CHE COS'È LA SCLEROSI MULTIPLA?

La sclerosi multilpla, o sclerosi a placche, è stata descritta per la prima volta nel 1868 dal neurologo Jean-Martin Charcot.
La sclerosi multipla colpisce le guaine mieliniche, cioè il rivestimento degli assoni, che sono le fibre che consentono la trasmissione degli impulsi nervosi, mediante un meccanismo autoimmunitario, con la produzione di anticorpi rivolti contro la propria guaina mielinica. Ciò impedisce agli assoni di trasmettere i segnali.
Non si conosce la causa di questo meccanismo, che probabilmente è una combinazione di fattori genetici, ambientali e infettivi.

QUALI SONO I SINTOMI?

Charcot evidenziò i tre sintomi principali della sclerosi multipla:

  • il movimento rapido e ripetuto degli occhi dovuto allo spasmo dei relativi muscoli; 
  • il tremore;
  • la parola scandita.

I disturbi possono essere molteplici, a seconda di quale zona del sistema nervoso centrale è stata colpita, ad esempio il nervo ottico, il midollo spinale o il cervello.
Le manifestazioni classiche comprendono perdita di forza nelle gambe, o degli arti dello stesso lato, formicolii, perdita di sensibilità, disturbi visivi (perdita della vista, visione doppia), difficoltà a parlare, disturbi dell’equilibrio, disturbi alla vescica.
Il decorso della sclerosi multipla varia da persona a persona e i sintomi possono regredire e ripresentarsi nell’arco di anni, con intervalli variabili.
In circa la metà dei pazienti la malattia prosegue in modo intermittente, questo vuol dire che a periodi di stabilità, seguono periodi di progressivo peggioramento.
Per altri pazienti, la malattia peggiora sempre più e in modo graduale, mentre in altri casi ancora non ci sono progressioni né in meglio né in peggio.

COME SI FA LA DIAGNOSI DI SCLEROSI?

Il primo passo da fare per arrivare alla diagnosi è una visita neurologica, per verificare la presenza dei sintomi.
Il neurologo indirizzerà il paziente verso gli esami appropriati.
La risonanza magnetica nucleare può evidenziare la presenza di placche, anche asintomatiche, che sono intensificate dal mezzo di contrasto.
Un altro test utile è quello dei potenziali evocati, cioè un sistema che valuta le risposte generate dal sistema nervoso centrale o periferico, dopo aver stimolato i sensi.
I potenziali evocati possono essere visivi, acustici, somatosensoriali e motori. Tutti misurano la velocità di conduzione degli impulsi del sistema nervoso centrale ed evidenziano i rallentamenti dovuti alla presenza di placche.
Un altro esame utile alla diagnosi di sclerosi multipla è quello del liquido cefalorachidiano (liquor), prelevato mediante puntura lombare.
Anche l’individuazione delle bande oligoclonali fornisce un ulteriore supporto diagnostico.

QUAL È LA TERAPIA?

Durante gli attacchi sintomatici, è efficace la somministrazione di alte dosi di corticosteroidi in vena.
Alcuni farmaci immunomodulatori hanno dimostrato una certa efficacia, se assunti per lunghi periodi, quali gli interferoni, il glatiramer, il natalizumab, il mitoxantrone.

I farmaci miorilassanti possono aiutare a contenere la spasticità.

Di grande utilità anche la fisioterapia con esercizi studiati per ripristinare la funzionalità e l’autonomia del paziente, per ridurre la spasticità e per migliorare l’equilibrio.