LA CELIACHIA: CHE COS’È?

La celiachia è un’intolleranza permanente e irreversibile (allo stato attuale della scienza medica) dell’organismo umano al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (nome commerciale: Kamut), orzo, segale, spelta e triticale.
L’incidenza in Italia di questa intolleranza è stimata in un soggetto ogni 100 persone.
Per curare la celiachia occorre escludere dal proprio regime alimentare non solo alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche la più piccola traccia di glutine nel piatto.
La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

QUANDO SOSPETTARE LA CELIACHIA

Nel bambino allorché, all’introduzione del glutine, si dovesse riscontrare diarrea, vomito, arresto della crescita o calo ponderale.
Nell’adulto può comparire subdolamente a qualsiasi età, spesso dopo un evento stressante, un intervento chirurgico o un’infezione intestinale, con manifestazioni cliniche molto varie: dal quadro più grave di malassorbimento di fattori nutritivi multipli tra i quali il ferro e il calcio, a sintomi aspecifici gastroenterici quali crampi, dispepsia e disconfort addominale fino a sintomi neurologici e psichici.

PER UNA DIAGNOSI CORRETTA

Oggi è possibile effettuare la diagnosi sierologica con un prelievo di sangue che dosa specifici anticorpi: AGA (anticorpi antigliadina), EMA (anticorpi antiendomisio) e ATG (antitransglutaminasi).
La conferma è ottenuta dalla  biopsia della mucosa duodenale in corso di una normale gastroscopia che rivela l’appiattimento della mucosa e presenza di linfociti in quantità anomala.

CHE COSA PUÒ MANGIARE IL CELIACO?

La completa esclusione del glutine dalla dieta, obiettivo per una cura certa, non è facile da realizzare.
Il celiaco deve imparare a distinguere, anche con l’aiuto di indicazioni e di preparati di società produttrici specializzate, tra alimenti permessi, alimenti vietati e alimenti a rischio. Questi ultimi sono quelli che potrebbero contenere tracce di glutine perché “lavorati” con modeste quantità di glutine o preparati in ambiente contaminato da glutine.
Il decreto legislativo del 27 gennaio 1992 prevede che tutti gli alimenti senza glutine siano prodotti in stabilimenti autorizzati. La dicitura: prodotto senza glutine implica sempre un'autorizzazione ministeriale.
La legge quadro ministeriale, del 2005, garantisce alla persona affetta da celiachia un’alimentazione adeguata mettendo a disposizione gratuitamente prodotti senza glutine; assicura inoltre pasti senza glutine nelle mense di strutture pubbliche, scolastiche e ospedaliere, su richiesta medica specifica.

CHE COS'È LA SENSIBILITÀ AL GLUTINE?

Tutti i gastroenterologi sono a conoscenza di numerosi pazienti che pur non essendo celiaci, presentano, dopo l’assunzione di glutine, diversi sintomi gastrointestinali trovando poi miglioramento clinico netto e rapido con l’eliminazione del glutine. Sono in corso studi per caratterizzare questa particolare sensibilità.

DOVE INFORMARSI?

L’AIC, Associazione Italiana Celiachia, (www.celiachia.it) è a disposizione di chiunque abbia dubbi su eventuali sintomi e sulla malattia. Offre inoltre risposte pratiche ed esaurienti su diagnosi, centri specializzati, alimenti e stile di vita.
L’ambulatorio di gastroenterologia del Centro Medico Santagostino si occupa della diagnosi di patologie da intolleranze alimentari specifiche (per esempio celiachia) oppure legate a singoli alimenti, a una non corretta alimentazione o a una particolare sensibilità dell’intestino agli stress (sindrome del colon/intestino irritabile).
Inoltre il gastroenterologo si occupa del trattamento di possibili disturbi collegati, come per esempio la cistite dovuta al ristagno di batteri nell’intestino, suggerendo terapie farmacologiche o cambiamenti nello stile di vita e nell’alimentazione.