PERCHÈ NUOTARE REGOLARMENTE FA BENE?

L’attività fisica, e quindi anche il nuoto, fa bene alla salute perché riduce il rischio di sviluppare malattie, senza indurre gli effetti collaterali prodotti dai farmaci. 
In particolare, il cardiologo sa che praticare un’attività fisica, in maniera costante, previene lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa, del diabete mellito, delle malattie cardiovascolari e, verosimilmente, dei tumori. 

L’attività fisica, inoltre, allevia il dolore osteo-articolare, riduce il rischio di cadute, migliora la postura, affina la memoria, aumenta l'autostima e contribuisce a preservare la propria indipendenza.

L’attività  più idonea a mantenere uno stato di benessere fisico è quella di tipo aerobico, che si ottiene mettendo in funzione le masse muscolari delle gambe, delle braccia e del torace con movimenti ciclici e ripetitivi ancorché moderati, ma regolari e costanti.

Il nuoto è forse l’attività fisica che meglio si addice al concetto di sforzo aerobico.
Il nuoto consente anche di evitare i rischi  correlati al traffico e all' inquinamento o all'impatto - non da tutti gradito - della palestra.

L’attività aerobica offerta dal nuoto migliora l’ossigenazione del sangue e il lavoro cardio-polmonare, e si traduce, nel tempo e con un livello di  allenamento costante, in una riduzione della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria.


QUAL È IL GIUSTO ALLENAMENTO?

La durata dell’allenamento non dovrebbe essere inferiore a 30 minuti, per almeno due volte la settimana.

È bene non sovraccaricare il sistema cardiocircolatorio con un allenamento eccessivo, che potrebbe, alla lunga, essere più dannoso che utile.
I valori di frequenza cardiaca durante lo sforzo rappresentano un indice valido e semplice da tenere sotto controllo con orologi appositi o attraverso la valutazione del proprio polso.
La frequenza cardiaca non dovrebbe superare  mai i valori di 140-150/battiti per minuto. 

GLI ESAMI CONSIGLIATI

Le attività aerobiche sono sostanzialmente praticabili da tutti, con le limitazioni imposte dall’età ed eventuali infermità.
É importante mantenere un dialogo con il proprio medico di famiglia, e controllare periodicamente la pressione arteriosa.
Consiglio di controllare periodicamente il peso, eseguire ogni 2-3 anni esami ematochimici di routine comprensivi della funzione tiroidea, e, infine, fare un elettrocardiogramma ogni 12-18 mesi.