Che cos’è?

La disfagia è un’alterazione o un impedimento al corretto e fisiologico processo della deglutizione. È un sintomo che può presentarsi a qualsiasi età e che può essere causato da alterazioni strutturali o da patologie specifiche (neurologiche o muscolari).

La disfagia può essere classificata come orale, faringea o esofagea, a seconda della sede interessata.

  • disfagia orale: difficoltà nella preparazione e propulsione del bolo (cibo masticato e imbevuto di saliva);

  • disfagia faringea: difficoltà nel passaggio del bolo attraverso il faringe, fase più delicata che comporta i maggiori rischi di aspirazione di cibo a livello tracheo-bronchiale;

  • disfagia esofagea: difficoltà nel passaggio del cibo lungo l’esofago.

Quali sono le cause?

Numerose sono le cause che provocano la disfagia:

  • iatrogene (indotte da trattamenti): effetti collaterali di terapie farmacologiche (chemioterapie, neurolettici ecc.), esiti muscolari o neurogeni in seguito ad interventi chirurgici, radioterapia;

  • infettive: difterite, botulismo, malattia di Lyme, sifilide, mucosite (Herpes, Cytomegalovirus, Candida, ecc.);

  • metaboliche: amiloidosi, sindrome di Cushing, tireotossicosi, morbo di Wilson;

  • miopatiche: malattie del connettivo, dermatomiosite, miastenia gravis, distrofia miotonica, distrofia oculofaringea, polimiosite, sarcoidosi, sindromi paraneoplastiche;

  • neurologiche: tumori del tronco, trauma cranico, stroke, paralisi cerebrale, sindrome Guillain Barrè, morbo di Huntington, sclerosi multipla, polio, discinesia tardiva, encefalopatie metaboliche, SLA, morbo di Parkinson, demenze;

  • strutturali: barra cricofaringea, diverticolo di Zenker, tumori orofaringei, osteofiti e malformazioni scheletriche, malformazioni congenite (palatoschisi, diverticoli, tasche ecc.).

Quanto è diffusa?

La disfagia colpisce:

  • il 40% degli adulti oltre i 65 anni

  • il 30% dei pazienti con ictus

  • il 52-82% dei pazienti affetti da Parkinson

  • l’84% dei pazienti affetti da Alzheimer

  • il 60% degli anziani istituzionalizzati

Come si diagnostica?

I pazienti con disfagia devono essere valutati da uno specialista otorinolaringoiatra o foniatra e sottoposti ad uno studio della deglutizione tramite fibroscopia flessibile, la cosiddetta FEES (fiberoptic endoscopic evaluation of swallowing).

La FEES si compone di cinque parti:

  1. osservazione delle strutture anatomiche coinvolte nelle fasi orali e faringee della deglutizione

  2. osservazione della motilità e della sensibilità delle strutture faringo-laringee

  3. osservazione delle secrezioni e della loro gestione

  4. valutazione diretta della deglutizione di alimenti di diversa consistenza (liquidi, semiliquidi, semisolidi, solidi e misti) e individuazione di segni diretti di penetrazione e/o aspirazione di tracce di bolo nelle vie aeree.

  5. osservazione degli effetti di manovre terapeutiche per migliorare la deglutizione.

Lo scopo della FEES è la valutazione funzionale complessiva della deglutizione, in modo da poter fornire raccomandazioni sull’adeguatezza della deglutizione, sulla possibilità di una nutrizione orale e sull’impiego di appropriati interventi per facilitare una deglutizione sicura ed efficiente.

Sarà poi lo specialista ad indirizzare il paziente ad eseguire esami strumentali di II livello quali lo studio videofluoroscopico della deglutizione, la gastroscopia (EGDS), la manometria esofagea o l’elettromiografia della deglutizione.

Qual è il trattamento?

Il trattamento della disfagia è solitamente correlato alla causa che la provoca.

Individuare il problema deglutologico è importante per prevenire le possibile complicanze  quali ad esempio la polmonite ab ingestis (causata dall'ingresso di sostanze estranee nell'albero broncopolmonare).

Il paziente potrà essere istruito sul tipo di dieta da assumere e/o su quali alimenti evitare; oppure dovrà avvalersi di una alimentazione “alternativa”(sondino naso-gastrico o PEG) per periodi più o meno lunghi.

Potranno essere eventualmente indicati esercizi di rieducazione logopedica al fine di rinforzare la muscolatura linguale e/o orofaringea.

Quali possono essere le conseguenze?

Le conseguenze della disfagia possono essere gravi e comprendere:

  • Infezioni broncopolmonari

  • Malnutrizione proteico-calorica

  • Disidratazione

  • Ridotta funzione immunitaria

  • Peggioramento della qualità della vita