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L’idrocele al testicolo

A cura di
Fabio
Leva

L'idrocele testicolare è un accumulo di liquido fisiologico nello scroto.

Che cos’è l’idrocele

L’idrocele è un versamento di fluido biologico nella sacca scrotale, intorno ai testicoli. L’insorgenza della condizione è più frequente nei bambini, durante lo sviluppo dei testicoli e nei primi anni di vita, e negli adulti di età superiore ai 40 anni

Le cause dell’idrocele possono essere legate ad un ritardo della chiusura del dotto peritoneo-vaginale, attraverso il quale scendono i testicoli, oppure ad alcune patologie o traumi locali

La diagnosi dell’idrocele in sé è semplice, ma vanno appurate le cause della sua formazione

Le complicazioni infatti sono legate più alla causa sottostante che al liquido, che rappresenta di fatto più un sintomo o una condizione che una patologia. 

Idrocele, sintomi e complicazioni

La sintomatologia legata all’idrocele nella maggior parte dei casi è semplicemente un gonfiore causato da un accumulo di liquido. 

In alcuni casi l’idrocele può essere però accompagnato da altri sintomi accessori, in relazione alla quantità di liquido in eccesso. 

In particolare i pazienti potrebbero avvertire: 

  • pressione alla base del pene
  • dolore al pene o ai testicoli
  • arrossamento dovuto al gonfiore

In alcuni pazienti la sintomatologia varia a seconda del momento della giornata e si acuisce verso sera. Se è determinato in modo acuto da infiammazioni, traumi o infezioni, in genere tende a ridursi e scomparire dopo la risoluzione del problema.

Tuttavia, poiché dalla sola presenza dell’idrocele non è possibile determinarne la causa, è importante in caso di comparsa del turgore rivolgersi al medico con prontezza

Alcune delle cause infatti, se non prese per tempo, possono portare a problemi quali la riduzione della fertilità o della funzione sessuale. 

Che cosa provoca l’idrocele?

Nei bambini in età immediatamente post-natale e nei primi anni di vita l’idrocele è causato dalla mancata chiusura del dotto peritoneo - vaginale (il canale attraverso il quale le gonadi maschili scendono nello scroto). Se non si chiude o se la chiusura ritarda è possibile che ci sia un passaggio di liquido proveniente dall’addome, che assume appunto la forma dell’idrocele. 

In questi casi si parla di idrocele primario

Nell’adulto invece le cause sono differenti e possono essere di origine traumatica o patologica. 

In particolare la comparsa dell’idrocele potrebbe essere dovuta a: 

  • trauma nell’area, dovuto a colpo o incidente
  • sforzi fisici
  • riapertura del dotto peritoneo - vaginale
  • infiammazione alle gonadi dovuta a patologie veneree o di altra natura (sifilide o tubercolosi)
  • infezioni ai testicoli
  • ritenzione idrica localizzata nelle gambe
  • interventi chirurgici allo scroto, (per esempio, rimozione di un’ernia inguinale o varicocelectomia)
  • in casi rari, tumore ai testicoli

In molti casi tuttavia la comparsa di un idrocele in età adulta non ha cause evidenti. 

Quando si presenta in età adulta l’idrocele viene definito idrocele secondario

Diagnosi dell’idrocele

La diagnosi dell’idrocele avviene tramite referto anamnestico ed esame obiettivo. Il medico cioè ascolta il paziente che riferisce del decorso della tumefazione testicolare e ne osserva lo stato. 

Entrambi i passaggi sono importanti, in quanto l’anamnesi permette al medico di valutare la presenza di dolore e le tempistiche di insorgenza del gonfiore e la sintomatologia accessoria. 

L’idrocele infatti non necessariamente appare all’improvviso e può essere causato da uno sversamento di liquido durante mesi o anni.

La fase successiva all’esame obiettivo è quella di un’ecografia scrotale, esame totalmente innocuo e indolore che permette di avere un quadro clinico più chiaro. 

Infine, appurata l’entità dell’idrocele, a discrezione del medico, in base anche ai sintomi e segni che sono riferiti dal paziente possono essere prescritti ulteriori accertamenti per effettuare una diagnosi differenziale, volti ad escludere patologie o infezioni. 

Come si cura l’idrocele

In molti casi l’idrocele tende a riassorbirsi spontaneamente, anche se in tempi non rapidissimi. 

Nei casi in cui invece permanga, possono rendersi necessari interventi mirati quali: 

  • drenaggio con ago
  • idrocelectomia 

Nel primo caso al  paziente viene aspirato il liquido tramite ago. In casi di idrocele più grave o di dimensioni ragguardevoli il semplice drenaggio potrebbe non risultare sufficiente. Senza dubbio è meno invasivo, ma ha lo svantaggio di non garantire ulteriori sversamenti di liquido nel futuro.

La idrocelectomia invece, per quanto più invasiva, ha risultati più duraturi. Eseguita in regime di day surgery o con un breve ricovero, consiste nell’asportazione delle tuniche vaginali del testicolio le membrane della parete scrotale fra le quali è rimasto intrappolato il liquido, in modo da impedire che recidivi.