La malnutrizione proteico-energetica è un deficit energetico dovuto a una carenza di tutti i macronutrienti. Nei paesi sviluppati la malnutrizione è diffusa tra gli anziani ricoverati e tra i pazienti con malattie che riducono l’appetito o compromettono la digestione, l’assorbimento o il metabolismo dei nutrienti. Nell'anziano la malnutrizione insorge più facilmente rispetto alle altre fasce di età e con l’invecchiamento l’organismo va incontro a un cambiamento della composizione corporea, ovvero:

  • Diminuzione della massa magra e aumento della massa grassa
  • Riduzione dell’idratazione
  • Riduzione della mineralizzazione ossea

Quali sono le cause?

Le cause della malnutrizione possono essere molteplici: 

  • riduzione dell’apporto orale di nutrienti (anoressia, iponutrizione)
  • perdita dei nutrienti (malassorbimento)
  • aumentati fabbisogni, ipermetabolismo (infezioni croniche, sepsi etc.)
  • alterazioni metaboliche
  • farmaci
  • fattori psicosociali (povertà, isolamento, depressione)
  • disfagia (difficoltà a deglutire)

Nell'anziano tutto questo è aggravato da una ridotta percezione degli stimoli corporei (fame e sete), dalla predisposizione a comorbilità psichiatriche o neuro-degenerative e dalla possibile copresenza di patologie quali malattie esofagee, gastriche ed intestinali che compromettono sia le abitudini alimentari che i livelli di assorbimento dei nutrienti.

Quanto è diffusa?

La malnutrizione è un serio problema anche nei paesi sviluppati, tanto che i costi sanitari della malnutrizione sono maggiori di quelli per l’obesità.

Si stima infatti che:

  • 1 paziente oncologico su 5 muore di malnutrizione
  • circa 1 anziano su 3 residente a domicilio è malnutrito o a rischio malnutrizione

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni legati alla malnutrizione sono:

  • apatia
  • irritabilità
  • alterazione dello stato di coscienza
  • atrofia del grasso e dei muscoli
  • cachessia (deperimento - i muscoli si atrofizzano e le ossa diventano sporgenti)
  • assottigliamento e disidratazione della cute, che diventa pallida e fredda
  • diradamento dei capelli
  • aumento del rischio di fratture dell’anca e di ulcere da decubito

Inoltre, si può verificare anche un rallentamento della gittata cardiaca (il polso diminuisce così come la pressione arteriosa). Questa situazione può provocare un abbassamento della temperatura corporea che nei casi più gravi può portare al decesso. 

Come si diagnostica?

La diagnosi si basa principalmente sull’anamnesi (storia clinica) del paziente e sull’analisi di diversi dati, quali:

  • misurazione di peso, altezza e conseguente BMI (indice di massa corporea = peso [kg]/altezza [m]²)
  • determinazione della composizione corporea, ovvero massa magra, massa grassa e distribuzione dei liquidi corporei
  • distribuzione della massa grassa (stima del grasso viscerale) con eventuale misurazione delle circonferenze corporee e dei pannicoli adiposi (plicometria)

Generalmente, un BMI compreso fra 19 e 24 è indice di normopeso. Si parla di malnutrizione lieve quando il BMI è 18-18,9, di malnutrizione moderata quando è tra i 16-17,9 e di malnutrizione quando il BMI < 16. È importante procedere poi con specifici esami di laboratorio indicati dal medico curante. 

Quali sono le conseguenze?

La progressiva perdita di peso aumenta il tasso di mortalità degli anziani nelle case di riposo e aumenta il rischio di mortalità causato da interventi chirurgici, infezioni o altre patologie. In generale, ad una riduzione dell’apporto proteico-energetico corrisponde:

  • deficit della risposta immunitaria, con un aumento del rischio di infezioni
  • ritardo della guarigione delle ferite
  • riduzione della funzionalità muscolare
  • riduzione della funzionalità respiratoria (con un conseguente rischio di infezione polmonare o insufficienza respiratoria)
  • apatia, depressione e alterazione della qualità della vita

Qual è il trattamento?

La malnutrizione lieve o moderata può essere trattata con una dieta equilibrata a cui possono essere aggiunti supplementi, soprattutto quando possono esserci difficoltà nell’assunzione di cibi solidi, e integratori multivitaminici.

Per assicurare una corretta alimentazione nell’anziano è necessario:

  • garantire l'introito di proteine ad elevato valore biologico utili alla preservazione della massa magra come carne (specialmente bianca), pesce, uova etc.
  • favorire il consumo di verdura e frutta di stagione al fine di favorire l’apporto di vitamine, sali minerali, acqua e fibra alimentare
  • monitorare che l'apporto dei carboidrati, favorendo l’assunzione (nelle giuste quantità) di carboidrati complessi come pasta, riso, farro, orzo, pane fresco etc. e diminuendo quella di zuccheri semplici
  • incoraggiare il consumo di legumi, che apportano non solo proteine ma anche micronutrienti essenziali come ferro, calcio etc.
  • promuovere il consumo di acqua e disincentivare quello degli alcolici

Nel caso invece di malnutrizione grave è necessario il trattamento ospedaliero. Il trattamento della malnutrizione è anche legato alla patologia di base e ad alcuni accorgimenti che possono essere presi nel caso dei pazienti istituzionalizzati, e comprendono l’alimentazione assistita (a domicilio nel caso di limitazioni funzionali) e la qualificazione della zona del pasto.