CHE COS’È LA TINEA CRURIS?

La tinea cruris, detta anche tigna inguinale o epidermofizia inguinale, è un’infezione micotica (derivata da un fungo) nella zona inguinale. È poco frequente durante la prima infanzia, ma la sua incidenza aumenta con l’età puberale.

I funghi all’origine di questa malattia sono: Epidermophyton floccosum, Trichophyton rubrum, T. mentagrophytes.

COME SI MANIFESTA?

Clinicamente la malattia si manifesta con la comparsa, in corrispondenza del terzo superiore della coscia a livello della piega inguinale, mono o bilateralmente, di chiazze lenticolari eritematose e squamose che tendono a estendersi in modo centrifugo e a confluire tra loro, dando origine a una chiazza unica a contorni irregolari.

In fase di piena evoluzione i margini delle chiazze assumono un colorito rosso vivo e sono appena rilevati sul piano cutaneo, con una leggera desquamazione; talvolta si evidenzia la presenza di vescicole puntiformi o di abrasioni e crosticine residuate della rottura delle vescicole.

La parte centrale appare nella maggior parte dei casi liscia con pigmentazione bruno-giallastra caratteristica.

La malattia di solito si può estendere al perineo, più raramente verso il pube; è possibile però osservare focolai da autoinoculazione.

COME VIENE FATTA LA DIAGNOSI?

La diagnosi del medico è fondamentale per evitare di confondere la tinea cruris con:

  • intertrigine candidosica;
  • psoriasi invertita (psoriasi delle pieghe);
  • eritrasma, un’infezione batterica superficiale caratterizzata da macule rosso-brunastre di forma irregolare, finemente desquamanti e lievemente grinzose che insorgono nelle aree maggiormente predisposte al ristagno di sudore;
  • intertrigini batteriche.

Nei casi dubbi e non responsivi alle terapie, oltre alla visita specialistica, è necessario eseguire esami specifici. In questi casi la diagnosi viene confermata con l’esecuzione dell’esame micologico diretto attraverso l’analisi al microscopio di materiale di desquamazione ottenuto in corrispondenza dei margini delle lesioni, e con l’analisi colturale.

COME SI PRENDE?

Il contagio può essere diretto o indiretto (attraverso indumenti e accessori da bagno) e dipende dalla presenza di irritazione, sudorazione, macerazione e variazioni del pH della regione inguinale.

COME SI CURA?

La terapia prevede l’utilizzo di una terapia topica antimicotica della durata di 2-3 settimane. In caso sia presente interessamento pilare e la manifestazione sia particolarmente estesa, è necessario utilizzare una terapia sistemica con terbinafina oppure triazolici (quando si sospetta l’associazione di dermatofiti con Candida o batteri).

La sola terapia topica prevede l’utilizzo di azoli, allilamine, morfoline, polienici.