ABBRONZARSI FA BENE O MALE?

L'esposizione solare ha importanti effetti positivi sull’organismo (stimola la produzione della vitamina D rinforzando le ossa e le difese immunitarie, ed è antidepressiva), ma, a causa dei raggi ultravioletti, può  provocare danni a pelle e occhi (eritemi, ustioni, invecchiamento cutaneo, tumori, cheratiti, cataratta e altri).
Per questo è fondamentale esporsi al sole con il buon senso e proteggendosi in modo adeguato, tenendo conto anche dell'età e della pelle di ciascuno (fototipo).     

CI SONO REGOLE DA SEGUIRE PER NON SBAGLIARE?

Ecco allora le dieci regole fondamentali per evitare che il sole diventi nemico della nostra pelle:

  • applicare i prodotti solari prima di uscire, fin dal mattino, e rinnovare frequentemente l’applicazione, in particolare dopo ogni bagno prolungato;

  • per le prime esposizioni non prendere più di tre quarti d’ora di sole al giorno (20 minuti al sole intenso). Oltre questo limite, i melanociti sono saturi e non producono altra melanina. L’abbronzatura ottenuta in modo veloce, poi, è meno duratura, e soprattutto meno protetta contro le scottature, rispetto al colorito ottenuto gradualmente in 15-20 giorni di esposizione. Dopo i primi giorni, si può aumentare progressivamente la durata dell’esposizione, senza dimenticare di proteggersi;

  • applicare la crema solare anche quando la pelle è già abbronzata, eventualmente riducendo gradatamente il fattore di protezione. Anche le pelli con fototipo scuro hanno bisogno di protezione: anche se non si arrossano, subiscono ugualmente gli effetti a lungo termine di un’esposizione scorretta, come l’invecchiamento precoce della pelle;

  • evitare di esporsi tra le ore 12 e le ore 16. In questo momento della giornata, l’irraggiamento solare è all’apice della sua intensità;

  • non esporre i bambini sotto i 3 anni durante le ore più calde. Nelle ore di irraggiamento meno forte, applicare un prodotto resistente con un alto indice di protezione. La nostra pelle mantiene traccia di tutti i raggi ricevuti durante l’infanzia: maggiore è la quantità, maggiore è il rischio di comparsa di tumori in età adulta;

  • non dimenticare che i colpi di sole non si prendono solo sulla spiaggia! Qualunque sia l’attività all’aria aperta, un’escursione in bicicletta, una passeggiata,ecc., è sempre opportuno proteggersi con un trattamento solare;

  • attenzione alle circostanze che aumentano il rischio o riducono la percezione del pericolo: altitudine, cielo leggermente nuvoloso, superfici riflettenti (neve, sabbia, acqua), vento fresco;

  • indossare cappello e occhiali da sole con lenti omologate, in grado di filtrare gli UVA e gli UVB (etichetta CE). Proteggere inoltre i bambini con una maglietta asciutta: una maglietta bagnata lascia filtrare gli UV;

  • asciugarsi bene dopo ogni bagno. L’effetto specchio delle goccioline favorisce i colpi di sole e riduce l’efficacia dei prodotti di protezione, anche se resistenti all’acqua;

  • bere molta acqua e spesso. Il sole disidrata in profondità il nostro corpo. Prestare particolare attenzione alle persone anziane, che hanno una sensazione di sete ridotta, e ai bambini piccoli, che hanno più bisogno d’acqua e una termoregolazione meno efficace.