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Il cistocele o prolasso vescicale: cause, sintomi e rimedi

A cura di
Fabio
Leva

Il cistocele è il prolasso della vescica, che si sposta dalla sua sede naturale e protende attraverso la parete anteriore della vagina. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è un cistocele?

Per cistocele s’intende il prolasso della vescica che si sposta dalla sua sede originaria e scivola all’interno della vagina. Questa condizione è provocata da un indebolimento dei tessuti di sostegno del pavimento pelvico che si allungano, consentendo alla vescica di scivolare verso il basso, verso la parete anteriore della vagina.

Più precisamente, il cistocele si verifica quando la fascia vescico-vaginale si lacera, determinando uno scivolamento della vescica. Questa condizione è determinata da traumi specifici, che hanno una forza tale da indebolire i tessuti che sorreggono e separano i due compartimenti anatomici adiacenti.

Il cistocele può essere classificato in diversi gradi, a seconda del livello di prolasso può essere:

  • di I grado o lieve: quando solo una piccola parte della vescica si riversa nella vagina
  • di II grado o moderato: se la vescica raggiunge l’apertura della vagina
  • di III grado o grave: quando il prolasso è talmente accentuato che la vescica fuoriesce dalla vagina.

Quali sono le cause del cistocele?

Il cistocele, come accennato, è causato dall'indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico. Questa condizione di debolezza può essere dovuta a fattori come l’invecchiamento o a traumi e stiramenti ripetuti che determinano un deterioramento progressivo di queste strutture, e che culmina, infine, nella loro rottura. Alcuni fattori che predispongono all’insorgenza di un cistocele includono:

  • parto vaginale
  • invecchiamento e menopausa, che determinano una riduzione di estrogeni e il conseguente indebolimento della muscolatura pelvica
  • isterectomia, che indebolisce le strutture del pavimento pelvico
  • sovrappeso e obesità
  • tosse cronica e bronchite
  • stitichezza cronica
  • sollevamento errato di pesi
  • predisposizione genetica: in particolare le malattie del collagene possono predisporre alla condizione.

Che problemi dà il prolasso della vescica? Sintomi e segni

Il cistocele nei casi lievi è generalmente asintomatico. Quando il suo grado di severità aumenta, i sintomi e i segni che provoca possono includere:

  • pressione o senso di pienezza a livello pelvico e vaginale, soprattutto se si sta in piedi a lungo
  • dolore e fastidio della zona che aumenta durante sforzi, pressione, tossi, sollevamenti
  • fuoriuscita di una porzione della vescica dalla vagina
  • mancato svuotamento della vescica dopo la minzione
  • dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)
  • infezioni ricorrenti della vescica
  • perdita di urina dopo uno sforzo o un colpo di tosse.

In particolare, la sensazione di mancato svuotamento della vescica deve essere valutata, dal momento che - se si dovesse confermare la presenza di ristagno di urine dopo il termine della minzione - questa condizione potrebbe essere causa di infezioni. Infine, il cistocele, in alcuni casi, potrebbe essere associato anche a prolasso uterino, provocato anch’esso da un indebolimento del pavimento pelvico.

Come si diagnostica?

La diagnosi di cistocele può avvalersi di diversi approcci. Il primo passo per la sua identificazione è l’esame pelvico, durante il quale il ginecologo o l'urologo esamina la fuoriuscita della vescica dalla vagina, sia in posizione distesa che in posizione eretta. Durante questo esame, il medico può anche chiedere alla paziente di contrarre i muscoli pelvici per valutare la forza della muscolatura del pavimento pelvico.

Qualora l'esame pelvico non sia dirimente, si ricorre in genere alla cistouretrografia minzionale, un esame ai raggi X che consente di visualizzare la forma della vescica durante la minzione. Questo esame può rivelare eventuali ostacoli allo svuotamento della vescica ed è eseguito introducendo nella vescica un catetere con un liquido di contrasto.

Altri elementi diagnostici provengono dall'esame delle urine e dall’urinocoltura che servono a valutare la presenza di infezioni e infiammazioni a livello della vescica, causate dal mancato svuotamento. Tuttavia, questo test da solo potrebbe non essere sufficientemente significativo e spesso viene abbinato ad altri esami.
Il funzionamento della minzione si valuta con il diario minzionale, con l’uroflussometria (comprensiva di misurazione ecografica del residuo post minzionale) e se necessario con l’esame urodinamico.

Infine, un questionario di valutazione specifico può essere utilizzato per determinare la gravità del cistocele. Le domande si concentrano sulla sensazione dolorosa e su come la condizione influisca sulla vita quotidiana della paziente. Il questionario fornisce dettagli aggiuntivi per pianificare un trattamento adeguato.

Come si cura il cistocele?

Il trattamento del cistocele dipende dal suo grado di severità e dall’eventuale presenza di prolasso uterino. Generalmente, per i cistoceli di I grado, in assenza di prolasso dell’utero, non è necessario alcun trattamento specifico. 

È possibile praticare alcuni esercizi mirati a rafforzare i muscoli del pavimento pelvico: i cosiddetti esercizi di Kegel. La loro pratica continuativa può garantire buoni risultati, tra cui il riposizionamento della vescica nella sua sede naturale. 

Trattamenti non chirurgici

In presenza di cistoceli di II o III grado, è possibile adottare alcuni rimedi non chirurgici, che hanno lo scopo di alleviare i sintomi, e consistono segnatamente nell'uso di:

  • pessario: un anello di gomma da inserire nella vagina, che serve a sostenere la vescica, impedendogli di invadere la vagina 
  • estrogeni: per controbilanciare la loro riduzione durante la menopausa, e rinforzare i muscoli del pavimento pelvico, limitando il cistocele.

Quando si opera il cistocele?

Si ricorre al trattamento chirurgico quando il cistocele è di grado severo e il dolore è insopportabile, oppure in presenza di prolasso uterino. Durante la procedura, la vescica viene posizionata nella sua sede originaria, e la fascia di tessuto lacerato che separa la vescica dalla vagina viene riparata.

Se necessario, la fascia vescico-vaginale viene rafforzata attraverso un piccolo trapianto di tessuto. La paziente viene, generalmente, dimessa dopo poche ore dall’intervento e anche il recupero è veloce. La guarigione completa si ottiene entro qualche mese dall'intervento. 

Cosa non fare con cistocele?

In presenza di cistocele, è bene evitare alcune attività e comportamenti che possono comportare il rischio di un peggioramento dei sintomi e del grado di prolasso. Nello specifico, si consiglia di evitare: 

  • attività che producono un eccessiva pressione sui muscoli del pavimento pelvico, come sollevamento pesi, esercizi ad alto impatto e attività che richiedono uno sforzo ripetitivo
  • stitichezza cronica: è raccomandata una dieta sana e ricca di fibre e un'adeguata idratazione, stabilendo abitudini regolari per la defecazione. La stitichezza può aumentare lo sforzo esercitato sul pavimento pelvico e peggiorare i sintomi del prolasso della vescica
  • di trattenere l'urina per lunghi periodi, che può generare ulteriore pressione sul pavimento pelvico e contribuire ai problemi della vescica
  • di tossire o starnutire in modo eccessivo
  • il fumo, che può influire negativamente sulla salute dei muscoli pelvici e indebolire i tessuti che sostengono la vescica
  • il sovrappeso e l’obesità, che agiscono negativamente sul cistocele. È pertanto raccomandabile mantenere un peso corporeo adeguato e, se in sovrappeso, intraprendere un percorso di calo ponderale sotto controllo di un professionista.