Il carcinoma colorettale è una neoplasia che colpisce il colon e il retto, gli ultimi tratti dell’intestino. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute, questo tumore è attualmente il secondo per incidenza in Italia con 51.300 nuovi casi stimati nel 2018.

Quali sono le cause?

Il tumore del colon retto può originare da diverse cause: nella maggior parte dei casi si tratta della conseguenza della trasformazione di un polipo intestinale adenomatoso. Nell’80% dei casi è sporadico, ma nel 20% insorge in pazienti con anamnesi familiare di adenocarcinoma colorettale. Altri fattori che possono aumentare il rischio sono le malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn con interessamento del colon. Questi pazienti sono infatti sottoposti ad endoscopie periodiche di sorveglianza.

Anche l’alimentazione può influire negativamente: è stato dimostrato da numerosi studi una dieta povera di fibre riduce il rischio di sviluppo della neoplasia, mentre una dieta ricca di carne, grassi e carboidrati raffinati (tipica delle popolazioni occidentali) ne aumenta il rischio.

Quali sono i sintomi?

Questa tipologia di tumore ha una crescita lenta. Spesso ci vuole molto tempo prima che appaiano dei sintomi, che si correlano al tipo di sede e all’estensione del tumore.

I sintomi più comuni sono:

  • presenza di sangue occulto nelle feci

  • anemia (causata dal sanguinamento prolungato)

  • astenia e debolezza (causata dal sanguinamento prolungato e dalla conseguente anemia)

Se il tumore occupa tutto il lume dell’intestino ci può essere un’ostruzione parziale o completa che si manifesta con forti dolori addominale crampiformi e distensione dell’addome, a volte con presenza anche di vomito.

In alcuni casi però i tumori diventano così grandi, pur senza occludere il lume intestinale, da essere palpabili dalla parete addominale prima della comparsa di altri sintomi.

Nei casi di malattia avanzata con disseminazione a distanza i primi sintomi potrebbero essere causati dalle metastasi (comparsa di ittero, dolori ossei..).

Come si diagnostica?

Il metodo migliore per diagnosticare il tumore colorettale è la colonscopia, un esame diagnostico che, tramite l’esplorazione delle pareti interne del colon, permette di individuare lesioni sospette ed eventualmente rimuovere nel corso della procedura lesioni polipoidi pre-tumorali o tumori molto piccoli.

Nel caso in cui l’esame istologico della lesione rimossa o che è stata campionata con biopsia sia un adenocarcinoma, si procede con indagini per stadiare la malattia che comprendono anche la tomografia assiale computerizzata con mezzo di contrasto (TC con mdc).

Si può prevenire?

L’arma più efficace per prevenire il tumore è lo screening, che parte dall’esame del sangue occulto nelle feci. Questo test dovrebbe essere eseguito con cadenza periodica (2 anni) dopo i 50 anni, qualora questo venisse positivo sarà necessario eseguire una colonscopia, esame più specifico.

Nel caso di casi in famiglia di adenocarcinoma colorettale, lo screening andrebbe praticato direttamente con colonscopie con cadenze periodiche.

Come si cura?

Il trattamento dipende dallo stadio in cui si trova il tumore e dalla presenza o meno di metastasi linfonodali o in altri organi. La terapia è chirurgica associata o meno a chemio e radioterapia.

La presenza di nuovi farmaci, in associazione ai classici chemioterapici, che agiscono bloccando direttamente molecole coinvolte nei meccanismi di crescita del tumore, ha permesso negli ultimi anni di allungare la sopravvivenza anche in alcuni casi di tumori in stadi avanzati.