CHE COS'È IL SOVRALLENAMENTO?

Se si abbina un allenamento intenso a un lavoro o a uno stile di vita stressante, se non si dorme a sufficienza, o semplicemente ci si allena troppo prima del tempo, l'organismo non è in grado di adattarsi e si crea una situazione di sovrallenamento. Il sovrallenamento è un problema comune per gli sportivi che si allenano per ottenere prestazioni elevate.

Il sovrallenamento viene oggi definito come una situazione di squilibrio tra gli stress derivanti dai carichi di lavoro sostenuti in allenamento o in competizione e le capacità di recupero del praticante attività fisica.
Il risultato che ne consegue determina una riduzione della capacità di allenarsi in maniera prolungata.

QUALI SONO LE SPIE D'ALLARME?

Occorre distinguere questo sovrallenamento dalla normale fatica fisiologica, dato che quest’ultima passa dopo una normale nottata di riposo, mentre la prima persiste.
Il sovrallenamento è un errore commesso di frequente, in particolare dagli sportivi che ritengono che "tanto più tanto meglio", e non adottano un approccio sistematico all'allenamento.

Uno degli indicatori che è possibile utilizzare per valutare il sovrallenamento è rappresentato dalla frequenza cardiaca, misurabile con il cardiofrequenzimetro.
Se la frequenza cardiaca a riposo, misurata al mattino appena usciti dal letto, è superiore di cinque o più battiti al minuto al valore consueto, può costituire un dato allarmante: può indicare che ci si sta allenando eccessivamente, che si è affaticati, o si ha subito un lieve trauma, o addirittura si ha qualche linea di febbre o un problema legato allo stress.

Altri  sintomi precoci del sovrallenamento possono essere rappresentati da:

  • rallentamento del recupero della frequenza cardiaca dopo l'attività fisica;

  • raffreddori o influenze persistenti o infezioni delle vie respiratorie;

  • aumento della pressione arteriosa a riposo.

Quindi fare sport fa bene, ma se eseguito in maniera eccessiva può creare problemi.

COME OTTENERE IL MASSIMO SENZA DANNEGGIARE IL CUORE?

Senza dubbio il primo passo è effettuare un elettrocardiogramma (ECG) e una visita cardiologica che consentono di fare una prima valutazione di base sulla situazione cardiovascolare.
A questo si possono associare eventuali altri esami (ecocardiogramma, test da sforzo, valutazioni aritmologiche, esami del sangue) in base ai dati raccolti e agli eventuali dubbi diagnostici eventualmente emersi.

Prima di cominciare un’attività fisica sarebbe sempre meglio effettuare un controllo medico con eventuale controllo dal punto di vista cardiologico per escludere eventuali patologie e assicurare una pratica sportiva più serena ed efficace.