PERCHÈ RUSSIAMO?

Tutti abbiamo esperienza più o meno diretta di che cosa significhi russare.
È un dato epidemiologico comune a tutto il mondo occidentale che a russare abitualmente è il 70% degli adulti tra i 40 e i 60 anni tanto che, paradossalmente, oggi sembra essere più comune russare che dormire in silenzio. Non tutti, però, sanno di preciso cosa produce il fastidiosissimo rumore.

Studi medici hanno dimostrato che spesso la causa risiede nel palato e nell’ugola, ma sono state documentate vibrazioni anche a carico delle tonsille, della parte posteriore della lingua e della parte più profonda della gola (epiglottide). Oggi si è in grado di disegnare una mappa delle parti vibranti della gola da cui si origina il russamento.

Osservando un russatore di lungo corso è molto comune ascoltare alcuni momenti di silenzio durante i quali nell’intento di respirare contrae ripetutamente i muscoli addominali e toracici: il fiato rimane bloccato in gola e il respiro riprende solo dopo lunghi secondi di assenza. Questa assenza respiratoria è chiamata apnea.

SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE NEL SONNO

Se le apnee si ripetono sporadicamente (meno di cinque volte per ora di sonno) non c’è motivo di preoccuparsi, ma se la frequenza eccede le cinque pause si comincia a configurare una condizione di malattia nota come sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS).
Studi rigorosi indicano che una percentuale tra il 4 e l’8% della popolazione ne soffre, ma ben pochi la conoscono realmente.

Purtroppo spesso ci si sofferma sul lato comico del russamento e invece, si ignora pericolosamente  che nel russatore, al crescere delle apnee per ora di sonno, cresce proporzionalmente il rischio di produrre un infarto cardiaco, cadere vittima di un ictus o più subdolamente sviluppare un’ipertensione arteriosa, per di più mal curabile dai farmaci. A ogni apnea corrisponde una sorta di risveglio inconsapevole che devasta la funzione ristoratrice del sonno. Non è un caso che la causa di 1 incidente stradale su 5 sia dovuto a un colpo di sonno (Fonte: www.autostrade.it).

LA POLISONNOGRAFIA        

Per studiare adeguatamente i soggetti russatori o i sospetti apneici e stabilire la gravità dell’ostruzione non basta la raccolta dell’anamnesi, o storia personale dei sintomi, ma occorre registrare il sonno con opportuni dispositivi: il polisonnigrafo (monitoraggio cardio-respiratorio).
Il polisonnigrafo viene montato direttamente sul paziente che tornerà a casa per dormire e si ripresenterà in ambulatorio il giorno successivo per lo smontaggio e l’analisi dei risultati. Successivamente l’ostacolo viene evidenziato da endoscopia e radiologia.

CHE COSA FARE?

Se il soggetto russa senza generare apnee in modo critico, le opzioni sono due: si applica un bite da portare di notte (approccio ortodontico) oppure si fanno piccoli interventi sul palato o sul naso, in genere con ottimi risultati.
In caso di significativa apnea va offerta al paziente la terapia ventilatoria, cioè una maschera notturna (CPAP) che soffia aria a pressione nel naso sbloccando le apnee dall’esterno.
Se accettata e correttamente utilizzata è un provvedimento efficace.