AGGRESSIVITÀ E CONFLITTUALITÀ

Aggressività e conflittualità sono elementi che caratterizzano la specie umana, così come altre specie animali. In una certa misura sono utili e necessarie. Ma possono anche prendere una direzione disfunzionale, fino a trasformarsi in violenza, fisica o psicologica.

Aggressività, conflittualità e violenza sono sotto gli occhi di tutti, se non altro per quanto riguarda le notizie che ci arrivano dal mondo: c’è la violenza degli attentati, delle guerre, la violenza nelle strade, nelle scuole, la violenza domestica. Ma non c’è solo la violenza folle e grossolana che leggiamo sui quotidiani. L’aggressività, che può diventare violenza, è in tutti noi ogni volta che chiudiamo gli occhi davanti alla sofferenza, propria e altrui.

La storia dell’uomo è sempre stata caratterizzata da violenza, aggressività e conflittualità. Il nostro tempo non fa eccezione, senza esclusione di luoghi. La società occidentale attuale, per quanto considerata altamente civile, democratica e tendenzialmente non violenta, è caratterizzata da forte competizione e da una continua esposizione a modelli ideali irraggiungibili. Questo la rende una vera e propria società narcisistica e individualistica, con gravi ricadute sul benessere emotivo dei suoi cittadini: in Occidente, rispetto a società meno individualistiche, come quelle orientali, abbiamo un maggiore tasso di patologie legate all’ansia e alla depressione.

In base alla ricerca scientifica, all’esperienza clinica e a quella delle tradizioni spirituali è ragionevole pensare che le pratiche di Mindfulness possano portare un giovamento a situazioni caratterizzate da violenza, aggressività e conflittualità.

CHE COS'È LA MINDFULNESS?

Mindfulness è la traduzione inglese del termine in lingua pali Sati: in italiano possiamo tradurlo con “consapevolezza” o con “presenza mentale”. In realtà né Mindfulness né consapevolezza, o presenza mentale, esprimono appieno il significato originario di Sati, ovvero una presenza di mente e cuore.

È una modalità di essere che deriva dal direzionare l’attenzione all’esperienza del momento presente in modo aperto e non giudicante, momento dopo momento. È la capacità di osservare ciò che accade con una mente chiara, pacifica e morbida.

La Mindfulness è una forma di meditazione che affonda le sue radici nella pratica della Vipassana, la meditazione del Buddhismo Theravada. I vari protocolli “MINDFULESS-BASED”, pur utilizzando la tecnica della meditazione buddhista, sono sviluppati in forma laica, adatta alla mentalità occidentale e non richiedono alcun tipo di adesione spirituale. In questo senso, non è corretto parlare di Mindfulness come di una nuova e innovativa terapia. Ma, sull’estremo opposto, non è nemmeno corretto paragonare la Mindfulness a un movimento spirituale. Con onestà, potemmo definire la Mindfulness come un’applicazione alla vita quotidiana di strumenti derivati dalla saggezza spirituale orientale.

In termini pratici, la Mindfulness consiste in un esplicito allenamento delle funzioni attentive tramite pratiche di attenzione al respiro, alle sensazioni corporee e pratiche di movimento in consapevolezza.

MINDFULNESS E AGGRESSIVITÀ, CONFLITTUALITÀ, IMPULSIVITÀ

Perché è così importante l’attenzione quando parliamo di riduzione dell’aggressività, della conflittualità e dell’impulsività? Perché non è possibile rivolgere gentilezza a qualcosa verso la quale siamo disattenti. E questo è vero sia per ciò che è dentro di noi, come le emozioni e i pensieri, sia per ciò che è fuori da noi, gli altri, con i loro pensieri e le loro emozioni.

Nella vita quotidiana, per la maggior parte del tempo, l’individuo tende a funzionare con una modalità che può essere definita “pilota automatico”. Ovvero mette in atto comportamenti meccanici e reattivi in cui la mente è per la maggior parte del tempo passiva e si lascia catturare da pensieri, ricordi, sentimenti; è una mente vaga. Il funzionamento automatico non è di per sé qualcosa di negativo, ma quando diventa una modalità rigida e pervasiva di reazione, e non di risposta, finisce inevitabilmente con il ridurre le nostre possibilità di felicità. La modalità del pilota automatico può anche predisporre a comportamenti aggressivi e impulsivi.

La ricerca scientifica ha dimostrato l’efficacia delle pratiche di Mindfulness nell’incrementare le funzioni attentive, l’equilibrio emotivo, la capacità di sintonizzazione con gli altri e l’empatia. Gli studi suggeriscono che, alla base di questi benefici, possa essere coinvolto un miglioramento delle funzioni integrative della corteccia prefrontale (Siegel, 2007; Lazar et al., 2005). La spiegazione di alcuni grandi neuro-scienziati che studiano gli effetti della meditazione, come Daniel J. Siegel, è che la corteccia prefrontale sia una sorta di territorio neurale comune ai processi di sintonizzazione con se stessi e di sintonizzazione con l’altro, e che questi due processi si influenzino a vicenda.

La mente umana è intrinsecamente relazionale. È oggi ampiamente condiviso dalla comunità scientifica che il benessere generale della persona sia, in larga parte, derivante e costruito nel contesto relazionale. Altrettanto condiviso è il fatto che ci sia una forte correlazione, sia a livello comportamentale che a livello neuronale, tra sintonizzazione intra-personale ed etero-personale. Ovvero, soggetti cresciuti in un contesto relazionale rassicurante e sensibile è altamente probabile che siano maggiormente in grado, rispetto a soggetti cresciuti in contesti meno responsivi, di sintonizzarsi con se stessi e trovare un equilibrio con le proprie emozioni e i propri pensieri e di ascoltare con serenità i propri feed-back corporei.

Questo è ciò che potemmo definire una relazione sicura, intima, con se stessi. A loro volta, tali soggetti, tenderanno a vivere le relazioni successive con maggiore sicurezza e intimità, andando così a instaurare una sorta di circolo virtuoso tra relazione con l'altro e con sé. Nello stesso modo la Mindfulness può essere intesa come uno strumento in grado di promuovere una relazione sicura con se stessi: grazie alla sua capacità di promuovere le funzioni integrative della corteccia prefrontale, infatti, lavora in modo altamente benefico su processi di regolazione corporea, di stabilità emotiva, di flessibilità di risposta e di azione morale. Tutto ciò facilita l’incontro con l’altro, riducendo comportamenti inutilmente aggressivi e caratterizzati da conflittualità non costruttiva.

CHE EFFETTI HA LA MINDFULNESS SULL'AGGRESSIVITÀ?

Non stupisce quindi che le pratiche di Mindfulness abbiano dimostrato effetti positivi nel ridurre l'ostilità, la rabbia e l'attitudine all'aggressività fisica e psicologica (A. Milani et al., 2013; Heppner et al., 2008).

Anche l’impulsività può essere ridotta dalle pratiche di consapevolezza, grazie all’efficacia nel miglioramento delle funzioni attentive esecutive, quelle componenti dell’attenzione che ci permettono di agire in modo consapevole e che svolgono una funzione di controllo. In questo modo è possibile arrivare all’interruzione dei pattern di funzionamento automatico, e spesso aggressivo o autodistruttivo, che possono intervenire a livello comportamentale, emotivo e di pensiero (Zylowska et al., 2008; Cahn e Polich, 2006; Lutz et al., 2008).

La Mindfulness permette di sostituire il puro reagire agli eventi stressanti con la capacità di rispondere a essi.

Inoltre, la meditazione si è rivelata uno strumento efficace nel promuovere il benessere in un ampia gamma di problematiche legate allo stress come ansia, depressione, dolore cronico e nell’incrementare le difese immunitarie. Grazie al suo effetto di riduzione dello stress, sembra essere uno strumento efficace in grado di incrementare il potenziale curativo di varie terapie. In ogni caso la Mindfulness non si sostituisce e non si contrappone a psicoterapia, farmaci e interventi medici di varia natura, anzi si presenta come strumento in grado di sostenerne e promuoverne l’efficacia.

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BIBLIOGRAFIA

Siegel, Mindfulness training and neural integration: differentiation of distinct streams of awareness and the cultivation of well-being, 2007

Lazar et al., Meditation experience is associated with increased cortical thickness, 2005

A. Milani et al., Effectiveness of Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) in Reducing Aggression of Individuals at the Juvenile Correction and Rehabilitation Center, 2013

Heppner et al., Mindfulness as a means of reducing aggressive behavior: dispositional and situational evidence, 2008

Zylowska et al., Mindfulness meditation training in adults and adolescents with ADHD: a feasibility study, 2008

Cahn e Polich, Meditation States and Traits: EEG, ERP, and Neuroimaging Studies, 2006 

Lutz et al., Regulation of the neural circuitry of emotion by compassion meditation: effects of meditative expertise, 2008