Mammografia

CHE COS’È LA MAMMOGRAFIA?

La mammografia è una radiografia del seno utile a individuare eventuali masse tumorali nella zona della mammella. Può essere prescritta in seguito a un esame clinico (palpazione del seno) o a un'ecografia al seno per escludere un sospetto di tumore o può essere effettuata come test di screening preventivo per individuare la malattia in stadio iniziale.

A CHI È CONSIGLIATA?

In Italia, il Ministero della Salute consiglia a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni di sottoporsi a screening mammografico una volta ogni due anni. La mammografia allargata dopo i 50 anni è infatti ad oggi il metodo ritenuto più efficace per l’individuazione precoce dei tumori al seno nelle donne. 
Per prenotare una mammografia è necessario presentarsi in una delle nostri sedi, non è possibile prenotare al telefono.

COME SI SVOLGE?

Durante la mammografia, il seno viene compresso tra due lastre che emettono raggi X e producono un’immagine della morfologia interna del seno.

La mammografia è un esame non invasivo e dura circa 5-10 minuti. L’esame non richiede particolari preparazioni e non comporta effetti collaterali.

LA MAMMOGRAFIA È DOLOROSA?

La mammografia non è dolorosa, anche se alcune pazienti con elevata sensibilità al seno potrebbero trovare fastidiosa la pressione esercitata dalle lastre.

LA MAMMOGRAFIA È PERICOLOSA?

Come tutti gli esami radiografici, la mammografia prevede l’esposizione dell’organismo a una piccola quantità di raggi X. Nel bilancio finale rischi-benefici, comunque, la comunità scientifica è concorde sul fatto che gli effetti positivi della diagnosi preventiva per il trattamento dei tumori al seno sono significativamente superiori ai rischi dell’esposizione ai raggi X durante gli esami.  

Lo screening mammografico inoltre comporta un piccolo rischio di sovradiagnosi: è dimostrato infatti che una piccola percentuale dei tumori individuati durante la mammografia, e quindi trattata come pericolosa, non si sarebbe sviluppata e non sarebbe mai diventata sintomatica o pericolosa per la donna. Anche in questo caso però, il rischio di ricevere una sovradiagnosi non è ritenuto paragonabile ai benefici dello screening preventivo.