CHE COS’È IL MORBILLO?

Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixoviridae), molto comune tra i bambini. Si tratta di un virus immunogeno che induce una risposta immunitaria di tipo anticorpale molto intensa e duratura che permette, una volta contratto, di essere protetti da successive infezioni teoricamente per tutta la vita. L'uomo è l'unico ospite del virus, pertanto è possibile ipotizzare la completa eliminazione del virus con adeguati programmi di immunizzazione di massa.

COME AVVIENE IL CONTAGIO DEL MORBILLO?

Si tratta di una malattia molto contagiosa che si diffonde per via aerea, in quanto il virus è presente nella saliva e nelle secrezioni nasali. 
Il virus si diffonde tramite goccioline respiratorie emesse con la tosse (e che rimangono in aria per un breve tratto) o tramite il contatto con le superfici contaminate dalle stesse.
Il morbillo è contagioso già diversi giorni prima della comparsa delle eruzioni cutanee e lo rimane per diversi giorni dopo la scomparsa dei sintomi. 
Il virus è sempre presente nella popolazione, tuttavia, nei paesi a clima temperato come l’Italia, raggiunge il massimo della diffusione in inverno e in primavera, quando i contatti tra persone sono maggiori. 

QUALI SONO I SINTOMI?

I sintomi del morbillo iniziano da 7 a 14 giorni dopo l’infezione: i sintomi iniziali si manifestano con febbre, rinorrea (naso che cola), tosse secca e congiuntivite associata, a volte, a fotosensibilità.

A 2 giorni dalla comparsa dei primi sintomi si segnala la comparsa di piccole macchioline biancastre (le macchie di Koplik) nella cavità orale, in particolare all'interno delle guance, con associata infiammazione della mucosa faringea. Il bambino inizierà quindi ad accusare mal di gola.

A 3-5 giorni inizia a svilupparsi una leggera eruzione maculo papulosa pruriginosa (macchie rosse prive di pus), che inizia davanti e sotto le orecchie e ai lati del collo per poi diffondersi nel giro di 1-2 giorni anche a tronco, braccia, palmi delle mani e dei piedi (distribuzione "a mantellina"). Da questo momento l’eruzione tende a scomparire dal volto.

Al culmine della malattia, il bambino presenta un’infiammazione agli occhi (congiuntivite) e febbre fino a 40°. Dopo 3-5 giorni la temperatura corporea scende, il bambino sta meglio e l’eruzione tende a regredire.

POSSONO ESSERCI DELLE COMPLICAZIONI?

Nell'opinione comune c'è la convinzione che, in generale, nei bambini sani il morbillo non sia quasi mai grave. Ci possono tuttavia essere delle complicazioni, come nel caso della Panencefalite Sclerosante Subacuta, un’infiammazione cerebrale che si verifica in circa 1 bambino su 1.000 - 2.000 affetti da morbillo. Più frequenti sono invece le infezioni batteriche secondarie, come la polmonite (soprattutto nei lattanti) o l’otite. In rari casi, il numero delle piastrine si riduce talmente tanto che il bambino presenta lividi e sanguinamenti.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il morbillo riduce le capacità di difesa dell'organismo, esponendo quindi il bambino ad infezioni che possono comparire anche mesi dopo il contagio. La vaccinazione, quindi, oltre a proteggere contro il morbillo, previene molte altre infezioni del bambino nel periodo successivo alla malattia.

È POSSIBILE PREVENIRE IL MORBILLO?

L’unica forma di prevenzione contro il morbillo è il vaccino. Attualmente Italia la vaccinazione contro il morbillo non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Sebbene sia somministrabile da sola, di norma la vaccinazione contro il morbillo viene associata a quella contro Parotite e Rosolia. Il calendario vaccinale prevede due dosi di vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia): una tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda intorno ai 5-6 anni. Questa seconda dose non è un richiamo, ma serve a recuperare quei bambini che non hanno risposto alla prima dose.

La vaccinazione MPR può essere fatta a qualsiasi età, ma si tende a privilegiare l'età infantile in quanto i bambini sono più soggetti a complicanze, anche mortali. Inoltre, la circolazione costante del virus nella popolazione permette dei richiami naturali che, nei soggetti vaccinati, funziona come rinforzo (booster) dell'immunità ottenuta col vaccino.

Il vaccino MPR contiene ceppi di virus vivi, ma incapaci di provocare malattia (attenuati). Si tratta di virus molto immunogeni, che provocano cioè una risposta immunitaria molto potente. Pertanto, gli effetti collaterali del vaccino, in generale lievi e non sempre presenti, in alcuni casi possono risultare più intensi. Gli effetti sono comuni ad ogni vaccino: un po’ di febbre, piccolo gonfiore, sonnolenza o irritabilità. L'unico evento avverso importante che si può verificare vaccinando con MPR è un temporaneo deficit della coagulazione con petecchie (macchie cutanee puntiformi dovute a piccole emorragie a livello dei capillari) diffuse, dovuto ad una risposta immunitaria più aggressiva.

A seguito di numerosi studi è ormai escluso il legame tra autismo e malattie immunitarie con la vaccinazione contro il morbillo.

BIBLIOGRAFIA