Le zecche sono parassiti ematofagi non solo degli animali, ma anche dell'uomo, e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive. Tra queste, conosciamo meglio la malattia di Lyme e l'encefalite da zecca.

COS'È LA MALATTIA DI LYME?

È una malattia che viene trasmessa dal morso della zecca parassitata da un batterio denominato borrelia burgdorferi. La malattia prende il nome dalla città di Lyme, negli Stati Uniti, dove nel 1975 si registrò la prima epidemia. Attualmente, a causa dei mutamenti climatici globali, la malattia di Lyme sta diventando sempre più frequente anche in Europa. Secondo uno studio pubblicato su Nature e condotto da un team di ricercatori dell’Università di Oslo, il riscaldamento del clima e il diverso consumo del suolo sono in relazione con una  maggiore diffusione delle zecche nell’Europa settentrionale. 
La trasmissione è di solito più frequente nelle stagioni primavera-estate, quando si passa più tempo all’aperto e/o a contatto con animali infestati dalle zecche.
Non tutte le zecche sono portatrici di questo germe e quindi, non tutte generano la malattia. In Italia, le zone a più alto rischio sono: Liguria, Trentino, Friuli, Veneto e Toscana.

I sintomi riguardano la cute, il cuore, il sistema nervoso centrale e le articolazioni.
Inizialmente, si manifesta sotto forma di “eritema cronico migrante’’ denominato così per la presenza di una chiazza di colore rosso e di forma anulare, che si accresce in maniera centrifuga e può raggiungere fino a 30-50 cm di diametro. Altri sintomi che possono accompagnare questa infezione sono: febbre, cefalea e spossatezza, sintomi simili all’influenza. 
Quando la malattia non viene trattata adeguatamente, a distanza di settimane o mesi possono sopraggiungere le complicanze articolari sotto forma di artrite, i disturbi cardiaci come dolore toracico, palpitazioni e sintomi di neuro-borreliosi rappresentati da meningite, meningo-encefalite e paralisi facciale. 

La diagnosi di conferma si basa sulla positività degli anticorpi anti-borrelia nel sangue. Quando possibile è utile inviare le zecche rimosse per la ricerca del batterio presso laboratori specializzati.  Il trattamento precoce con antibiotici, doxiciclina o amoxicilina, per 3 settimane generalmente riduce il rischio di malattia cronica. Non sono ancora disponibili i vaccini per prevenire questo tipo di infezione. 

COS'È L'ENCEFALITE DA ZECCA?

La meningoencefalite da zecche è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus, molto simile ai virus responsabili della febbre gialla. Dopo il morso di zecca infetta nell’uomo, nel 70% dei casi circa, si manifesta un’infezione senza o con sintomi poco rilevanti, che può passare inosservata. Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso di zecca si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali come febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni per 2-4 giorni. Poi la temperatura scende e in genere non ci sono ulteriori conseguenze. Nel 10-20 per cento di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale.
Nei bambini e nei soggetti più giovani mostra generalmente un decorso più mite, con progressivo aumento della severità al progredire dell’età.

Al Santagostino è possibile vaccinarsi per prevenire l'insorgenza della malattia. Il vaccino è consigliato a tutti coloro che vivono nelle zone boschive o che svolgono attività all'aria aperta.


COSA FARE IN CASO DI MORSO DI ZECCA?

In caso di presenza della zecca sulla pelle, bisogna rimuoverla al più presto, preferibilmente presso un ambulatorio medico onde evitare che la lunga permanenza aumenti la probabilità di infezione.
È molto importante evitare l’applicazione di alcool o sostanze oleose sulla zecca perché potrebbero favorire il rilascio del batterio tramite perdita di sangue.  
 

COME PREVENIRE IL MORSO DELLA ZECCA?

Si possono però adottare misure di prevenzione contro i morsi delle zecche nelle zone ad alto rischio (boschi, prati con erba alta, eccetera) facendo uso di repellenti e di abiti coprenti. Dopo aver soggiornato all’aperto, è necessario controllare attentamente l'abbigliamento, l'intera superficie cutanea e gli animali domestici alla ricerca del parassita.