DI CHE COSA SI TRATTA?

La sindrome dell’intestino/colon irritabile (SII), comunemente e impropriamente chiamata colite, è una condizione clinica costituita da disturbi soggettivi all’addome legati per lo più all’atto dell’alimentazione (gonfiore, tensione e dolore diffusi), irregolarità dell’alvo (diarrea o stipsi o combinati, con emissioni di feci di vario aspetto), per un periodo di almeno 3 mesi anche se non continuativi. 
Colpisce almeno il 20-30% della popolazione mondiale, a diverse fasce di età, prevalentemente giovani sotto i 15–40 anni e prevalentemente di sesso femminile.

DIAGNOSI E CURA  

Per una diagnosi accurata è opportuno rivolgersi al medico, meglio se gastroenterologo, che valuterà la situazione complessiva: durata del problema, caratteristiche, eventuali altri sintomi, possibili relazioni con le varie attività del quotidiano e gli “stress”.            
Qualora ci siano incertezze nella diagnosi, il medico richiede esami di approfondimento per escludere malattie significative dell’apparato digerente (gastroscopia o colonscopia) o test per individuare eventuali intolleranze alimentari (es. al glutine o al lattosio).
Talvolta il medico può richiedere la consulenza di uno psicologo/psichiatra per definirne gli aspetti più nascosti.     
Nella maggior parte dei casi il medico suggerisce una migliore alimentazione e l’introduzione di farmaci semplici, come i probiotici.
In alcuni casi la corretta diagnosi e quindi il trattamento non determina il completo rientro nella normalità, ma bisogna insistere! Il colloquio informativo/rassicurativo, anche ripetuto, con il proprio paziente è spesso il trattamento più efficace.

QUALI SONO LE CAUSE?  

L’opinione corrente degli esperti è che all’origine della sindrome dell’intestino irritabile vi sia un’ipersensibilità dell’intestino ai comuni processi della digestione (motilità, fermentazione con gas, regolarità dell’alvo), motivo per cui, oltre a escludere cause definite va migliorato quanto più possibile il funzionamento dell’intestino con norme igienico-alimentari, e, in casi particolari anche con farmaci specifici.