L’utilizzo della Diagnostica per Immagini nella prassi medica ha visto una rapida crescita negli ultimi tre decenni, grazie soprattutto allo sviluppo delle tecnologie impiegate e alla sua sempre più imprescindibile integrazione con l’informatica. Proprio per questo risulta quindi essere uno strumento rapido, semplice e sicuro per la definizione dello stato di malattia. Negli anni, all’aumento dell’offerta clinica è seguito un inevitabile aumento della domanda di prestazioni: si stima, infatti, che il numero di esami erogati nei Paesi sviluppati sia in aumento, con un tasso di crescita annuo del 5-11%, complice di questo incremento risulta essere anche la domanda non sempre appropriata e giustificata, che porta con sé, tra le altre conseguenze, un allungamento delle liste d’attesa.

In un reparto di Radiologia le prestazioni maggiormente erogate sono le radiografie (raggi X), le TC (Tomografia Computerizzata) e le RMN (Risonanza Magnetica Nucleare): metodiche differenti tra loro vengono scelte e prescritte dal medico a seguito di un’accurata valutazione dell’appropriatezza clinica che, seguendo Linee Guida scientificamente avvalorate, definisce il miglior esame da eseguire in relazione al rapporto costo/efficacia ed ai bisogni della popolazione.

 

RADIOGRAFIA

Come si acquisiscono le immagini?

Le radiografie sono gli esami maggiormente erogati in Radiologia, consistono nell’acquisizione di immagini attraverso l’erogazione di radiazioni ionizzanti: la parte anatomica soggetta ad esame viene posta tra il tubo radiogeno (che genera ed eroga i raggi X) ed il sistema di rilevazione (che riceve e “legge” i raggi). Non tutti i raggi emessi, però, arrivano al rilevatore, infatti alcuni di essi passando attraverso il corpo. i raggi vengono fermati in base allo spessore ed al tipo di tessuto incontrato, di conseguenza quella che si crea sul rilevatore non è altro che una mappa bidimensionale che viene trasformata dal computer nella classica immagine a sfondo nero con zone più chiare e più scure.

Quando si utilizza?

L’alta risoluzione di contrasto dell’immagine permette di diagnosticare facilmente traumi e patologie ossee, risultando essere uno strumento fondamentale per un primo studio degli organi interni delle regioni toraciche ed addominali. L’esame completo dura pochi minuti e comprende anche il posizionamento del paziente da parte del Tecnico di Radiologia.

Durante la radiografia può essere utilizzato anche un mezzi di contrasto, utile per mettere in evidenza specifiche strutture che possono essere quindi studiate in maniera più approfondita (organi dell’apparato gastro-intestinale, dell’apparato urinario e dell’apparato genitale femminile). In questi casi l’esame dura più tempo e può comportare una serie di misure preparative tra cui specifici esami di laboratorio.

Ci sono controindicazioni?

Le radiografie tradizionali comportano un’esposizione alle radiazioni ionizzanti molto bassa. La principale controindicazione ad effettuare una radiografia è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente. Possono esserci controindicazioni legate specificatamente al mezzo di contrasto utilizzato. 


TC (TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA)

Come si acquisiscono le immagini?

Il principio di acquisizione delle immagini è molto simile a quello delle radiografie, in questo caso, però, il paziente è sdraiato su un lettino che, durante l’acquisizione delle immagini, si sposta lentamente nel gantry (la parte a “ciambella” della macchina), in questa struttura, invisibili dall’esterno, vi sono il tubo radiogeno e il rilevatore simili a quelli delle radiografie, tuttavia durante l’erogazione del fascio di raggi X il tubo ruota attorno al paziente permettendo al rilevatore di acquisire immagini da tantissime angolazioni differenti. I dati raccolti vengono interpolati dal software che li elabora permettendo di creare immagini su vari piani oltre che particolari elaborazioni 3D.

Quando si utilizza?

La TC è generalmente indicata per lo studio di organi interni (encefalo, collo, torace, addome, pelvi), ossa, tessuti molli e apparato vascolare. Viene utilizzata inoltre per la diagnosi di problemi cardiaci, traumi ossei, stadiazione neoplastica e, data la velocità di acquisizione, risulta uno strumento fondamentale in un reparto di Pronto Soccorso dove permette, in regime d’emergenza, di intervenire repentinamente in molti dei pazienti politraumatizzati e nella diagnosi di patologie quali l’ictus.

L’esame in sé dura pochi minuti, il paziente viene prima posizionato sul lettino dal Tecnico di Radiologi e istruito sulle varie fasi dell’esame in modo che possa essere il più collaborativo possibile. Risulta infatti assolutamente necessario la perfetta immobilizzazione del paziente per evitare artefatti da movimento che andrebbero a inficiare la qualità dell’immagine.

L’utilizzo di MDC per via endovenosa negli esami TC permette la visualizzazione e la differenziazione delle strutture anatomiche in esame. Vengono utilizzati MDC Iodati non ionici che, somministrati per via endovenosa durante l’esame, permettono di visualizzare strutture vascolari e organi interni in base alle tempistiche di circolo del farmaco nel corpo. In questi casi l’esame dura qualche minuto in più e può comportare una serie di misure preparative tra cui specifici esami di laboratorio.

Ci sono controindicazioni?

La principale controindicazione ad effettuare una radiografia è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente. Possono esserci controindicazioni legate specificatamente al mezzo di contrasto utilizzato. 


RMN (RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE)

Come si acquisiscono le immagini?

La generazione delle immagini di un esame RMN si basa sul concetto della risonanza magnetica. Quando il paziente si sottopone ad esame è posizionato sul lettino immerso in un campo magnetico statico generato dal macchinario. In questa situazione i protoni dell’idrogeno contenuto nel corpo si allineano in direzione dell’asse del campo magnetico. Per generare le immagini è necessario emettere degli impulsi di radiofrequenza che “eccitano” (cioè ne spostano l’asse) i protoni che, appena spenti questi impulsi, tornano alla posizione iniziale emettendo a loro volta un impulso di radiofrequenza (detto, appunto, impulso di risonanza). Questi impulsi che arrivano dai protoni vengono acquisiti dalle antenne specifiche che li mandano al sistema di elaborazione delle immagini che, tramite sofisticati algoritmi, li traducono in informazioni visive. La differenziazione dei tessuti è possibile in quanto molecole di tessuti diversi risuonano con tempistiche diverse.

Quando si utilizza?

La particolare capacità di differenziazione dei tessuti rende l’esame RMN particolarmente idoneo per lo studio delle articolazioni, dei tessuti molli (come i muscoli e la mammella), del sistema nervoso centrale e dei principali organi interni.

L’acquisizione delle varie sequenze che completano lo studio può durare dai 15 minuti alle due ore in base al tipo di esame. Diventa quindi particolarmente importante la collaborazione del paziente che deve rimanere il più fermo possibile in modo da evitare artefatti da movimento. Nei macchinari ad alto campo il paziente viene costantemente monitorato tramite una videocamera e può comunicare con il TSRM tramite un microfono e un allarme manuale che può premere in qualsiasi momento.

L’utilizzo di mezzi di contrasto allunga i tempi medi dell’esame poiché comporta l’acquisizione di sequenze aggiuntive dopo la somministrazione endovenosa del farmaco. Nel caso l’esame prescritto richieda la somministrazione di MDC può essere necessario seguire una serie di misure preparative tra cui specifici esami di laboratorio.

Ci sono controindicazioni?

Negli esami di Risonanza Magnetica l’esposizione alle radiazioni ionizzanti è nulla, ne consegue che non c’è alcun rischio biologico correlato, tuttavia è bene ricordare che sottoporsi ad un esame di RMN con alti campi magnetici può comportare i seguenti effetti sul corpo umano: riscaldamento tissutale, effetti cardiaci, effetti neuromuscolari.

Controindicazioni all’esame di RMN sono la presenza di pacemaker non compatibili, di clips, protesi e dispositivi metallici, essere affetti da anemia falciforme, essere 1° trimestre di gravidanza. Possono esserci controindicazioni legate specificatamente al mezzo di contrasto utilizzato. 

 

Fonti

  • AA.VV.,  Appropriatezza nel management radiologico, in Management in Radiologia, Springer, 2010

  • AA. VV., Domanda e offerta, in Management in Radiologia, Springer, 2010

  • A.E. Cardinale, L. Di Guglielmo, Lineamenti di radiologia, Gnocchi, 1998

  • F. Mazzucato, Anatomia Radiologica, Piccin, 2009

  • Use of diagnostic imaging studies and associated radiation exposure for patient enrolled in large integrated health care system, 1996 - 2010. JAMA, June 13, 2012, Vol. 307, No. 22.

  • Diffen - Difference and Comparision - CT scan vs MRI https://www.diffen.com/difference/CT_Scan_vs_MRI

  • North central surgical center hospital: what’s difference between an x-ray, ct scan and mri? https://www.northcentralsurgical.com/blog/whats-the-difference-between-an-x-ray-ct-scan-and-mri-140.html