UN DISTURBO DA NON CONFONDERE CON LA DEPRESSIONE

La maggior parte delle persone che chiedono un supporto psicologico o psichiatrico si descrivono come depressi e, conseguentemente, credono di “avere la depressione”.

I sintomi riferiti sono però per la maggior parte aspecifici, come la febbre in ambito internistico: così come la febbre può avere molte cause, dal colpo di sole al tumore, anche il sintomo “depressione” può essere iscritto in condizioni cliniche completamente differenti, non sempre etichettabili come malattia depressiva, e che quindi necessitano di strategie terapeutiche fra loro differenti.
Per curare con successo queste patologie il primo passo indispensabile è quindi un’accurata diagnosi.

CARATTERISTICHE E SINTOMI

I disturbi dell’umore sono spesso definiti anche disturbi dei ritmi cronobiologici in quanto la loro causa, seppur in larga misura misconosciuta, sembra strettamente connessa ai ritmi ormonali-organici. È proprio questa la caratteristica fondamentale che li contraddistingue dalle altre depressioni.

Sono patologie che si manifestano con fasi caratterizzate da tipici sintomi quali il sentirsi tristi e abbattuti (umore deflesso), rapidi e improvvisi cambiamenti emotivi (labilità emotiva), la mancanza di energie e la mancanza di voglia ad agire anche cose che normalmente provocherebbero piacere ai soggetti colpiti.

La comparsa delle fasi si collega alle stagioni, con manifestazioni più frequenti in autunno ed in primavera, sebbene ciascun individuo affetto possa identificare una propria stagionalità, con episodi non necessariamente legati al cosiddetto cambiamento di stagione, ma magari al caldo dell’estate, piuttosto che al grigiore ed al buio dell’inverno.

Altro elemento importante nella malattia dell’umore è la polarità, che consta nel ripresentarsi di episodi depressivi (disturbo depressivo), oppure l’alternarsi di sindromi depressive a fasi di segno opposto, euforiche o maniacali (disturbo bipolare).

UNA QUESTIONE DI ORMONI…

Le fasi sono in stretta connessione all’andamento dei cicli ormonali, fra i quali quelli sessuali: le donne che ne sono colpite, per esempio, lamentano delle fasi premestruali mensili particolarmente intense anche dal punto di vista emotivo; la gravidanza, il post-partum e la menopausa possono essere momenti in cui la malattia esordisce o comunque ha maggior probabilità di dare segno di sé o, al contrario, talvolta risente in modo positivo della ritmicità ormonale.
Le fasi di malattia, per loro intrinseca natura, si possono ripresentare tali e quali più volte nella vita di una persona, anche a distanza di anni da una completa remissione dell’episodio precedente.

COME SI CURANO?

Non tutte le condizioni di umore “nero”, seppur potenzialmente fonte di sofferenza soggettiva estrema, sono necessariamente depressioni intese come malattia dell’umore; è fondamentale distinguere con estrema efficacia queste tipologie di disagio, perché tendenzialmente solo le depressioni malattia dell’umore risentono positivamente dell’utilizzo degli antidepressivi, che invece possono non sortire gli effetti benefici desiderati quando vengono dati in modo aspecifico in casi cui il disagio depressivo riferito non è una vera depressione, e quindi non si giova pertanto di terapie antidepressive, ma di altre strategie terapeutiche come la psicologia o la psicoterapia.