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Esofagite: cause, sintomi e trattamenti


L’esofagite è un’infiammazione dell’esofago, ossia il canale che parte dalla bocca e arriva allo stomaco. La causa più comune è il reflusso gastroesofageo

Che cos’è l’esofagite?

Si parla di esofagite quando si infiamma il canale che dalla bocca porta fino allo stomaco attraverso la faringe, ossia l’esofago. Questo condotto è uno dei primi elementi del tratto gastrointestinale e permette al cibo ingerito di arrivare fino allo stomaco per essere digerito.

L’esofagite, come tutte le infiammazioni, può avere molteplici cause. La più comune è il reflusso gastroesofageo, ma ne esistono anche di altre forme, dovute a infezioni, che colpiscono soprattutto i pazienti immunodepressi, come le persone positive al virus dell’HIV o i malati oncologici

L’infiammazione e, di conseguenza, tutti i disturbi associati all’esofagite possono essere risolti anche in tempi rapidi se viene effettuata una diagnosi rapida e vengono iniziati subito gli opportuni trattamenti di cui parleremo più avanti.

Come viene diagnosticata?

Gli esami strumentali e di laboratorio attraverso cui è possibile confermare la diagnosi di esofagite sono:

  • esofagogastroscopia: viene inserito un tubicino flessibile attraverso la bocca del paziente (endoscopio), il quale trasmette le immagini di esofago e stomaco (in caso di esofagite, le mucose risultano arrossate e possono essere presenti ulcere). Per ridurre il fastidio può essere somministrata al paziente una leggera sedazione. Si può effettuare contestualmente una biopsia per studiare porzioni di tessuto prelevate.
  • analisi bioptiche: indagini sui campioni di tessuto interni prelevati, soprattutto in caso di esofagiti di natura infettiva o eosinofile (dovute a reazioni allergiche a cibi)
  • radiografie con mezzo di contrasto: vengono eseguite in caso di difficoltà di deglutizione da parte del paziente

Che differenza c’è tra esofagite e gastrite?

L’esofagite si distingue dalla gastrite in quanto quest’ultima è caratterizzata da un'infiammazione della mucosa dello stomaco oltre che di quella esofagea. Anche la gastrite può avere molteplici cause. Entrambe possono essere erosive o non erosive, a seconda che siano presenti o meno erosioni della mucosa.

Che cosa provoca l’esofagite?

Abbiamo visto come la forma più comune di esofagite sia causata dal reflusso gastroesofageo, ossia una risalita anomala ed eccessiva dei succhi gastrici attraverso l’esofago.

Anche le infezioni possono rappresentare una causa di esofagite, soprattutto in persone che hanno un sistema immunitario compromesso.

L’esofagite può essere dovuta anche ad un abuso di farmaci quali antibiotici o antinfiammatori non steroidei (FANS).

Quando l’infiammazione dell’esofago è la conseguenza di una reazione allergica a particolari cibi si parla di esofagite eosinofila.

Altre forme di esofagite sono dovute a:

  • ingestione di sostanze caustiche
  • radioterapia
  • altre patologie

Tra le malattie cui può essere associata l’esofagite sono comprese le patologie della pelle (psoriasi, lichen planus, epidermolisi bollosa, pemfigo), malattia di Behçet o, ancora, patologie infiammatorie di tipo cronico a carico dell’intestino.

Quali sono i sintomi di una esofagite?

In caso di esofagite dovuta a reflusso gastroesofageo, le manifestazioni sintomatologiche consistono in sensazione di bruciore all’altezza del torace dietro lo sterno, che compare solitamente dopo aver mangiato e che peggiora nel corso delle ore notturne. 

Il paziente può accusare anche nausea, gonfiore, rigurgiti di cibo o presenza di acido in bocca.

Meno frequenti, invece, sono le difficoltà della deglutizione, dolore al petto simile a quello di un attacco cardiaco, respiro corto o dolore al braccio. 

Se l’esofagite ha natura infettiva - solitamente, in questi casi, è dovuta a candida albicans o ad altre specie di candida, ad HSV (il virus dell’herpes simplex), ad HIV o a citomegalovirus - può essere asintomatica o provocare difficoltà nella deglutizione o deglutizione dolorosa, bruciore e dolore allo stomaco, mancanza di appetito e perdita di peso, tosse. In rari casi, ci può essere anche sanguinamento.

Come si cura una esofagite?

Il trattamento dell’esofagite dipende, innanzitutto, dalla causa che ha determinato l’infiammazione.

Esofagite da reflusso gastroesofageo

In caso di reflusso, la terapia è farmacologica e consiste nella somministrazione di inibitori di pompa, ossia farmaci che limitano la produzione, da parte dello stomaco, di acido cloridrico. L'omeprazolo è l’esempio più comune di questa classe di farmaci. 

Il dosaggio viene stabilito o dal proprio medico curante o dallo specialista in gastroenterologia. 

Ovviamente, alla terapia farmacologica vanno sempre affiancati cambiamenti nello stile di vita, che comprendono abitudini corrette di igiene alimentare (pasti piccoli e frequenti, limitazione di caffè, cioccolata, alcool, alimenti grassi e speziati).

Si raccomanda, poi, di far trascorrere almeno tre ore dalla fine della cena prima di andare a letto e di non indossare abiti eccessivamente stretti all’altezza della vita.

La terapia farmacologica, inoltre, non andrebbe assolutamente interrotta senza prima consultare il proprio medico curante.

Esofagite infettiva

Qualora, invece, l’esofagite abbia origine infettiva o sia associata ad altre patologie, bisogna intervenire direttamente sulla causa che ha determinato l’infiammazione. Il gastroenterologo, nel decidere la terapia più opportuna, può avvalersi del consulto di un infettivologo o dello specialista della patologia cui è associata l’esofagite.

Esofagite eosinofila

Se l’esofagite è la conseguenza di una reazione allergica a cibi (esofagite eosinofila), si interviene eliminando dalla dieta gruppi di cibi per poi reintrodurli progressivamente in un secondo momento allo scopo di individuare quello che innesca lo stato infiammatorio.

Un’altra opzione possibile per le esofagiti eosinofile è la somministrazione per bocca di farmaci cortisonici.

Esofagite da farmaci

Nei casi di esofagite da ingestione di farmaci, infine, è necessario interrompere la somministrazione del farmaco responsabile temporaneamente, abbinando una terapia a base di inibitori degli acidi gastrici allo scopo di ottenere una piena guarigione. 

Per scongiurare il rischio di esofagiti da ingestione di farmaci, questi andrebbero assunti con molta acqua.