Ecografia prostatica

CHE COS'È L'ECOGRAFIA PROSTATICA?

L’ecografia prostatica è un esame ultrasonografico a minima invasività che permette al medico di visualizzare la prostata attraverso la migliore finestra acustica possibile per quell’organo: quella endorettale.

Questo esame, generalmente non doloroso, fornisce indicazioni sul volume della prostata (molto più precise di quelle fornite dall’ecografia tradizionale sovrapubica), sulla forma della ghiandola stessa, sulla presenza di eventuali calcificazioni, sullo stato delle vescicole seminali e sullo spessore del muscolo detrusore (muscolo della vescica che permette la minzione).

QUANDO È IL CASO DI FARE UN'ECOGRAFIA PROSTATICA TRANSRETTALE? 

L’esame è indicato ogniqualvolta sia necessario conoscere con precisione il volume della prostata: ad esempio prima di un intervento chirurgico, oppure per lo studio di condizioni particolari, quali l’ascesso prostatico. È inoltre utile nei casi di azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) per valutare la morfologia sia della prostata che delle vescicole seminali.

Può avere un ruolo complementare nella diagnosi del tumore della prostata, anche se la sensibilità della metodica in questo specifico frangente è molto bassa.

L’ecografia prostatica transrettale è inoltre strettamente necessaria per l’esecuzione di biopsia prostatica.

COME SI ESEGUE?

Il paziente viene fatto sendere sul lettino, su un fianco, dando le spalle all’operatore. L’introduzione della sonda è facilitata dal gel ecografico ed è un atto minimamente invasivo, descritto dalla maggior parte dei pazienti come “fastidioso”, molto raramente come “doloroso”. Successivamente all’introduzione della “testa” della sonda, il paziente non sente ulteriori fastidi, essendo il collo della sonda stessa molto stretto.

L’esame ha una durata di circa 5-10 minuti al massimo, durante i quali vengono eseguite le misurazioni volumetriche e si studia la morfologia della prostata, senza provocare alcun tipo di dolore.

CI SONO CONTROINDICAZIONI?

I pazienti affetti da note stenosi anali, infiammazioni emorroidarie acute in atto, fistole, ascessi o ragadi devono segnalare il problema all’urologo che prescrive l’ecografia transrettale, il quale valuterà la compatibilità delle suddette patologie con l’esecuzione dell’esame. Quest’ultimo può essere eseguito ugualmente, qualora dette condizioni siano di lieve entità, oppure rimandato a dopo la loro risoluzione o sostituito con altra metodica.