CHE COS’È LA TINEA CAPITIS?

Con tigna della testa, o tinea capitis, si intendono tutte le dermatofizie pilari del cuoio capelluto, ovvero infezioni provocate da funghi che interessano lo strato superficiale della pelle della testa.

Sono sostenute da miceti (funghi) del genere Microsporum e Trichophyton e, in base all’agente e al tipo di parassita, vengono distinte in:

  • tinea capitis microsporica. È la forma più frequente, caratterizzata da chiazze eritematose e desquamative, tondeggianti, a limiti netti, del diametro variabile fra 1 e 10 cm, senza alcun carattere di tipo infiammatorio.  Le chiazze possono essere uniche o, più raramente, multiple, isolate o confluenti in chiazze a contorni policiclici. Nel contesto delle chiazze si osservano peli tronchi di 2-3 mm. I funghi che causano questa forma appartengono al genere M. canis;   
  • tinea capitis tricofitica. È una forma rara ed è caratterizzata da chiazze simili a quelle caratteristiche dell’alopecia, più frequentemente multiple, non molto grandi, a margini e forma irregolari. La superficie appare desquamante e cosparsa di peli tronchi che spiccano come punti neri nel contesto della lesione. È sostenuta da T. mentagrophytes, T. violaceum, T. tonsurans;
  • tinea capitis favosa. È rara in Italia, ma ancora presente in Medio Oriente, Asia, Africa e America. È caratterizzata da una lesione specifica chiamata scutolo: tondeggiante, di 5-6 mm, che presenta una depressione centrale centrata da un pelo. Gli scutoli sono l’insieme di peli ed elementi miceliali, presentano un colorito giallo zolfo, sono friabili e hanno un odore caratteristico di urina di topo. I peli compresi nello scutolo sono privi di lucentezza e non si evidenziano mai tronchi. È causata dal T. schoenleinii.

Le prime due colpiscono quasi esclusivamente bambini e guariscono con la pubertà, mentre la favosa colpisce anche l’adulto.

COME VIENE FATTA LA DIAGNOSI?

È fondamentale rivolgersi al medico per diagnosticare la tigna della testa e non confonderla con altre patologie del cuoio capelluto come:

Spesso per la diagnosi differenziale è sufficiente un accurato esame clinico, ma è comunque bene effettuare l’esame alla luce di Wood e quello micologico. Nei casi difficili o dubbi può rendersi necessaria anche l’esecuzione di un esame istologico.

COME SI PRENDE?

La diffusione avviene attraverso il contagio interumano; il contagio animale è responsabile delle forme isolate e sporadiche.

Nel contagio interumano sono importanti le collettività infantili, come nido e scuola materna. È possibile inoltre un contagio indiretto attraverso capi di vestiario, oggetti personali quali pettini, spazzole, sedili dei pullman e altri oggetti.

COME SI CURA?

È importante intervenire prontamente con la terapia per evitare che si formi un’alopecia cicatriziale.

La terapia prevede l’utilizzo della griseofulvina al dosaggio di 20-25 mg/kg/die per 30-40 giorni. È necessario associare un trattamento locale che consiste nella rasatura dei capelli per 5 settimane e medicazioni locali con antimicotici topici.

I triazolici e la terbinafina possono essere utilizzati ma per periodi più lunghi di trattamento.