CHE COS’È LO STRESS?

Lo stress è la sensazione di tensione che ciascuno di noi sperimenta quando sente che la realtà lo mette alla prova, gli chiede di usare al meglio le proprie risorse per superare un ostacolo o per ottenere qualcosa che desidera.

Negli anni Cinquanta Hans Selye, studioso di fisiologia animale in condizioni di sopravvivenza difficili,  definì lo stress come “la risposta non-specifica dell’organismo a qualsiasi pressione o richiesta”, distinguendolo dallo “stressore”, lo stimolo che produce tale risposta. In questo senso possiamo dire che lo stress è una risposta di disagio psichico e i cambiamenti della vita i suoi stressori.

QUALI SONO LE CAUSE DELLO STRESS?

La vita umana è una serie di inevitabili cambiamenti e ogni cambiamento richiede, da parte dell’individuo, una mobilitazione di energie psichiche, comportamentali ed emotive. Alcuni cambiamenti però richiedono una mobilitazione di energie maggiore degli altri. Un divorzio, un lutto, la perdita del lavoro o una malattia possono esercitare una forte pressione emotiva e possono portare a sviluppare forme elevate di stress.

Le cause dello stress si trovano nel rapporto che ogni uomo ha con il proprio ambiente: le fonti del nostro stress sono sia dentro che fuori di noi. Fuori, perché il mondo esterno e gli altri ci pongono continuamente richieste e sfide; dentro, perché noi rispondiamo ad esse con le nostre capacità. 

LO STRESS È SEMPRE DANNOSO?

Esistono due tipi di stress: lo stress buono (eustress) e quello cattivo (distress). L’eustress si prova quando si supera una situazione difficile ma che dura poco e che porta a conseguire un risultato. Lo stress diventa nocivo quando invece dura a lungo, o quando la persona si sente incapace di uscire dalla situazione che gli crea disagio.

I cambiamenti e lo stress infatti non sono di per sé qualcosa di negativo. Gli esseri viventi sono abituati a un livello ottimale di stress, ma se questo diventa troppo alto può portare ad  un crollo. D’altra parte, anche livelli di stress troppo bassi possono portare noia, mancanza di motivazione e forme di disagio simili a quelle causate dal forte stress. In questo senso anche una stimolazione troppo bassa può essere uno stressore.

Alcuni cambiamenti possono diventare potenti stressori, mentre altri vengono facilmente assorbiti dall’individuo. Molte ricerche scientifiche ci dicono che non è tanto lo stressore in sé, quanto il modo in cui lo percepiamo e affrontiamo, che porta allo sviluppo o meno di stress. Il modo in cui affrontiamo i cambiamenti quindi determina in larga misura quanto stress essi ci provocano.

Quando la condizione di stress diventa pervasiva, possiamo arrivare a una sovraeccitazione cronica che si traduce in forme di disagio ansiose e depressive, di varia natura e intensità.

LO STRESS VARIA DA PERSONA A PERSONA?

Per alcune persone un’elevata frequenza di cambiamenti porta a sviluppare stress, mentre per altri il cambiamento è vissuto come una sfida che mette alla prova le proprie capacità in modo positivo.

Queste persone sono dotate di una capacità che viene definita resilienza, ovvero la capacità di andare avanti e riprendersi in seguito ai cambiamenti e di adattarsi positivamente ad essi nonostante le avversità. Riescono quindi ad affrontare adeguatamente gli eventi traumatici e destabilizzanti attraverso una visione costruttiva e non solamente distruttiva delle situazioni che le mettono in difficoltà.

CHE COSA SI PUO’ FARE?

Lo stress non va eliminato, ma va gestito in maniera produttiva: ogni individuo dovrebbe avere la consapevolezza di quali situazioni sono per lui fonte di stress, e di che tipo. L’eustress serve da spinta e da motivazione per esprimere al meglio le proprie abilità, quindi ha un valore positivo: aumenta la vigilanza e l’attenzione, migliora la propria capacità di affrontare le situazioni critiche. Il distress invece indebolisce, affatica e provoca danni all’organismo. 
Il primo passo nella lotta allo stress cattivo è: ascoltare se stessi, i propri bisogni e desideri, aumentare la propria consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti. Non si possono evitare le situazioni stressogene, ma si può modificare il proprio modo di affrontarle e gestirle.