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La parotite (Orecchioni)


La parotite, più nota come orecchioni, è una patologia infettiva di origine virale che provoca il rigonfiamento delle ghiandole salivari. Ecco come riconoscerla, curarla e come prevenirla con il vaccino

Che cos'è la parotite?

La parotite è un'infezione virale che colpisce le ghiandole salivari. Viene più comunemente indicata con il nome di "orecchioni" a causa del tipico aspetto che il volto assume come conseguenza dell'ingrossamento delle parotidi: queste ghiandole, localizzate dietro la mandibola, gonfiandosi spingono verso l'esterno i padiglioni auricolari, facendo sembrare le orecchie più grandi.

La parotite è una malattia che colpisce prevalentemente i bambini e per questo è considerata una patologia tipica dell'infanzia. Può tuttavia manifestarsi anche negli adulti, più vulnerabili a sviluppare complicazioni.

Si tratta di una malattia epidemica, cioè sempre diffusa all'interno della comunità, che registra dei picchi epidemici ogni 2-5 anni, quando i nuovi nati formano una nuova popolazione di persone suscettibili al contagio.

Quando viene contratta, assicura un'immunità permanente. Anche la vaccinazione conferisce una protezione duratura da eventuali infezioni.

Cosa provoca la parotite?

La parotite è un'infezione provocata da un virus del gruppo Paramyxovirus, il Paromyxovirus parotidis, che colpisce in particolare le vie aeree superiori (faringe, laringe, trachea) e le ghiandole salivari.

Quali sono i sintomi della parotite?

Il sintomo caratteristico della malattia è rappresentato dal gonfiore delle ghiandole parotidi, che può causare dolore associato alla deglutizione e alla masticazione. Insorgono tipicamente anche:

Nelle 24 ore precedenti all'ingrossamento delle parotidi possono presentarsi brividi, cefalea e un lieve aumento della temperatura corporea.

La parotite è in genere bilaterale, ma, specialmente all'esordio, può essere monolaterale e colpire una sola parotide, per poi estendersi anche all'altra.

Quanto dura l'infezione? Prognosi e complicanze

Nella maggior parte dei casi, nei bambini l'infezione si risolve nell'arco di 5-7 giorni e raramente va incontro a complicanze quali:

Negli adulti, le complicazioni sono più frequenti. Nel 20-30% dei maschi in età postpuberale, s’instaura l'orchite, un'infiammazione molto dolorosa che provoca il rigonfiamento di uno o entrambi i testicoli e può evolvere (sebbene in rari casi) in atrofia testicolare e sterilità.

Nelle donne può insorgere ooforite (infiammazione delle ovaie), si tratta tuttavia di un esito meno frequente e che non altera la fertilità. Durante il primo trimeste di gravidanza il contagio comporta un aumento del rischio di aborto spontaneo, ma non implica quello di malformazioni fetali.

Quanto è contagiosa la parotite?

La trasmissione del virus della parotite avviene tramite il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee del soggetto malato o attraverso le goccioline che questo diffonde nell'aria quando parla, tossisce o starnutisce.

La fase di contagiosità della malattia dura per un periodo di 6 giorni prima della comparsa dei sintomi e fino a 9 giorni dopo.

Come si diagnostica e come si cura la parotite?

La diagnosi viene posta dal pediatra o dal medico curante sulla base dell'anamnesi e dell'esame obiettivo. Deve essere poi validata tramite esami di laboratorio, che vadano alla ricerca nel sangue di anticorpi contro il virus della parotite.

Il trattamento della parotite è principalmente sintomatico e prevede l'utilizzo di analgesici per alleviare il dolore scatenato dall'infiammazione delle ghiandole e di antipiretici per abbassare la febbre. Può essere di supporto seguire una dieta leggera o semiliquida per ridurre il bruciore durante la masticazione.

Vaccinazione

Per prevenire la parotite è disponibile un vaccino contenente virus vivi attenuati, capaci di stimolare le difese immunitarie senza indurre la malattia. Viene somministrato in due dosi, a distanza di almeno 28 giorni l'una dall'altra. Nei bambini il calendario vaccinale prevede che la prima dose sia eseguita tra i 12 e i 15 mesi e la seconda a 5-6 anni, entrambe in combinazione con il vaccino contro il morbillo e la rosolia (trivalente) e in alcuni casi la varicella (tetravalente).

Poiché preparato con virus vivi attenuati, il vaccino contro la parotite non può essere inoculato a:

  • Soggetti con deficit immunitario o in trattamento immunosoppressivo
  • Donne incinte o che pianificano una gravidanza nel mese seguente alla vaccinazione
  • Persone che abbiano riscontrato un'allergia al vaccino o a sue componenti