A CHE COSA SERVE LA VITAMINA D?

La vitamina D aiuta l'intestino ad assorbire il calcio e mantiene livelli adeguati di calcio e fosforo, così da garantire una corretta mineralizzazione dell’osso, per la sua crescita e per il rimodellamento. Livelli adeguati di vitamina D prevengono il rachitismo nei bambini e la fragilità ossea nell’adulto, oltre alla ben nota osteoporosi nell’anziano.
Ma la vitamina D ha molte altre funzioni fisiologiche importanti per il nostro organismo, inclusa la modulazione della crescita cellulare, il rafforzamento e la regolazione delle difese immunitarie, il mantenimento della funzione neuromuscolare.
Queste altre funzioni avvalorano l’ipotesi che la vitamina sia coinvolta in altri disturbi, come le malattie autoimmuni e i tumori.

DOVE SI TROVA LA VITAMINA D?

La vitamina D è una vitamina liposolubile, presente in modeste quantità in pesci grassi (salmone, aringhe), uova, latte e derivati, funghi ed è disponibile sotto forma d'integratore dietetico.
Però la presenza nell’organismo di vitamina D è dovuta in minima parte all’assunzione alimentare, la principale fonte è la sintesi cutanea che avviene in seguito all’esposizione ai raggi solari UV-B. In entrambi i casi, la vitamina D dev'essere attivata per poter essere utilizzata dal nostro organismo, e questo avviene a opera di due reazioni, la prima nel fegato (conversione a calcidiolo [25(OH)D]), la seconda nel rene, dove si produce la forma fisiologicamente attiva [1,25(OH) 2 D], il calcitriolo.

Il metabolismo della vitamina D può essere influenzato da vari fattori:

  • ambientali come l'esposizione al sole, uso di creme solari protettive che impediscono la fotoconversione, la pigmentazione della pelle e l'abbigliamento;
  • fisiologici come l'età, indice di massa corporea, volume extracellulare;
  • genetici come i polimorfismi di geni coinvolti nella sintesi dei recettori o di enzimi;
  • individuali come l'abitudine al fumo, patologie o terapie farmacologiche che ne limitano l’assorbimento o la trasformazione. 

SONO CARENTE DI VITAMINA D?

Studi epidemiologici hanno riscontrato un’elevata percentuale di casi di carenza di vitamina D nella popolazione generale, complice anche il cambiamento di abitudini della società, per cui diminuiscono sempre più i momenti all’aria aperta e alla luce del sole in favore di quelli tra le mura domestiche o di un ufficio. La carenza non si misura con il dosaggio ematico della forma attiva, infatti l’1,25 (OH)₂D non riflette l’effettivo stato della vitamina perché ha un’emivita troppo breve e i suoi livelli nel sangue periferico sono di gran lunga inferiori a quelli del 25(OH)D, considerato il miglior indicatore sierico, con un’emivita di due-tre settimane.

Il dosaggio della vitamina D riveste un ruolo essenziale nel monitoraggio dei pazienti che presentano disturbi del metabolismo del calcio associati a rachitismo, ipocalcemia, gravidanza, osteodistrofia nutrizionale e renale, ipoparatiroidismo, osteoporosi nella postmenopausa, per chi assume farmaci che possono interferire con l’assorbimento della vitamina stessa (es. cortisonici, corticosteroidi, anticonvulsivanti), per soggetti affetti da patologie che causano malassorbimento (fibrosi cistica, celiachia, Morbo di Crohn), per soggetti a rischio, come anziani e persone ricoverate, persone obese o che hanno subito bypass gastrico.

Per sapere se si ha carenza di vitamina D bisogna fare un’analisi su un campione di sangue. I valori di riferimento sono i seguenti, per uomo e donna, espressi in ng/ml:

  • carenza: minore di 10;
  • insufficienza: 10 - 30;
  • sufficienza: 30 – 100;
  • tossicità: maggiore di 100.

Tali valori sono sovrapponibili a quelli indicati dall’US Endocrine Society (che definisce la carenza a valori < 20 ng/ml e l’insufficienza compresa tra 21 e 30 ng/ml) e dall’Institute of Medicine statunitense, che riconosce in valori pari o superiore a 20 ng/ml una concentrazione adeguata per il mantenimento di buona salute ossea. Livelli superiori a 30 ng/ml non offrono effetti significativamente migliori.

QUALI SONO I LIVELLI DI ASSUNZIONE RACCOMANDATI?

Visti i numerosi ruoli di questo prezioso micronutriente, recentemente sono stati alzati i livelli di assunzione raccomandati, proprio per garantire tutti i benefici legati a un corretto livello di vitamina nell’organismo. I LARN (livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) raccomandano 10µg (400 IU) di vitamina al giorno fino a un anno di vita, 15 µg (600 IU) per bambini, adolescenti e adulti e 20µg (800 IU) per gli anziani. La vitamina D è espressa come colecalciferolo (1 μg di colecalciferolo = 40 IU vit. D).

È IMPORTANTE ASSUMERE SUPPLENTI DI VITAMINA D?

In caso di ipovitaminosi D è quindi necessaria una supplementazione vitaminica. La vitamina D somministrata si accumula in gran parte nel tessuto adiposo, per poi essere rilasciata gradualmente. Ciò consente di utilizzare diversi schemi di somministrazione: giornaliera, settimanale, mensile, trimestrale o annuale (per bocca o intramuscolo). La supplementazione giornaliera di vitamina D è circa 800-1000 UI al giorno ma può aumentare fino A 2000-4000 UI al giorno nelle condizioni di severo deficit, con concomitante assente esposizione solare, ridotto apporto dietetico e ridotto assorbimento di calcio.

Ricordiamo, però, che la fonte primaria di vitamina D rimane l’esposizione alla luce solare: passare, quindi, più tempo all’aria aperta, migliorando il nostro stile di vita, anche da questo punto di vista può giovare alla nostra salute.