Le onde d’urto extracorporee vengono utilizzate diffusamente e con successo da molto tempo nella terapia di patologie di interesse fisiatrico-ortopedico (principalmente tendiniti), modulate a bassa intensità (ESWT). Questo tipo di trattamento, però, ha radici nell’urologia, dove dai primi anni ‘80 sono state (e sono tuttora) impiegate – ad alta intensità – per frantumare i calcoli renali (ESWL). Si può quindi considerare una sorta di “ritorno alle origini” la loro recente introduzione nella cura di due patologie peniene comuni: la disfunzione erettile e l’induratio penis plastica (IPP) o morbo di La Peyronie. La familiarità con le onde d’urto che gli urologi sviluppano durante il loro corso di studi ed attività clinica, oltre alla sicurezza ed efficacia del trattamento, ne ha favorito la rapida diffusione.

Quando sono indicate le onde d'urto?

Come da linee guida, le onde d’urto possono essere utilizzate nella IPP con il fine di ridurre il dolore e/o migliorare la funzione erettile. Non vi è evidenza che il trattamento possa incidere sulla curvatura e questa informazione va fornita al paziente perché le aspettative siano realistiche.

Come si svolge il trattamento?

La terapia prevede plurime sedute. Sul pene del paziente, sdraiato supino, si appone gel ecografico e si appoggia la sonda; tramite questa sonda si procede al trattamento, che consiste nell’applicazione di energia meccanica, ceduta ai tessuti attraverso onde d’urto (onde sonore). Per questo motivo dall’apparecchiatura proviene un suono secco e ritmico: è normale e indica che si stanno producendo onde d’urto. La terapia non è dolorosa e, in ogni caso, è costantemente monitorata dall’operatore, è modulabile e può essere interrotta in qualsiasi momento. L’urologo avrà cura di distribuire omogeneamente l’energia meccanica su tutta la superficie da trattare, per ottenere il massimo beneficio. Le onde d’urto stimolano la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni), la produzione di ossido nitrico, la rigenerazione dei tessuti ed “ammorbidiscono” le placche peniene contribuendo al ripristino della necessaria elasticità dei corpi cavernosi.

Quali effetti collaterali ha?

Il trattamento è indolore e sostanzialmente privo di gravi effetti collaterali. È possibile, seppur raramente, che si formino piccoli ematomi della parte trattata, situazione benigna e transitoria. Come per qualsiasi altro trattamento medico, è necessario monitorare nel tempo la risposta del paziente, per le grandi variabili inter-individuali. Il paziente verrà pertanto sottoposto ad un’attenta valutazione pre e post ciclo terapeutico.

È efficace?

Lo scopo del trattamento è la riduzione del dolore e/o il miglioramento della funzionalità erettile. I dati di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che nei casi di disfunzione erettile di grado lieve/medio, la terapia ha successo e garantisce un netto miglioramento nel 70% di casi. Nei pazienti più gravi la risposta alla terapia orale è migliorata nel 40% dei casi.