CHE COS’È IL BRUXISMO?

Secondo l’American Sleep Disorders Association, il bruxismo è una malattia del movimento del sistema masticatorio caratterizzata da movimenti periodici e stereotipati che viene classificata anche tra le parasonnie, i comportamenti insoliti che si manifestano durante il sonno e di cui non ci si ricorda al risveglio.

Con il termine bruxismo si indica quindi il serramento e il digrignamento dei denti che, a lungo andare, può danneggiarli e deteriorarli. Generalmente il bruxismo si presenta durante la notte ma, nei periodi di forte stress, può presentarsi anche durante il giorno.

A seconda della direzione del movimento dei denti è possibile distinguere il bruxismo di serramento, o verticale, che consiste nel serrare forzatamente i muscoli in modo silenzioso, e il bruxismo orizzontale, che consiste nel digrignamento dei denti generando attriti tra le arcate, in alcuni casi con rumori udibili anche da terzi.

QUALI SONO LE CAUSE?

Le cause del bruxismo sono da ricercare soprattutto nel sonno, poiché si verifica generalmente nei soggetti che non riescono a rimanere nelle fasi di sonno prive di attività muscolare.

Molto spesso il bruxismo si manifesta in presenza di reflusso gastro-esofageo e apnee ostruttive del sonno che, in modi differenti, sono in grado di provocare degli “arousal” (stati generali di attivazione e reattività del sistema nervoso) durante i quali si riscontra il bruxismo. Tutti quei fattori che, in prossimità del sonno, sono in grado di influenzare negativamente l’acidità gastrica e la respirazione sono da quindi da monitorare. 

A livello psicologico sono poi da tenere sotto controllo l’aumento dello stress, della tensione e del nervosismo.

Il bruxismo può essere però anche la conseguenza di una patologia neuropsichiatrica, dell’assunzione di farmaci antidepressivi o antipsicotici e dell’assunzione di sostanze stupefacenti.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

Alla lunga, il bruxismo può danneggiare lo smalto e la dentina, causando un aumento della sensibilità e mobilità dei denti. Il bruxismo può essere associato anche a mal di testa, dolori muscolari al collo e alle spalle, soprattutto al risveglio, e dolore oro-facciale.

COLPISCE ANCHE I BAMBINI?

Il bruxismo colpisce anche i bambini e, nella maggior parte dei casi, è espressione di una maturazione del sistema nervoso ancora in corso d’opera.

Anche un disagio psicologico, come la nascita di un fratellino, il divorzio dei genitori o l’iperattività, può associarsi a bruxismo.

A volte questo fenomeno compare brevemente anche durante l’eruzione di un dentino, ma regredisce spontaneamente.

COME SI DIAGNOSTICA IL BRUXISMO? 

Solitamente le persone che soffrono di bruxismo, soprattutto durante la notte, non sono consapevoli della propria condizione e questo comporta un ritardo della diagnosi. Spesso ad accorgernese è il partner o, in generale, una terza persona che informa la persona interessata da questo disturbo. La diagosi di bruxismo avviene inoltre nel momento in cui si ricercano le cause di disturbi come mal di testa, sensibilità dentale, dolori muscolari a collo e spalle. 

COME SI CURA IL BRUXISMO?

Per evitare di danneggiare i denti è consigliabile indossare un bite rigido, dispositivo orale su misura che si interpone tra le arcate dentali impedendone il contatto durante lo sfregamento.

Un trattamento efficace del bruxismo deve prevedere però un approccio multidisciplinare che coinvolga gli specialisti necessari ad affrontare sia gli aspetti organici che quelli psicologici che sono causa di questo disturbo .

Sono particolarmente indicati tutte le attività mirate a mutare lo stile di vita esistente: yoga, meditazione e training autogeno, tecniche di rilassamento, focalizzate sulla respirazione e l’allentamemento delle tensioni muscolari; terapie osteopatiche; miglioramento dell’alimentazione e risoluzione del reflusso gastro-esofageo; terapia delle apnee ostruttive. In alcuni casi è bene affiancare queste attività con la psicoterapia e con l’uso di farmaci, soprattutto quando il bruxismo si presenta in fase acuta.