COS’È IL MORBO DI CROHN?

Il morbo di Crohn o malattia di Crohn, è un'infiammazione cronica che può colpire teoricamente tutto il canale alimentare, dalla bocca all'ano, ma che si localizza prevalentemente nell'ultima parte dell'intestino tenue chiamato ileo (ileite) o nel colon (colite) oppure in entrambi (ileo-colite). Nei tratti intestinali colpiti si hanno infiammazione, gonfiore ed ulcerazioni che interessano la parete intestinale.

QUALI SONO I SINTOMI?

I sintomi del morbo di Crohn possono essere alquanto vari e differenti da un paziente all'altro; tra i più comuni, si segnalano forti dolori addominali associati a diarrea, a volte vomito, più raramente a febbre. Il dolore si localizza nella sede dell'ombelico o nella parte destra dell'addome e spesso si presenta dopo i pasti. Possono comparire, seppure più raramente, dolori alle articolazioni, diminuzione dell'appetito o dimagrimento. Altri segni precoci della malattia possono essere rappresentati dalla comparsa di fistole anali (anormali aperture tra l'intestino e la superficie cutanea, vicino all'ano) ed ascessi sempre nella zona vicino all’ano.

QUANTE SONO LE PERSONE COLPITE IN ITALIA?

Il morbo colpisce giornalmente non poche persone di età compresa tra i venti ed i trent'anni. Si calcola che in Italia vi siano almeno 100.000 persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali. Non sono rari però casi nei bambini e negli adolescenti. E’ poi possibile, anche se più rara, l’insorgenza in età più avanzata con un picco dopo i 65 anni.

QUALI SONO LE CAUSE?

E’ ormai accertato che si tratta di una malattia autoimmunitaria. Il sistema immunitario intestinale è regolato da precisi equilibri tra fattori pro-infiammatori ed altri anti-infiammatori. Per cause ancora non completamente chiarite, ma probabilmente per determinati fenomeni infettivi, il delicato equilibrio dell’immunità intestinale viene alterato. Da quel momento in poi l’organismo non riesce più a controllare l’infiammazione della mucosa intestinale che tende a cronicizzarsi nel tempo.

SI TRATTA DI UNA MALATTIA EREDITARIA?

Non si tratta di una malattia ereditaria ma esiste una predisposizione familiare nello sviluppo della malattia, anche se con una bassissima percentuale (10-15%).

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE LEGATE AL MORBO DI CHRON?

Si tratta di una malattia cronica, che non guarisce definitivamente e può alternare lunghi periodi di benessere ad altri in cui i sintomi sono presenti. Si possono verificare sia complicanze intestinali che complicanze extraintestinali. Data la sua natura è una patologia di non facile diagnosi e all’inizio viene spesso confusa con altre problematiche intestinali quali eventuali intolleranze alimentari o la “sindrome dell’intestino irritabile”.

QUALI SONO LE PRINCIPALI COMPLICANZE DI TIPO INTESTINALE?

  • ostruzione intestinale (stenosi);
  • ascessi addominali e fistole;
  • perforazioni (complicanza non infrequente nei casi di malattia molto attiva).

QUALI SONO LE PRINCIPALI COMPLICANZE DI TIPO EXTRA-INTESTINALE?

  • fenomeni artritici più o meno diffusi;
  • comparsa di alterazioni cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso);
  • predisposizione ad eventi trombotici;
  • dolore agli occhi con difficoltà della vista dovuti ad infiammazione della tonaca vascolare (uveite).

QUAL È LA TERAPIA MEDICA?

Per ogni fase di malattia e per ogni diversa localizzazione della malattia stessa esistono differenti approcci terapeutici. Si va dai più semplici anti-infiammatori intestinali (le mesalazine) al cortisone sino poi, nei casi più resistenti o ad esordio più acuto, ai nuovi farmaci anti-immunitari (i così detti “biologici”) ad elevato costo e prescrivibili solo da centri specialistici.

TIPOLOGIE DI PAZIENTI

Ci sono malati che presentano problemi di lieve importanza. Questi possono avere sintomi intermittenti di dolori addominali e devono stare attenti alla dieta per evitare carichi eccessivi di cibi che possono aumentare i loro inconvenienti. Alcuni invece, richiedono cure costanti con somministrazione di alte dosi di cortisonici ed altri farmaci al fine di controllare l'attività della malattia. Altri possono richiedere numerosi interventi chirurgici per trattare frequenti occlusioni intestinali.