A cosa serve la chirurgia refrattiva?

Cominciamo col chiarire che il sistema visivo occhio, alla pari di un sistema ottico fotografico, utilizza due lenti naturali: la cornea e il cristallino. Essi servono per focalizzare le immagini sulla retina, la pellicola neurosensoriale del nostro occhio. La cornea e il cristallino costituiscono il diottro oculare.

Ora, per la variabilità naturale della specie umana, per predisposizione genetica, per l’invecchiamento fisiologico e per patologie predisponenti, il diottro oculare non sempre è perfetto. Per questo motivo gli occhi possono presentare delle ametropie ottiche note come miopia, ipermetropia e astigmatismo . Queste sono conosciute anche come aberrazioni ottiche di basso ordine e la loro correzione può avvenire con l’uso di lenti.

In realtà esistono anche aberrazioni ottiche più complesse, chiamate aberrazioni di alto ordine, che sono a loro volta causa di imperfezioni nella formazione dell’immagine retinica che non si riescono a migliorare con i normali sistemi ottici. Con il termine di chirurgia refrattiva si indica quindi un insieme di tecniche altamente specializzate che consentono di intervenire sul diottro oculare (cornea o cristallino) per risolvere in modo definitivo i difetti visivi che il paziente di solito correggeva con l’uso di occhiali o lenti a contatto e alcuni dei difetti visivi non correggibili con l’ausilio di questi presidi.

La chirurgia refrattiva corneale ha come obiettivo una modifica dei valori corneali di curvatura, spessore e potere diottrico

Quali tecniche ci sono?

Nella maggior parte dei casi lo strumento più idoneo e preciso utilizzato allo scopo è un laser. In questo campo le attuali tecniche maggiormente in uso sono tre:

  • Lasik: la cornea viene slamellata creando un lembo o flap, ossia una sezione orizzontale dello stroma corneale che comprende epitelio, membrana di Bowman e stroma superficiale. Quest’azione si può ottenere con un bisturi di precisione chiamato microcheratomo oppure con il FEMTO , un laser di ultima generazione e massima precisione. La creazione di un flap permette al trattamento laser di essere intrastromale e la sua riapposizione consente un ottimo e rapido recupero visivo.
  • PRK: con questa tecnica il laser agisce in seguito all’asportazione dell’epitelio corneale (strato più superficiale della cornea). Al termine dell’intervento si utilizza una lente a contatto morbida neutra con lo scopo di proteggere la cornea durante la riparazione dell’epitelio; il processo di riepitelizzazione impiega 4-5 giorni circa ed è responsabile del periodo di dolore e fotofobia postoperatori. Questa è una procedura tecnicamente più semplice da eseguire. L’assenza del lembo rende la chirurgia sicura ma il risultato più lento.
  • SMILE: questa tecnica di recente sviluppo prevede la sostituzione del laser ad eccimeri con il solo innovativo Femtolaser. Tramite questo strumento lo strato di cornea da modellare non viene vaporizzato ma sezionato per essere asportato in toto tramite microincisioni apportate dal laser stesso con minimo dispendio di energia sul tessuto corneale.

La scelta di eseguire ognuna di queste tecniche passa per un'attenta valutazione da parte del chirurgo esperto oltre che per un colloquio informativo con il paziente per informarlo sulle di possibilità di scelta, tecniche, rischi e aspettative post intervento.

Quali esami sono necessari?

La valutazione tecnica preoperatoria prevede obbligatoriamente uno studio completo dell’apparato visivo e un approfondimento del distretto da correggere mediante esami oftalmologici come:

  • La Pachimetria è una misurazione dello spessore della cornea, di fondamentale importanza dato che l’intervento di correzione del difetto refrattivo consiste, nella maggior parte dei casi, in una fotoablazione del tessuto corneale, quindi in un suo assottigliamento.
  • La Topografia corneale è un esame che consente di ricostruire con precisione micrometrica la cornea nelle sue facce anteriore e posteriore così da verificarne la regolarità ed escludere pericolose patologie sottostanti.
  • La Pupillometria è la misurazione dei diametri della pupilla nelle diverse condizioni di luminosità.
  • La Aberrometria è un esame che consente di identificare eventuali anomalie nella formazione dell’immagine dopo che essa ha attraversato il diottro oculare.
  • L’OCT è un esame tomografico che consente di avere informazioni su quasi tutte le strutture dell’ occhio, al fine di verificare le informazioni raccolte con altri strumenti e controllare le strutture intraoculari fondamentali come la retina e il nervo ottico.

Ci sono alternative al laser?

In casi in cui il laser corneale non può essere effettuato per problemi tecnici, per ametropie eccessivamente elevate o per controindicazioni varie, la chirurgia refrattiva può avvalersi dell’impianto di lentine intraoculari dette IOL fachiche, il cui principio di correzione ottica è simile a quello della comuni lentine a contatto ma il loro posizionamento è interno all’occhio, precisamente anteriore al cristallino.

Cosa fare in caso di presbiopia?

Questa straordinaria lente naturale chiamata cristallino è la responsabile dei piccoli adattamenti nella messa a fuoco delle immagini e principalmente dell’accomodazione per la visione da vicino. Per una legge di natura però la sua funzione comincia a deteriorarsi a partire dai quaranta anni dando origine al comune difetto secondario della presbiopia.
 
La chirurgia refrattiva della presbiopia si può affrontare con interventi laser corneali personalizzati ma se come abbiamo detto la sua origine deriva dal deterioramento progressivo della
funzionalità del cristallino, la sua correzione definitiva dipenderà da una chirurgia del cristallino stesso. La chirurgia del cristallino prevede la sua asportazione e sostituzione con una lentina intraoculare multifocale (IOL pseudofachiche).
 
Resta fermo che la decisione di affidarsi a un chirurgo di comprovata esperienza al fine di ottenere una accurata selezione e preparazione del paziente alla comprensione dell’intervento, dell’approccio a una nuova visione e perché no, dell’ eventualità di insorgenza di disturbi nel postoperatorio e delle rispettive possibilità di correggerli fanno di questa chirurgia una delicata ma incredibile opportunità di migliorare la vista e la vita