CHE COS'È LA BRONCHITE?

La bronchite è l’infiammazione delle vie aeree che può colpire i bronchi di calibro maggiore e medio, oppure le vie aeree più piccole alla periferia del polmone o estendersi in alto, coinvolgendo anche la trachea, (in quest’ultimo caso è più preciso parlare di tracheobronchite).
La tosse che accompagna la bronchite può essere secca e irritativa oppure grassa produttiva, cioè accompagnata da catarro.
All’esordio, le crisi tussigene possono durare ininterrottamente uno o più minuti e allora vengono definite accessionali.

QUANDO SI PARLA DI BRONCHITE RICORRENTE?

La bronchite è detta ricorrente se non si esaurisce entro due-tre settimane o se si ripresenta dopo un periodo di benessere, in seguito a un ciclo di terapia, inizialmente efficace.

QUALI SONO LE CAUSE?

Tra le cause pneumologiche, ricordiamo anzitutto l’abitudine al fumo di sigaretta, che irrita l’intero albero tracheo-bronchiale e va eliminata con ogni mezzo, viste le conseguenze negative generate sulla salute di tutti, fumatori e soggetti esposti passivamente al fumo. 
La costrizione dei bronchi, dovuta all’asma, spesso si associa alla bronchite e può essere responsabile, già di per sé, di una tossetta fastidiosa. 
In questi pazienti, l'esito della spirometria è normale, se la costrizione bronchiale è modesta o circoscritta.

Gli episodi bronchitici possono essere causati anche dalle bronchiectasie, che sono dilatazioni irreversibili dei bronchi, talvolta conseguenza di polmoniti sofferte da piccoli. Nell’adulto possono trasformarsi in serbatoi di muco.

Nei polmoni, si possono sviluppare malattie che esordiscono anche solo con tosse irritativa, per poi generare, col tempo, un affanno durante lievi sforzi. Ne è un esempio l’interstiziopatia, diffusa malattia dovuta all’indurimento del traliccio che sostiene gli innumerevoli alveoli polmonari, cioè gli acini nei quali assorbiamo l'ossigeno. In questa patologia, sarà la TAC toracica a evidenziare il vero motivo della tosse. 

Vi sono poi delle cause extra-respiratorie della bronchite che, se non rilevate ed adeguatamente curate, possono renderla prolungata o recidivante (vedi nota 1 in bibliografia). Ad esempio l’acidità gastrica, nota come reflusso gastro-esofageo, talvolta facilitata dalla risalita alla base del torace della ‘bocca’ dello stomaco per la presenza di un’ernia iatale.
In questi casi possono essere indicate una radiografia del torace o una visita del medico otorinolaringoiatra o l’intervento del gastroenterologo, fino alla gastroscopia

Se gli esami del sangue evidenziano determinate irregolarità immunologiche, si deve invece ricercare, come condizione favorente della bronchite ricorrente, un’ostruzione cronica del naso.

Ma alla base delle bronchite persistente ci può essere anche un’anemia cronica, un’insufficiente attività della tiroide (ipotiroidismo ignorato), o anche un’alimentazione da troppo tempo priva di proteine.

Ho curato una paziente di 22 anni, con una tosse continua da molti mesi, dovuta a una massa produttiva al di sotto del diaframma sinistro, scoperta mediante ecografia. In un uomo adulto invece ho riscontrato che la situazione che manteneva la bronchite era un’ignorata infezione cronica delle vie urinarie.

PREVENIRE SI PUÒ?

La letteratura scientifica negli ultimi anni ha avvalorato l’effetto antinfiammatorio e di riordino del sistema immunitario respiratorio, proprio di determinati farmaci, se assunti in casi specifici per alcuni mesi, sebbene a dosi ridotte (vedi nota 2 in bibliografia).
Vi sono inoltre vari vaccini, orali o parenterali, che contrastano le infezioni batteriche broncopolmonari.
Infine, si possono utilizzare farmaci che riattivano la capacità del polmone di autodepurarsi, attraverso le secrezioni ghiandolari e il movimento delle ciglia distribuite sulla mucosa dei bronchi (clearance muco-ciliare). Alcuni di tali presidi inibiscono l’esacerbazione bronchitica innescata dai rinovirus  (vedi nota 3 in bibliografia).

QUAL È IL TRATTAMENTO?

La terapia antibiotica risolve solitamente l’episodio bronchitico, talvolta, però, non definitivamente.
Lo pneumologo eseguirà quindi una visita di controllo, per individuare e risolvere una visione più ampia anche la predisposizione di fondo. Omettere questo aspetto, vuol dire condannare alcuni pazienti a una predisposizione bronchitica che peggiora a ogni successiva stagione invernale, molto lentamente, ma progressivamente. 
L’interstiziopatia polmonare, se tende a progredire, necessita di venir curata con il cortisone per bocca.

CI SONO CONTROINDICAZIONI?

È sempre opportuno approfondire la tolleranza individuale ai farmaci, sia in fase di anamnesi quando si raccolgono le iniziali notizie cliniche, sia ai controlli successivi, quindi al termine del ciclo della terapia consigliata.
Sono abbastanza frequenti le reazioni allergiche ad alcuni antibiotici o ad anti-asmatici, mentre le altre classi farmacologiche raramente generano disturbi, più che altro modeste intolleranze gastriche. Poi vi sono vere e proprie controindicazioni che sconsigliano le molecole di una certa famiglia di medicine in favore di altre. 
Fortunatamente le scelte possibili oggi sono ben più numerose di alcuni anni fa.

BIBLIOGRAFIA

1. L.P. Boulet and M.E. Boulay, Asthma-related comorbidities, Expert Rev. Respir. Med. 5(3), 377-393 (2011)

2 Kanoh S and Rubin BK. Mechanisms of action and clinical application of macrolide as immunomodulatory medications. Clin. Microbiol. Rev. 23 (5), 590-615 (2010)

3 Yamaya M, Nishimura H, Nadine LK, et al. Ambroxol inhibits rhinovirus infection in primary cultures of human tracheal epithelial cells. Arch. Pharm. Res. 37, 520-529 (2014)