Cos’è la pubalgia?

La pubalgia, o “sindrome retto-adduttoria”, è una patologia molto diffusa tra gli sportivi, sia per chi pratica a livello professionistico che amatoriale.

Si tratta di una disfunzione dolorosa che interessa la regione pubica provocata da un’entesopatia, cioè un’infiammazione che interessa le inserzioni dei muscoli adduttori e addominali sull’osso pubico.

Quali sono le cause?

Vi sono molteplici cause che possono portare a queste manifestazioni: la debolezza dei muscoli addominali, oppure patologie urogenitali, ernie inguinali occulte e artrosi della sinfisi pubica, la giunzione tra le due ossa pubiche.

Un sovraccarico meccanico moderato delle strutture citate altera gli equilibri muscolari e tendinei e questo può portare, con il passare del tempo, ad una situazione di infiammazione acuta. Scoliosi, iperlordosi, varismo marcato delle ginocchia ed eterometrie agli arti inferiori (asimmetrie della lunghezza delle gambe) sono fattori facilitanti all’insorgere della patologia.

Come si manifesta e quali sono i sintomi?

I due principali sintomi della pubalgia sono:

  • Dolore in zona pubica

  • Impotenza funzionale, cioè l’impossibilità di eseguire un movimento da parte di un’articolazione.

L’intensità del sintomo varia e può insorgere sollecitando le zone anatomiche interessate, aumentando fino al dolore acuto che compromette le attività della vita quotidiana e sportive.

Il dolore può anche comparire dopo uno sforzo o scomparire dopo il riscaldamento. A volte può essere continuo, altre volte si presenta solo durante la stazione eretta, il cammino o la corsa.

Come si diagnostica?

Il medico valuta le modalità di insorgenza del dolore ed eventualmente prende visione di un esame diagnostico (ecografia, risonanza magnetica, TAC) per effettuare la diagnosi.

È altresì importante escludere altre sindromi dolorose locali tramite un riscontro neurologico, urologico o ginecologico. La raccolta dei dati anamnestici e un esame obiettivo approfondito sono fondamentali per completare il quadro.

Come si cura?

Le modalità di insorgenza, l’età e lo stato dei tendini interessati sono tre fattori per effettuare una prognosi adeguata.

Il progetto riabilitativo per la pubalgia prevede la correzione delle cause meccaniche responsabili dell’infiammazione attraverso l’utilizzo di rialzi o plantari per le eterometrie o per altri disturbi plantari e la correzione di posture scorrette.

A questo viene associato un periodo di riposo e riduzione del carico.

L’intervento dal punto di vista farmacologico con FANS e/o steroidi è indispensabile qualora vi sia necessità di svolgere un’attività riabilitativa.

A livello fisioterapico, il percorso riabilitativo prevede in questi casi una distinzione tra la fase acuta e la fase post-acuta e funzionale.

Nella prima, ci si avvale dell’utilizzo di terapie fisiche (Tecarterapia, Ultrasuonoterapia) per diminuire la sintomatologia dolorosa e infiammatoria, unito a dolci manovre specifiche per allungare la muscolatura, normalizzando il tono.

Una volta passata la fase acuta, è necessario recuperare il massimo grado di mobilità possibile e successivamente stabilire un piano di lavoro per rinforzare la muscolatura.

Si può prevenire la pubalgia?

Nei casi in cui vi siano problematiche preesistenti come un’eterometria agli arti inferiori (asimmetria nella lunghezza delle gambe) o disturbi plantari (piede cavo/piatto), è bene risolvere e correggere il difetto, poiché verosimilmente causa della pubalgia.

Al contrario, in assenza di problematiche posturali, il sovraccarico meccanico è il principale responsabile. Prevenirlo è possibile ed è per questo che si consiglia sempre un programma di rinforzo e stretching adeguato e mirato (sopratutto ai muscoli addominali, glutei, paravertebrali, ileopsoas), principalmente nei soggetti sportivi più soggetti alla patologia.