La xerostomia o bocca asciutta: di cosa si tratta e come si può alleviare la mancanza di saliva migliorando la qualità di vita del paziente.

Che cos’è la saliva?

La saliva è un fluido biologico estremamente importante, costituito da acqua per il 99% e da molecole organiche e inorganiche. Il suo compito è quello di lubrificare ed emulsionare il cibo ed inoltre ci aiuta a deglutire e a parlare. Ultimamente la ricerca scientifica sta valutando e verificando l’impiego di questo fluido per eseguire test di screening di patologie importanti quali epatite e HIV e sta mappando determinate sequenze di RNA per individuare malattie genetiche.

Costituita da una parte sierosa ed una mucosa, la saliva è secreta da tre ghiandole salivari: la parotide, la sottomandibolare e la sottolinguale. La bocca inoltre dispone di oltre 600-1000 ghiandole salivari minori distribuite sul palato, sui bordi della lingua e sulle labbra.

La saliva ha funzioni molto importanti anche per la digestione poiché contiene enzimi digestivi quali ptialina, lisozima, amilasi, prolina e lattoferrina, alcune immunoglobuline che hanno anche una modesta attività antibatterica.

Il pH salivare è compreso tra valori relativamente neutri, tra 6 e 7.4, inoltre la presenza di ioni potassio e bicarbonato svolgono un effetto tampone che bilancia situazioni particolarmente a rischio quali la carie e l’erosione dello smalto dentale (alimenti e bevande acide possono infatti abbassare il pH sotto la soglia 5.5 portando alla demineralizzazione dello smalto).

In un soggetto sano, la saliva è prodotta per il 90% dalle ghiandole salivari maggiori (il 60% solo dalla sottomandibolare) e si aggira attorno a 0.6 lt/die. Un flusso salivare a riposo non stimolato, in condizioni fisiologiche, va da 0.3 a 0.5 ml/minuto. Si parla di iposcialia o iposalivazione quando c’è una effettiva riduzione e la produzione salivare, che non arriva a 0.1 ml/minuto.

Che cos’è la xerostomia?

La xerostomia, più comunemente conosciuta come “bocca asciutta”, indica la percezione da parte del paziente di una riduzione della saliva e quindi la sensazione di avere un cavo orale poco lubrificato e idratato (secchezza orale).

Di per sé la xerostomia non è una patologia e il termine può essere impiegato anche se mancano segni clinici della reale assenza o diminuzione della saliva, facendo riferimento esclusivamente al sintomo soggettivo di secchezza riferito dal paziente.

Quali sono le cause?

Le cause di questo disturbo sono prevalentemente legate all’assunzione cronica di farmaci, in particolare se si tratta di più medicine al giorno e di diverse classi farmaceutiche. Molti dei trattamenti farmacologici prescritti più frequentemente per patologie comuni hanno infatti un effetto “xerogenico”, in quanto influiscono sull’azione secretoria delle ghiandole salivari. Tra i farmaci “responsabili” si trovano:

  • anticoagulanti,

  • diuretici,

  • ansiolitici,

  • antidepressivi,

  • antipertensivi,

  • neurolettici,

  • antistaminici,

  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei),

  • antiretrovirali,

  • inalatori a base di cortisone

  • alcuni integratori multivitaminici.

La xerostomia può verificarsi anche nei pazienti oncologici trattati con radioterapia nell’area testa-collo e chemioterapia, oppure nei pazienti con patologie autoimmuni come la Sindrome di Sjögren, disfunzioni tiroidee (ipo o iper-tiroidismo) o diabete non controllato. Altre possibili cause possono derivare da un’ostruzione dei dotti salivari (calcoli detti sialoliti) oppure da patologie a carico delle ghiandole salivari maggiori. I disturbi della sfera emotiva (ansia, stress, depressione) e i disturbi alimentari (anoressia e bulimia) possono causare anch’essi un quadro clinico di xerostomia.

Quali sono i sintomi?

Il paziente rifertisce una sensazione generalizzata di disidratazione della bocca, la gola spesso è rossa e dolente, il naso asciutto, le labbra screpolate, pungente sensazione di bruciore oppure alito cattivo. La lingua può apparire arrossata e rivestita da una patina biancastra oppure fissurata (con solchi sul suo dorso). I pazienti hanno problemi a deglutire o mangiare cibi particolarmente asciutti e friabili come il riso bollito, pane, biscotti oppure non riescono a mangiare cibi acidi e piccanti. In alcuni casi, hanno un’alterazione dei gusti delle pietanze oppure hanno difficoltà a portare protesi mobili come scheletrati o dentiere poiché viene a mancare l’effetto ritentivo che la saliva svolge. Nei casi più importanti, possono inoltre insorgere infezioni opportunistiche quali la candidosi, le sialoadeniti (infezioni virali o batteriche delle ghiandole salivari), le carie radicolari, l’erosione e ipersensibilità dentale. Spesso durante la notte i pazienti tengono un bicchiere d’acqua sul comodino per lenire l’aridità del cavo orale che tende a svegliarli.

Come alleviare la sensazione di bocca asciutta?

Innanzitutto, l’ideale sarebbe ripristinare, per quanto possibile, la lubrificazione del cavo orale per migliorare il quadro clinico del paziente ed alleviare la sensazione di secchezza. In commercio esistono diversi prodotti che non richiedono prescrizione medica e possono aiutare a reidratare il cavo orale.

Questi prodotti sono disponibili sotto forma di dentifrici, gel, collutori e spray. Inoltre le formulazioni sono disponibili anche come chewing-gums, compresse o losanghe.

Il paziente dovrebbe sottoporsi a regolari sedute igiene professionale e visite di controllo in base alla severità del quadro clinico di xerostomia. Andrebbe consigliato al paziente di limitare cibi salati o piccanti, caffè, the, sport drinks, bevande zuccherate o carbonate, alcolici. Prediligere semplice acqua, incentivare l’uso di lubrificanti o stimolanti salivari specialmente prima dei pasti oppure del riposo notturno e suggerire al paziente l’uso di chewing-gum sugar-free oppure succhiare caramelle sempre senza zuccheri.

Sarebbe inoltre opportuno che il paziente venisse visitato da uno specialista della medicina orale, (o patologo orale) per avere una diagnosi definitiva in base ai segni e ai sintomi clinici e soggettivi.