici ecc.), oppure eseguire tecniche di rilassamento specifico come il bio feedback e sottoporsi a sedute di agopuntura.